Seguito audizioni Industria 4.0 in Comm. Attività produttive – 1 marzo 2016

Sono proseguite in Commissione Attività produttive le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul tema “Industria 4.0”.

Sono stati ascoltati rappresentanti di CNA, Confartigianato, CGIL, CISL, UIL e UGL.

Analisi
Di seguito, l’elenco dei soggetti auditi ed i principali contenuti delle audizioni:

Soggetti auditi
Hanno preso parte alle audizioni Mario Pagani, responsabile delle politiche industriali di CNA (accompagnato da Luca Iaia), Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato, Rosario Strazullo, responsabile settore contrattazione di CGIL, Giuseppe Farina, Segretario Confederale di CISL, Marco Bentivogli, Segretario Generale di FIM-CISL, Romeo Scarpari, dipartimento contrattazione privata e politiche settoriali della UIL, e Fiovo Bitti, Segretario Confederale di UGL.

Temi discussi
Nel corso dell’audizione, i rappresentanti del mondo artigianale hanno toccato alcuni temi specifici, mentre quelli delle sigle sindacali si sono concentrati su altri aspetti dell’Industria 4.0.

CNA e Confartigianato
Entrambe le associazioni del mondo artigianale hanno sottolineato come, a loro giudizio, la “via italiana” all’Industria 4.0 debba distinguersi da quella tedesca. Infatti, mentre in Germania si è adottato un unico set di regole e tecnologie, che a cascata è stato imposto al mondo industriale, in Italia è opportuno operare diversamente, puntando su una pluralità di modelli, pensati in maniera da adattarsi alle varie piccole imprese italiane, che sono l’asse portante del sistema industriale nazionale. A tal proposito, Confartigianato ha affermato che la risorsa umana deve restare al centro del sistema, deve essere potenziata e non sostituita dalla tecnologia. CNA, invece, ha portato alcuni esempi pratici di progetti attivati per digitalizzare le PMI: il progetto “Digitaly”, attivato in collaborazione con Google e Amazon, per supportare le microimprese nell’approccio alla digitalizzazione e ai portali online; il progetto “Crescere in Digitale”, realizzato insieme a Google e Unioncamere. Sempre CNA ha indicato quattro filoni di intervento:

  • Agevolazioni fiscali per investimenti nel digitale, con focus sulla produttività dell’investimento;
  • “Contamination fund”, un fondo per far collaborare pubblico e privato per lo sviluppo tecnologico delle filiere produttive, investendo soprattutto in investimenti su macchinari all’avanguardia;
  • Introdurre strumenti finanziari utili per sostenere la trasformazione delle imprese e della forza lavoro.

CIGL, CISL, UIL e UGL
Tutte le sigle sindacali ascoltate hanno sottolineato a più riprese l’importanza di dar vita ad un piano più ampio, un piano per una nuova politica industriale del Paese. In questo senso, i sindacati hanno apertamente mostrato scetticismo per la “Cabina di Regia” che si dovrebbe creare nell’ambito del Piano per l’Industria 4.0: le precedenti esperienze di “cabine di regia”, a giudizio dei sindacati, si sono rivelate deludenti, soprattutto perché non prevedevano la partecipazione di rappresentanti del mondo sindacale e dei lavoratori. Inoltre, i sindacati hanno concordato sull’importanza di investire su due filoni:

  • Infrastrutture, citando in particolare la banda ultralarga;
  • Formazione, che deve coinvolgere sia gli operai che i dirigenti, perché c’è bisogno di recuperare sia competenze specifiche che competenze organizzative.