Smart Working: Federmanager/Cida in audizione alla Commissione Lavoro della Camera

La diffusione di soluzioni di smart working genera nuove economie di scala per le aziende e minori costi sociali per la collettività. Di questo messaggio si è fatta portavoce la delegazione Federmanager/Cida che ieri è stata audita dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati nell’ambito dei lavori sul ddl A.C. 4135 “Misure per la tutela del lavoro autonomo e volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato”.

La delegazione, guidata da Guelfo Tagliavini, coordinatore nazionale della Commissione “Industria 4.0” di Federmanager, ha depositato anche una nota tecnica di osservazioni al provvedimento in esame. «Se le aziende e gli enti pubblici italiani facessero ricorso al telelavoro in percentuale analoga alla media europea, i risparmi sarebbero nell’ordine di 4 miliardi di euro», ha chiarito Tagliavini, aggiungendo che «lo smart work non è semplicemente uno strumento che consente di conciliare meglio i tempi di lavoro con le esigenze personali e familiari, ma è una modalità organizzativa per migliorare la produttività aziendale».

Per Federmanager e Cida, il “lavoro agile” deve essere adottato senza differenziazioni, in ragione delle specifiche esigenze organizzative e produttive: non, come una fattispecie lavorativa a sé, bensì come una modalità di lavoro che interessa tutte le categorie di lavoratori, da quelli apicali a quelli meno qualificati.

Esprimendo un parere sostanzialmente favorevole al provvedimento, dunque, le due Organizzazioni hanno ribadito la necessità di rendere operative le politiche a sostegno di questa innovazione di processo mettendo definitivamente all’angolo le reticenze culturali che continuano a penalizzare, anche su questo aspetto, il nostro Paese nello scenario europeo.

Il Presidente della Commissione Lavoro, On. Cesare Damiano, ha condiviso un approccio che incoraggi le aziende ad adottare modelli organizzativi adeguati alle moderne tecnologie, in linea con le trasformazioni digitali imposte da “Industry 4.0”, e ha sostenuto l’opportunità che tali modelli siano disciplinati in linea generale dalla legge, per poi essere rinviati alla contrattazione collettiva per un adattamento allo specifico settore produttivo.

«Potrebbe essere questo il criterio guida per eliminare le riserve culturali che ancora esistono sullo smart working», ha commentato il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla. «La bilateralità ha da sempre svolto un’azione di accelerazione sui processi d’innovazione, e anche in questo caso può aiutare concretamente imprese e lavoratori a compiere passi più coraggiosi».

Anche a tal fine, in occasione del prossimo Meeting del Gruppo Giovani che si svolgerà a Roma il 3 febbraio p.v., verrà presentato il libro “Il Romanzo del telelavoro” di Guelfo Tagliavini ed edito da Federmanager, a testimonianza di un impegno pluriennale della Federazione e dei suoi manager associati in favore di questo modello e dei positivi effetti attesi per il prossimo futuro.