Risposta del Governo a interrogazione MDP su spese Comune Taranto per pulizia aree circostanti ILVA

È pervenuta ieri, 12 ottobre, al risposta del Governo all’interrogazione 5-12426 Zaratti (Art.1-MDP) sul risarcimento da parte dell’Ilva delle spese sostenute dal comune di Taranto per la pulizia delle aree circostanti lo stabilimento.

Di seguito il testo completo della risposta.

Con riferimento alle richieste di ristoro da parte del Comune di Taranto in merito ai costi di pulizia e spazzamento delle aree limitrofe allo stabilimento ILVA, lo stesso Comune ha fatto presente che la questione attiene all’esecuzione della prescrizione prevista dall’articolo 1, punto 22, del decreto AIA del 20 ottobre 2012. Al riguardo ha evidenziato che, per tale prescrizione, il ristoro non è subordinato all’accertamento di qualsivoglia «nesso di causalità diretta tra l’attività svolta dalla società e l’affermata necessità di sostenere le spese oggetto di insinuazione», né alla straordinarietà delle operazioni di pulizia rispetto all’ordinaria attività svolta dall’Ente Civico. Per tale ragione, il Comune ha trasmesso, in data 18 luglio 2017, il prospetto riepilogativo delle somme dovute per il periodo novembre 2016 – marzo 2017, ed è in attesa di ricevere il relativo pagamento.
  Sulla questione, i Commissari Straordinari dell’Ilva hanno rappresentato, che il procedimento di formazione dello stato del passivo è un procedimento sommario, fondato sull’analisi strettamente documentale di quanto allegato dal ricorrente alla domanda di insinuazione al passivo. Nell’ambito di tale procedimento sommario, i Commissari Straordinari, esaminata la domanda e la documentazione allegata dalla parte ricorrente, provvedono a predisporre un progetto di stato passivo che viene comunicato ai creditori al fine di raccogliere eventuali osservazioni. Conseguentemente, il Giudice Delegato della predetta procedura, esaminato il progetto di stato passivo e le eventuali osservazioni dei creditori, adotta il proprio provvedimento.
  I Commissari Straordinari hanno evidenziato, altresì, che l’ordinario sviluppo della successiva fase a cognizione piena delle opposizioni allo stato passivo potrà dare spazio – sussistendone i presupposti ed a fronte di adeguata dimostrazione – ad una possibile modifica di quanto deciso dal Giudice Delegato.
  Ad ogni modo, per quanto di competenza, si fa presente che, allo stato, non risultano, agli atti del Ministero, accertate violazioni in riferimento alla predetta prescrizione. Si rassicura, comunque, che questa Amministrazione continuerà a tenersi informata, senza ridurre il livello di attenzione sulla questione.