Sanità: 40 anni Fasi, assistenza integrativa supporto indispensabile Ssn

La sanita’ integrativa come supporto indispensabile a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale. Questo il messaggio lanciato in occasione della celebrazione dei 40 anni del Fasi, il Fondo assistenza sanitaria integrativa per i dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi, costituito pariteticamente da Confindustria e Federmanager.

“Oggi – ha detto il presidente del Fasi Marcello Garzia – meno di 5 miliardi sono utilizzati dagli italiani per l’assistenza sanitaria integrativa intermediata, un dato molto al di sotto della media europea. Dobbiamo fare in modo di trasferire una quota piu’ consistente della spesa sanitaria “privata” delle famiglie italiane agli enti che, senza scopo di lucro, basano la loro attivita’ sul principio mutualistico e della porta aperta, senza esami preventivi all’ingresso”.

Il Fasi ha investito notevoli risorse, supportando gli interventi di screening e gli esami diagnostici a totale carico del Fondo, perché convinto che “prevenire è meglio che curare”. Questa politica, oltre a determinare un consistente risparmio della spesa in conto al Servizio Sanitario Nazionale, ha consentito al Fondo di svolgere una funzione, per così dire, “calmierante” dei costi sanitari complessivi, riducendo quella spesa privata individuale spesso, insostenibile per il cittadino comune, sia esso pensionato, quadro, impiegato o dirigente.

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a questo proposito ha detto: “La sanità pubblica rappresenta una delle più importanti conquiste sociali del nostro Paese, ma il finanziamento pubblico del comparto fatica a tenere il passo della crescita di domanda di salute. Bisogna valorizzare l’integrazione tra sanità pubblica e complementare per garantire stabilità e sostenibilità al sistema salute. Lo sviluppo del secondo pilastro sanitario, di cui il Fasi è da sempre un punto di riferimento, è la chiave per accrescere l’efficienza della spesa sanitaria privata, che oggi ammonta a circa 40 miliardi di euro”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla, che ha affermato: “Con i suoi quaranta anni di storia, il Fasi, dimostra la validità di un modello di welfare che affonda le radici nella bilateralità del contratto di lavoro guardando anche al benessere collettivo. Oggi le famiglie hanno necessità di un Sistema Salute in grado di rispondere a nuove esigenze di tipo sanitario e socio-sanitario. A fronte dell’evoluzione della domanda di cura servono politiche economiche, fiscali e culturali che favoriscano lo sviluppo del welfare integrativo nelle aziende. La sanità integrativa, con la sua azione d’intermediazione della spesa privata, di controllo delle tariffe e di trasparenza fiscale, rappresenta il supporto che serve al Servizio Sanitario Nazionale per essere sostenibile e inclusivo”. A conclusione, il presidente del Fasi, ha rimarcato: “A mio giudizio, sono due le grandi questioni che determineranno la modifica del sistema di welfare così come lo conosciamo, la cronicizzazione delle malattie e l’impetuoso sviluppo delle tecnologie digitali. I Fondi di sanità integrativa hanno il dovere di implementare i loro servizi sfruttando al massimo le potenzialità tecnologiche: basti pensare ai sistemi di medicina a distanza che, se li adoperassimo, per gli oltre dieci milioni d’italiani che già aderiscono a forme di assistenza integrativa, consentirebbero un consistente risparmio di spesa alla sanità pubblica, oltre a cure più efficaci”.