Seguito audizioni Ddl Amministrazione straordinaria grandi imprese – 20 ottobre 2016

Sono proseguite  le audizioni sul Ddl in materia di amministrazione straordinaria delle grandi imprese. Con tutta probabilità il testo base che verrà adottato sarà quello del governo.

La proposta di legge potrebbe arrivare in aula alla Camera i primi mesi del 2017 per essere approvata in via definitiva entro l’anno.

Analisi
• Sindacati – Sul tema intervengono due problemi. Il primo riguarda la tutela dell’occupazione, che appare come una variabile residuale e non una condizione strettamente connessa al processo di risanamento aziendale. Il secondo nodo riguarda il numero dei dipendenti per accedere alla amministrazione straordinaria, fissato a 400 per la singola impresa e 800 per le impresa con più stabilimenti. La delega dovrebbe contenere un limite temporale alla procedura di amministrazione straordinaria definendo di conseguenza la durata degli ammortizzatori sociali. Vanno coinvolti, inoltre, i lavoratori nel comitato di sorveglianza delle amministrazioni straordinarie e nel processo di risanamento delle aziende. La questione assume una rilevanza fondamentale ai fini del successo del programma di risanamento delle imprese in crisi perché senza un largo consenso dei lavoratori si innescano delle dinamiche negative. Su questo punto la legislazione deve fare un salto di qualità, anche in forme nuove e più avanzate, che contemplino da una parte l’autonomia di giudizio delle parti e dall’altra una assunzione delle responsabilità che animano le linee guida per il risanamento aziendale. Bisogna fare in modo, inoltre, che ci sia un confronto con le rappresentanze sindacali prima che il governo licenzi in via preliminare i decreti legislativi attuativi della delega.
CNDCEC – Occorre definire i requisiti di ammissione alle procedure di amministrazione straordinaria. Perciò i criteri di accesso devono riguardare il numero di dipendenti occupati, il volume di affari e l’indebitamento. L’accesso alla amministrazione straordinaria debba esserci si ci sono prospettive di concreto recupero delle attività imprenditoriali, altrimenti è più opportuno passare a altre forme di risoluzione della crisi. Per la nomina di tutte le figure, sia per quanto riguarda il commissario straordinario sia per il responsabile del comitato di sorveglianza, sarebbe opportuno individuare dei criteri di competenza specifici e rivolgersi a professionisti iscritti negli albi e non solo limitarsi a soggetti con specifiche competenze in materia. Per quanto riguarda l’ipotesi di un elenco dal quale scegliere i commissari straordinari, Vigani ha espresso la sua contrarietà in quanto esistono già gli albi che possono portare tutte le competenze professionali necessarie.
ALLEANZA COOP – Si chiede di eliminare gli ostacoli possibili per l’accesso alle procedure di amministrazione straordinaria da parte delle cooperative considerando l’introduzione di limiti specifici, al di là di quelli previsti riguardanti dalla proposta di legge sul numero dei dipendenti.