Risposta Ministro Calenda all’interrogazione Pd su Industria 4.0 – 14 settembre 2016

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha risposto all’interrogazione a firma Pd (primo firmatario On. Benamati, Comm.ne Industria), relativa alle misure di politica industriale e fiscale che il Governo intende adottare nei prossimi mesi per rafforzare il sistema produttivo, sostenere gli investimenti e la competitività e consolidare la crescita.

Analisi
Nel corso della sua risposta il Ministro Calenda ha rilevato che, a fronte di un quadro economico ancora instabile, l’innovazione tecnologica e la globalizzazione sono le due sfide che l’industria deve affrontare in via prioritaria. Il 21 settembre verrà presentato il Piano triennale Industria 4.0, che si fonderà su incentivi fiscali, sul rafforzamento e sulla ristrutturazione del Fondo di garanzia, sudigital innovation hub che consentano il trasferimento tecnologico tra università e imprese e molte altre cose.
Il Ministro ha poi citato le politiche di contesto per la competitività: il varo del decreto energivori, la nuova direttiva sulla strategia per le rinnovabili, che cambia completamente dal 2017 in ragione di un cambiamento di normativa europea; concorrenza, ); infine il piano «banda ultra larga».

Di seguito il testo dell’interrogazione e della risposta del Ministro.

BENAMATI, ARLOTTI, BARGERO, BASSO, BECATTINI, BINI, CAMANI, CANI, DONATI, GINEFRA,IACONO, IMPEGNO, MARTELLA, MONTRONI, PELUFFO, SCUVERA, SENALDI, TARANTO, TENTORI,VICO e CINZIA MARIA FONTANA. – Al Ministro dello sviluppo economico. – Per sapere – premesso che:
fin dal suo insediamento nel 2014, il Governo ha perseguito una strategia di politica economica ed industriale di natura pluriennale volta a rilanciare la crescita e l’occupazione attraverso un’azione di riforma strutturale e di stimolo agli investimenti, un’impostazione espansiva della politica di bilancio nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, la riduzione del carico fiscale e politiche attive per le imprese;
tra le misure intraprese per migliorare la capacità competitiva dell’Italia vanno, in particolare, ricordate la riduzione dell’irap e quella programmata dell’ires, la maggiorazione degli ammortamenti deducibili a fini fiscali, il credito di imposta per gli investimenti realizzati nel Mezzogiorno e quello per la ricerca, la nuova «legge Sabatini» per il rinnovo di macchinari, impianti e attrezzature, mentre si delineano le prime misure organiche per il rafforzamento digitale dei sistemi produttivi, interventi questi che rispondono a un’esigenza non solo di sostegno, ma anche di propulsione alla ripresa economica dal lato dell’offerta;
la strategia del Governo sta progressivamente dando i primi risultati, tanto che, nel 2015, dopo tre anni consecutivi di contrazione, l’economia italiana è tornata a crescere e con essa l’occupazione;
la tendenza si conferma positiva per il 2016 ma con elementi di incertezza determinati dal peggioramento del quadro internazionale, dalla protratta fase di debolezza dell’eurozona, dall’accresciuta volatilità sui mercati internazionali e dai rischi geopolitici;
è pertanto ancor più necessario continuare nell’azione di riforma del sistema economico, valorizzandone i punti di forza –:
quali siano le misure di politica industriale e fiscale che il Governo intende adottare nei prossimi mesi per rafforzare il sistema produttivo, sostenere gli investimenti e la competitività e consolidare la crescita. (3-02476)

CARLO CALENDA, Ministro dello sviluppo economico. Grazie mille. Il quadro economico è difficile e instabile e continuerà ad esserlo, ma soprattutto abbiamo davanti una sfida competitiva e gigantesca che è quella determinata da due fattori: l’innovazione tecnologica e la globalizzazione. Per questo i nostri driver di investimento saranno gli investimenti nell’upgrading del sistema manifatturiero, in particolare la sfida rappresentata dall’industria 4.0. Presenteremo il piano il 21; si fonderà su incentivi fiscali, sul rafforzamento e sulla ristrutturazione del Fondo di garanzia, sudigital innovation hub che consentano il trasferimento tecnologico tra università e imprese e molte altre cose. È un piano triennale, quindi un piano con un orizzonte di medio periodo. Dall’altro lato continua lo sforzo sul piano del made in Italy. Questo è il Governo che ha investito di più sul made in Italy e continueremo per aiutare la penetrazione delle piccole e medie imprese sui mercati internazionali.
Esistono poi politiche di contesto per la competitività del contesto altrettanto importanti. Ne cito solo tre: l’energia; vareremo il nuovo provvedimento «energivori», che aiuta le imprese manifatturiere a contenere i costi dell’energia, ed entro l’anno adotteremo la nuova direttiva sulla strategia per le rinnovabili, che cambia completamente dal 2017 in ragione di un cambiamento di normativa europea; concorrenza, che è un altro fattore importante (come sapete è al Senato la legge); infine il piano «banda ultra larga», che deve adesso prendere grande attenzione rispetto alle aree grigie, perché nelle cosiddette aree grigie ci sono il 69 per cento delle imprese italiane. Su questo daremo un’accelerazione.
Il quadro, dunque, non è fatto di una misura, ma è fatto di una pluralità di misure in queste due direzioni: il contesto e i driver di crescita, con un comune denominatore. Globalizzazione e innovazione costruiscono vincenti e perdenti in maniera molto secca, polarizzano le nostre società e anche il sistema delle imprese. Rimetterle insieme, ricostruire un’unità in positivo, guardando avanti, si può fare solo con uno strumento, che è quello degli investimenti pubblici e privati e il Governo su questa linea intende muoversi.