Tavolo con Spencer Stuart su manager e sviluppo d’impresa

Cambiamento è stata la parola chiave che ha accompagnato le riflessioni del tavolo “Manager e sviluppo d’impresa”, iniziativa promossa il 26 novembre a Roma insieme a Spencer Stuart e a 4.Manager per aumentare la consapevolezza sul ruolo del manager in un contesto di grande trasformazione.

Di fronte alla messa in discussione delle gerarchie classiche, il mondo del management ha bisogno di misurarsi con gli interrogativi che riguardano i trend globali più rilevanti, a partire dalla digitalizzazione.

Nella sala Pininfarina di Confindustria si sono quindi alternati gli interventi di Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager, Enrico Letta, già presidente del Consiglio e ora alla Paris School of International Affairs, Carlo Corsi, presidente Spencer Stuart, Luigi Serra, presidente Sistemi Formativi Confindustria e vicepresidente dell’università Luiss Guido Carli, Mario Cardoni, direttore generale Federmanager, Enzo De Angelis, senior advisor Spencer Stuart.

I lavori hanno beneficiato della conduzione di Ferruccio De Bortoli del Corriere della Sera.

Come ha spiegato il presidente Federmanager Stefano Cuzzilla nell’introduzione, «la riunione di oggi punta anche a capire come sta evolvendo il modo di selezionare la governance delle principali società che operano nel nostro Paese, preparando i manager a essere competitivi sul mercato del lavoro».

A tal fine, Enzo De Angelis di Spencer Stuart ha illustrato i meccanismi principali di selezione, considerando tutte le caratteristiche che sono richieste ai manager oggi in termini di competenze digitali, leadership, execution e approccio culturale.

Nuovi moderni organizzativi, gestioni orizzontali, persone rappresentate in modo nuovo, sistemi disintermediati rendono particolarmente complesso ragionare sul tema.

Secondo il prof. Enrico Letta, che ha tenuto un keynote speech di approfondimento, è la «discontinuità» uno degli elementi più distintivi dell’agire manageriale contemporaneo. «Ciò che è avvenuto negli ultimi 5 anni – ha sottolineato in riferimento al nuovo paradigma tecnologico – ha avuto un impatto in termini di cambiamento politico, economico e sociale impareggiabile rispetto ai ritmi con cui eravamo abituati a procedere nei vent’anni precedenti».

Non riuscire a modificare in rapidità il modo con cui si ragiona nelle imprese può essere una vera iattura. L’apertura ai nuovi linguaggi e alle nuove modalità di gestione, superando i confini in cui è stretta la micro e piccola impresa italiana, invece, è la vera scommessa.

Ecco perché Carlo Corsi, con il suo grande bagaglio di esperienza in executive search, ha portato alla platea gli esempi virtuosi di promozione del merito e anche gli esempi meno virtuosi, facendo riflettere tutti i partecipanti sulla tendenza attuale, comune a molte grandi aziende, ad abbattere gli investimenti sul capitale umano come principale leva di riduzione dei costi.

«Il manager non deve essere lo specialista della tecnologia, ma deve avere una forma mentis molto più strategica, sapendo assumere decisioni in tempo reale, con un time to market sempre più stretto», ha indicato Mario Cardoni, direttore generale Federmanager, illustrando alcune iniziative su cui la Federazione ha investito negli ultimi due anni per affrontare la nuova complessità del ruolo manageriale.

Più formazione in ottica 4.0 è stato l’argomento che tutti i relatori hanno attraversato. «Innovare nella didattica ma anche nell’esempio», è stata l’indicazione del professor Luigi Serra che, nel suo duplice ruolo di imprenditore e accademico, ha sottolineato la necessità di innovare anche il tipo di competenze da acquisire, gli insegnamenti e le scelte di orientamento professionale.

Ringraziando tutti gli intervenuti, il presidente Cuzzilla ha concluso i lavori sottolineando che «siamo di fronte a una rivoluzione velocissima che sta cambiando il modo con cui facciamo le cose e perfino il modo con cui le pensiamo. Se abbiamo promosso questo incontro – ha affermato – è perché riteniamo che Federmanager debba avere un ruolo attivo nel promuovere modelli di management al passo con i tempi e con le nuove tecnologie, in grado di governare i processi innovativi che vediamo affermarsi».