Risposta del Gov. a interrogazione On. Ricciatti (MDP) sull’impatto del Piano I 4.0 sui territori italiani

È pervenuta il 20 luglio la risposta del Governo all’interrogazione 5-11910 Ricciatti (Art.1-MDP) sull’impatto del Piano Industria 4.0 sui territori italiani.

Di seguito il testo completo della risposta.

Il Piano Industria 4.0 disegna una strategia che, dopo decenni di interventi più settoriali nel settore produttivo, riporta in auge il concetto di politica industriale a livello nazionale.
  Il sistema industriale italiano, come quasi tutti i sistemi industriali dei Paesi occidentali, è diviso in due. C’è una parte che funziona e un’altra che ci prova.
  Come più volte si è avuto modo di ribadire, oramai nel mondo ci sono due fenomeni molto forti e divisivi, l’innovazione tecnologica e la globalizzazione.
  Va detto, come sottolinea il report Svimez, a cui l’atto in discussione fa anche riferimento, che il Meridione ha costituito una delle priorità nell’ambito degli interventi di sostegno economico portati avanti dal Governo negli ultimi tempi, al fine di contenere il gap esistente fra il centro-nord e il sud del Paese, cercando anche di avvicinare le due aree in termini di competitività.
  Tra gli strumenti agevolativi previsti a favore delle imprese, in particolare ricordo il credito di imposta sugli investimenti che, peraltro, è stato recentemente modificato stabilendo delle intensità di aiuto più elevate.
  In particolare, la misura prevede che il così detto decreto-legge Sud ampli l’aumento delle aliquote applicate al credito d’imposta per i beni strumentali, nonché i criteri di accesso. Per le grandi aziende, si è passati dal 10 per cento al 25 per cento; per le medie imprese dal 15 per cento al 35 per cento e per le piccole imprese dal 20 per cento al 45 per cento.
  Beneficiari sono tutte le società e gli enti titolari di reddito d’impresa ubicati nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).
  L’agevolazione consiste nel riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare per l’acquisto di beni strumentali nuovi, effettuati tra il 2016 e il 2019.
  Il Credito di Imposta è anche cumulabile con il superammortamento del 140 per cento.
  La misura dell’agevolazione è differenziata in relazione alle dimensioni aziendali: 45 per cento PMI; 35 per cento Medie Imprese; 25 per cento Grandi Imprese.
  I costi ammissibili per ciascun progetto d’investimento passano da 1,5 a 3 milioni di euro per le piccole imprese, da 5 a 10 milioni di euro per le medie imprese, mentre resta invariato a 15 milioni di euro per le grandi imprese (come previsto dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 13 aprile 2017).
  Pertanto, esistendo già una misura dettagliata e adeguata alle piccole imprese diffuse sul territorio del Mezzogiorno, cumulabile al superammortamento previsto dal Piano 4.0, non appare necessario implementare il citato Piano Industria 4.0.