E’ stato approvato definitivamente con 162 voti favorevoli, 86 contrari e un astenuto l’Aula del Senato ha rinnovato la fiducia al Governo, il disegno di legge di “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili” (S.2595 – Dossier), sul quale era stata posta la questione di fiducia.

Il provvedimento, tra le altre cose, contiene la rottamazione delle cartelle esattoriali dal 2000 a tutto il 2016, l’abolizione degli studi di settore e dell’ente di riscossione Equitalia oltre alle norme che regoleranno la nuova edizione della voluntary disclosure.

Per quanto riguarda la rottamazione delle cartelle esattoriali, il provvedimento prevede una regolamentazione precisa che il contribuente che ne vorrà usufruire dovrà seguire: l’importo da corrispondere all’Erario potrà essere rateizzato in massimo 5 rate, da pagare a luglio 2017, settembre 2017, novembre 2017, aprile 2018 e settembre 2018. Il 70% del debito accumulato andrà quindi pagato entro la fine del 2017, il restante 30% nel 2018. Accedendo alla “mini-sanatoria” il contribuente potrà godere di uno sconto relativo all’ammontare di sanzioni e interessi di mora applicati nell’originale cartella emessa dall’ente di riscossione. I debiti fiscali che potranno essere stralciati grazie alla rottamazione sono vari, tra cui Imu, Irpef, Irap, Ires, tributi e contributi previdenziali e assistenziali affidati dall’Agenzia delle Entrate, dall’Inps o dall’Inail. Sono invece escluse dalla rottamazione le cartelle relative all’Iva riscossa all’importazione, al recupero di aiuti di Stato, ai crediti da danno erariale per sentenze di condanna della Corte dei Conti, a multe dovute per violazione del codice della strada, e alle sanzioni pecuniarie per provvedimenti e sentenze penali di condanna.