Risposta del Gov. su misure antidumping su siderurgia europea – 22 marzo 2017

E’ pervenuta la risposta del Governo all’interrogazione 5-10373 Vallascas (M5s) sulle misure antidumping a favore dell’industria siderurgica europea.

Analisi
L’Italia ha sempre perseguito una politica volta a sostenere l’efficacia degli strumenti di difesa commerciale dell’Unione Europea a tutela delle produzioni nazionali ed europee contro la concorrenza sleale dei Paesi Terzi. Pertanto ha supportato ogni proposta di adozione di dazi antidumping e/o anti-sovvenzioni contro le importazioni dei Paesi Terzi, in piena conformità con le regole commerciali internazionali dell’Organizzazione mondiale del commercio.
Nel corso degli ultimi anni, a causa di una costante e crescente sovrapproduzione, in particolare nel settore siderurgico, la Cina è diventato il principale Paese esportatore verso l’Unione europea, penetrando i mercati europei attraverso sempre più aggressive pratiche di dumping e grazie alle sovvenzioni governative.
I prodotti menzionati nell’interrogazione dell’Onorevole Vallascas, «coil» e «piatti pesanti» sono oggetto di due distinte indagini sulle importazioni dalla Cina da parte della Commissione Europea.
Per entrambe le procedure la Commissione il 7 ottobre 2016 ha imposto le misure antidumping provvisorie, mentre al Trade Defence Instruments Committee del 9 febbraio 2017 gli stati Membri si sono espressi per la conferma delle misure provvisorie imposte in misure antidumping definitive.
In entrambi i casi l’Italia si è espressa convintamente in favore dell’imposizione delle misure definitive, misure imposte il 28 febbraio scorso per quanto riguardai piatti pesanti, mentre relativamente al coil al momento la Commissione non ha ancora pubblicato il Regolamento di imposizione delle misure definitive, essendo, comunque, obbligata alla loro emanazione entro il 7 aprile 2017.
In merito alla non infrequente pratica di aggiramento dei dazi in vigore attraverso triangolazioni con Paesi Terzi compiacenti, la Commissione ha validi strumenti per contrastare tali pratiche sleali. Infatti può avviare indagini anti aggiramento su impulso dell’industria Ue oppure di propria iniziativa al verificarsi di flussi anomali di importazioni da Paesi Terzi, che non siano frutto di produzione genuina del Paese esportatore.
Al riguardo, la Commissione Europea ha presentato lo scorso 29 novembre una proposta di modifica dei regolamenti di base antidumping e anti-sovvenzioni che definisce un nuovo metodo di calcolo nei confronti di paesi terzi o settori industriali nei quali si verificano «significative distorsioni del mercato».
La proposta dalla Commissione intende superare la distinzione fra Paesi ad economia di mercato e altri Paesi attraverso l’introduzione di un «sistema neutrale» che renda possibile aggredire qualsiasi rilevante distorsione del mercato, da qualunque Paese provenga.
La metodologia avanzata dalla Commissione prevede l’eliminazione della lista dei Paesi ad economia non di mercato (compresa la Cina) e l’introduzione del concetto di «significative distorsioni di mercato», lasciando poi alla stessa Commissione il compito di valutare con un proprio rapporto macroeconomico quando esse si verificano. Tale proposta prevede anche il mantenimento delle misure già adottate nei confronti della Cina e un rafforzamento della metodologia medesima per condurre parallelamente indagini anti-sovvenzioni, oggi ancora scarsamente utilizzate nei confronti delle economie non di mercato.
È tuttavia necessario lavorare per migliorare tale proposta, al fine di evitare che le imprese di Paesi terzi possano conseguire vantaggi – sia in termini di minori costi per il mancato rispetto degli standard sociali ed ambientali, sia in termini di interventi statali lesivi dei principi della libera concorrenza – a danno delle imprese italiane ed europee.
In particolare, il Governo Italiano conferma il proprio impegno a sostenere l’adozione di misure antidumping, anti-sovvenzione e anti aggiramento a tutela dell’industria nazionale ed europea dell’acciaio.