Risposta MISE su interrogazione M5S su trasferimento Ilva al gruppo Mittal

E’ pervenuta la risposta del Sottosegretario al MISE, Giacomelli, all’interrogazione 5-12885 dell’On. Crippa (M5S) sugli orientamenti del Governo in merito alle procedure di trasferimento dei complessi aziendali del Gruppo Ilva, con particolare riferimento alla gara aggiudicata dal Gruppo ArcelorMittal.

Di seguito il testo integrale della risposta.

In riferimento con quanto richiesto con l’atto in parola sembra prematuro conoscere le valutazioni sui possibili esiti ed effetti della procedura antitrust europea che, come è noto, deve valutare, alla luce del regolamento UE sulle concentrazioni, il progetto di acquisizione del complesso industriale siderurgico ILVA da parte della società AM Investco, che fa capo al gruppo Arcelor Mittal e che è risultata aggiudicataria, in esito alla gara ad evidenza pubblica conclusasi con il decreto di aggiudicazione, adottato dal Ministro dello sviluppo economico, in data 5 giugno 2017.
  È importante ricordare che si tratta di un procedimento complesso che rientra nella esclusiva competenza dei servizi della Commissione e del quale l’amministrazione pubblica italiana non è parte.
  Considerata l’importanza dell’operazione sottoposta al vaglio dell’antitrust, l’avvio della fase di «indagine approfondita» è da considerare del tutto fisiologica e non comporta necessariamente lo slittamento dei tempi fino al mese di marzo. Proprio in questi giorni, la Commissaria Vestager, con dichiarazione alla stampa, ha del resto rappresentato la volontà di concludere le procedure in anticipo rispetto alla scadenza legale del prossimo 23 marzo.
  Non è possibile allo stato di poter esprimere valutazioni su indiscrezioni e ipotesi che potrebbero rivelarsi prive di fondamento.
  Vorrei, ad ogni buon conto ricordare che, proprio per tutelare la procedura di vendita rispetto al cd rischio antitrust, in corso di gara è stato a suo tempo richiesto ai due offerenti la disponibilità alla assunzione libera e volontaria dell’impegno al mantenimento in ogni caso del Piano Industriale offerto – e i connessi livelli occupazionali – ove l’autorizzazione all’operazione di concentrazione di dimensione comunitaria dovesse richiedere all’aggiudicatario la dismissione di assets o limitazioni di produzione relativamente a mercati interessati.
  AM InvestCo ha acconsentito a tale richiesta, impegnandosi – nella sede contrattuale – a non proporre né accettare alcuna condizione eventualmente richiesta dalle competenti Autorità di Concorrenza che abbia come effetto la cessione di beni compresi nei Rami d’Azienda o un impatto sui limiti produttivi dei Rami d’Azienda o sui Livelli Occupazionali previsti nel Piano Industriale.
  In tale contesto, ferme le iniziative già assunte in sede di gara e le garanzie acquisite come sopra illustrate, con specifico riferimento a quanto richiesto con l’atto in esame, si fa riserva di valutare l’operazione, anche sotto il profilo della definitiva composizione della cordata, all’esito del procedimento Antitrust.