Risposta del Governo all’ interrogazione FdI su accesso al pensionamento – 15 settembre 2016

È pervenuta la risposta del Governo all’interrogazione dell’On. Rizzetto (FdI – Comm. Lavoro) in materia di salvaguardia rispetto all’applicazione dei requisiti di accesso al pensionamento previsti dal decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, e quantificazione dei possibili beneficiari.

Analisi
Con riferimento all’atto parlamentare dell’onorevole Rizzetto concernente le iniziative in materia di salvaguardia rispetto all’applicazione dei requisiti di accesso al pensionamento previsti dal decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011 e quantificazione dei possibili beneficiari. Più in particolare, viene chiesto di conoscere – relativamente ai cosiddetti «lavoratori ex postali» e, più in generale, a tutti coloro che hanno presentato una domanda di salvaguardia respinta – la distribuzione per anno del raggiungimento dei requisiti secondo le regole in vigore prima della legge n. 214 del 2011. Per fornire le informazioni richieste, l’INPS ha estrapolato, dal complesso delle domande respinte, le domande dei lavoratori che non hanno avuto accesso alle salvaguardie per mancanza del requisito anagrafico e contributivo entro i limiti temporali previsti da ciascuna norma di salvaguardia, ovvero per mancanza di uno dei cosiddetti «requisiti accessori» (ad esempio accordi di mobilità successivi al 2011).
La verifica è stata effettuata sulla base della contribuzione attualmente accreditata in favore degli assicurati. La tabella che si mette a disposizione dell’onorevole interrogante e di tutta la Commissione, riporta in apposita colonna, la prima decorrenza utile della pensione in salvaguardia degli 82 lavoratori cessati da Poste italiane. Dalla lettura dei dati forniti dall’Inps, si evidenzia che:

  • 1.542 soggetti non possiedono al momento della verifica contribuzione accreditata sufficiente per accedere alla pensione in salvaguardia;
  •  1.779 soggetti, per i quali la decorrenza della pensione in salvaguardia si sarebbe collocata entro il 6 gennaio 2017 – termine ultimo per la fruizione della ed. «settima salvaguardia» – non possiedono una delle condizioni accessorie richieste;
  • 3.099 soggetti possono ottenere la pensione in salvaguardia nel periodo 7 gennaio 2017-31 dicembre 2018;
  • 10.911 soggetti possono ottenere la pensione in salvaguardia fra il 1o gennaio 2019 e il 31 dicembre 2045.

L’analisi riguarda i soli soggetti che hanno presentato domanda di accesso alla pensione in salvaguardia pur non avendone tutti i requisiti. Tale platea non è ovviamente esaustiva di tutti coloro che potrebbero fare domanda ove una norma ne prevedesse il diritto alla pensione in deroga alla legislazione vigente. Pertanto, nell’evidenziare l’impegno del Governo sulla questione oggetto del presente atto parlamentare, si è potuto rassicurare l’Onorevole interrogante sul fatto che sono già allo studio possibili interventi da adottare nel rispetto dei vincoli della spesa pubblica.