Seguito audizioni Industria 4.0 in Comm. Attività produttive – 15 marzo 2016

Sono proseguite in Commissione Attività produttive le audizioni nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sul tema “Industria 4.0”. È stato audito Jan Siedentopp, rappresentante del Ministero dell’Economia della Repubblica Federale di Germania.

Il dottor Siedentopp si è soffermato su quello che è stato fatto in Germania sul tema, sui progetti tedeschi per il prossimo futuro, e sulle possibilità di cooperazione con l’Italia.

Analisi
Molti temi, come la sicurezza e la proprietà dei dati, non possono essere affrontati a livello nazionale, ma serve una cornice europea. Alla conferenza di Hannover di aprile il Commissario Oettinger probabilmente annuncerà il piano della Commissione su questo tema. Grazie all’Industria 4.0, ma anche alla Sharing Economy, nasceranno nuovi business model; in realtà alcuni sono già nati (citati come esempio Amazon ed Airbnb); sta cambiando la logica dietro ai prodotti e ai servizi, che sono sempre più orientati ai bisogni dei clienti.
Servono nuove condizioni quadro giuridiche che tengano conto dei cambiamenti, anche a livello civilistico; si prende ad esempio il caso della responsabilità civile per una vettura a guida autonoma in caso di incidente. Serve, inoltre, una infrastruttura di trasmissione dati, a livello nazionale ed europeo, veloce, sicura ed efficiente; la Germania si orienta con decisione verso la realizzazione di queste reti attraverso il coinvolgimento attivo e diretto dei privati, non solo delle tlc, ma anche degli Over The Top.
La Germania ha realizzato 11 centri di competenza a cui i vari imprenditori, soprattutto le PMI, possono rivolgersi per avere supporto e consulenza; per ogni centro, la Germania ha previsto 5 milioni di euro per i primi anni di attività. Secondo Siedentopp, in Italia esistono già almeno 70 fabbriche e FabLab che possono essere usate come “laboratori” per testare processi innovativi. Uno degli aspetti cruciali sono gli standard: la Germania vuole sostenere la realizzazione di un linguaggio unico, sovranazionale, perfettamente interoperabile.
La Germania vuole avviare una cooperazione bilaterale con l’Italia, sul modello di quella realizzata con la Francia, per creare piattaforma comune di sviluppo, che permetta agli imprenditori di dialogare, con un approccio “bottom-up”.