Risposta del Governo su Interrogazione Pd su indebiti pensionistici – 26 ottobre 2016

È pervenuta la risposta del Governo all’interrogazione 5-09276 a prima firma dell’On. Maestri (Pd – Comm. Lavoro) sulle procedure seguite dall’INPS per prevenire la formazione di indebiti pensionistici. Presente in Commissione Lavoro il Sottosegretario Massimo Cassano.

Analisi
Il Sottosegretario Massimo Cassano ha evidenziato che, in via generale, gli indebiti pensionistici e quelli relativi alle prestazioni a sostegno del reddito sono accertati dall’INPS nell’ambito dei controlli volti ad accertare il diritto alla percezione delle prestazioni erogate. L’INPS ha precisato che nelle comunicazioni di indebito ai titolari di prestazioni pensionistiche e a quelli di prestazioni a sostegno del reddito risultano sempre presenti le seguenti informazioni:
• la motivazione dell’indebito con i riferimenti normativi che hanno determinato il ricalcolo della pensione;
• la prestazione della quale si contesta l’indebita percezione;
• l’importo del debito;
• il periodo di riferimento del debito;
• le indicazioni sui termini e modalità utili alla presentazione di eventuale ricorso amministrativo o azione giudiziaria;
• le modalità di rimborso;
• i riferimenti degli uffici o recapiti da contattare con il dettaglio dell’indebito notificato.
A tali comunicazioni viene allegato il documento contenente i dati relativi al calcolo dell’indebito con l’indicazione degli importi pagati prima dell’operazione di accertamento (riscossi) e di quelli conseguenti all’operazione (dovuto). Inoltre, nel caso di prestazioni pensionistiche, qualora sia possibile ricorrere al recupero mediante trattenute sulla pensione, il pensionato viene informato sia sulla decorrenza del piano di recupero che sul numero delle rate previste dal piano stesso. In ogni caso, il piano di recupero non produce i propri effetti prima di 60 giorni dall’invio della comunicazione di indebito; tale intervallo temporale è volto a consentire all’interessato la possibilità di fornire eventuali elementi utili per la rettifica del provvedimento da parte della sede INPS territorialmente competente. Di tale circostanza viene data informazione nella comunicazione stessa. Nel caso in cui, invece, l’indebito percettore non sia titolare della prestazione pensionistica, l’INPS fornisce all’interessato tutti gli elementi utili ad effettuare il rimborso con «rimessa in denaro».
In ogni caso, nessun pensionato può ricevere una notifica di debito senza aver prima avuto contezza della situazione che l’ha generato ovvero senza essere messo in condizioni di poter regolarizzare la propria posizione entro i termini concessi dall’Istituto. Per quanto riguarda il rispetto del termine di prescrizione decennale dell’azione di recupero degli indebiti, l’INPS ha reso noto di attenersi strettamente all’articolo 2935 del codice civile secondo cui la prescrizione decorre dal momento in cui la stessa può essere fatta valere. Eventuali richieste di ripetizione oltre il termine prescrizionale ordinario devono, pertanto, essere ricondotte ad ipotesi eccezionali.
Riguardo poi alla lamentata mancanza, da parte delle sedi INPS locali, di risposte esaurienti alle richieste di chiarimenti dei Patronati o di cittadini, l’Istituto ha precisato che tale problematica non riveste carattere generalizzato in quanto gli operatori delle sedi locali dispongono delle informazioni necessarie per offrire tutte le spiegazioni relative alle comunicazioni di debito. Inoltre, con particolare riferimento all’acquisizione delle comunicazioni di decesso, occorre ricordare che la legge n. 289 del 2002 ha introdotto l’obbligo, da parte delle anagrafi comunali, di trasmissione telematica all’INPS delle comunicazioni di decesso. La predetta normativa ha consentito il superamento della consegna agli uffici dell’INPS del certificato di morte in forma cartacea.
Pertanto, a seguito della segnalazione di decesso da parte dei Comuni, l’INPS provvede, in modo del tutto automatico, a effettuare le relative variazioni. Occorre, peraltro, considerare che, a decorrere dal 1o gennaio 2015, anche il medico necroscopo è tenuto a trasmettere, per via telematica, sia all’INPS che al Comune il certificato di accertamento del decesso, entro 48 ore dall’evento, utilizzando a tal fine le medesime modalità già in uso per la trasmissione delle certificazioni di malattia. L’INPS ha inoltre evidenziato che il miglioramento dei flussi di comunicazione con le banche ha consentito il tempestivo riaccredito delle somme erogate ai soggetti deceduti.
Per quanto riguarda gli indebiti relativi alle prestazioni a sostegno del reddito, l’Istituto ha reso noto di aver semplificato le modalità di acquisizione delle informazioni reddituali rilevanti ai fini della determinazione del diritto e della misura delle prestazioni collegate al reddito, con conseguente contenimento dei costi per l’Amministrazione. Nello specifico, l’INPS provvede ad acquisire e a elaborare tutte le dichiarazioni reddituali rilevanti sulle prestazioni collegate al reddito, da qualunque canale esse pervengano (Agenzia delle entrate, CAF, altri soggetti abilitati) e le rielabora, in sede centrale, nei termini previsti dalla legge. All’esito di tale rielaborazione, l’INPS manda una comunicazione chiara e articolata a tutti coloro che non abbiano assolto all’obbligo di rendere le dichiarazioni reddituali.
Occorre peraltro evidenziare, come a livello centralizzato, le comunicazioni relative a variazioni reddituali producano fisiologicamente indebiti, in quanto la verifica dei dati influenti sulla prestazione collegata al reddito avviene sempre in modo differito rispetto all’erogazione effettuata in via provvisoria sulla base di dati presuntivi. In tali casi, il legislatore ha previsto il recupero degli indebiti generatisi entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui l’Istituto viene a conoscenza della situazione reddituale incidente sulla prestazione, contemperando in tal modo l’esigenza di certezza del pensionato con i tempi necessari per effettuare la relativa elaborazione centralizzata.