Seguito audizioni Industria 4.0 in Commissione Attività produttive – 31 marzo 2016

Sono proseguite le audizioni presso la Comm. Attività Produttive nell’ambito dell’indagine conoscitiva su “Industria 4.0”.

Audita la dottoressa Giuseppina De Santis, rappresentante della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e il professor Antonino Rotolo, Prorettore per la ricerca dell’Università degli studi di Bologna.

Analisi
Entrambi gli auditi hanno rimarcato la centralità di alcuni temi che, prima di loro, altri avevano portato all’attenzione della Commissione dall’inizio dell’indagine conoscitiva: fra questi, la centralità della formazione, sia della forza lavoro attualmente impiegata che delle nuove generazioni; l’importanza di ripensare i modelli organizzativi del lavoro in tutti gli ambiti, non solo quelli industriali; l’importanza che rivestono alcune infrastrutture, come la banda ultralarga, che sono delle vere precondizioni affinché si possa passare all’ “Industria 4.0”. Oltre questi richiami comuni, sia l’assessore De Santis che il prof. Rotolo hanno dedicato parte della loro audizione a dei temi specificamente connessi alle realtà da loro rappresentante:

  •  Ruolo delle Regioni – L’assessore De Santis ha rimarcato l’importanza di una stretta sinergia fra le policy e le decisioni nazionali, e la loro implementazione regionale e territoriale. A nome della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’assessore ha manifestato la sua disponibilità a lavorare insieme al Governo e al Parlamento, per calibrare gli interventi sulle diverse e specifiche caratteristiche dei contesti locali. A tal proposito, l’assessore ha citato come importante evoluzione a cui bisognerebbe tendere, sia dal lato pubblico che da quello privato, il cloud: infatti, grazie a questa nuova possibilità, si può superare la frammentazione del sistema produttivo, creare delle autentiche ed efficaci reti fra le imprese, ma anche fra i centri decisionali locali e nazionali. In questa ottica, la Conferenza ha prodotto un documento (non ancora disponibile pubblicamente) con cui si dichiara intenzionata a creare un quadro di riferimento, in accordo con le istituzioni nazionali, a cui tutti i policy maker possano poi fare riferimento per la traduzione territoriale delle decisioni e delle misure nazionali, e per sostenere e facilitare il migliore accesso possibile delle imprese alle nuove tecnologie digitali.
  • Industria 4.0 della Cultura – Il prof. Rotolo ha affermato che troppo spesso il termine e il concetto di “Industria 4.0” vengono confusi con la sola realtà industriale, con la dimensione della fabbrica. A suo giudizio, invece, le possibilità abilitate dalla rivoluzione 4.0 coinvolgono tutti i settori produttivi e, in senso più ampio, sociali. Su questo punto, l’Università di Bologna è convinta che l’Italia possa imporsi come leader mondiale nel filone dell’industria culturale e creativa, all’interno del contesto 4.0. L’Università è al lavoro con un progetto innovativo: creare un laboratorio multimediale e virtuale per mettere a sistema, in maniera digitale ed interattiva, tutto il patrimonio, fisco, culturale, architettonico e letterario di cui questa dispone. Il prof. Rotolo ha anche sottolineato che nel settore culturale gli incentivi pubblici rivestono un ruolo importante: troppo spesso, infatti, in assenza di questi, gli operatori del settore faticano a dar vita ad una trasformazione incisiva, perché non riescono a coglierne a pieno i benefici di medio-lungo periodo.