Risposta del Gov. a interrogazione M5s su vertici autorità portuali

È pervenuta il 27 ottobre la risposta del Governo all’interrogazione 4-16737 a prima firma dell’On. Luigi Di Maio (M5s, Comm. Politiche Ue) sui comitati di gestione delle autorità di sistema portuale.

Di seguito il testo completo della risposta.

 Risposta. — Con riferimento all’atto di sindacato ispettivo in esame, sulla base delle informazioni pervenute dalla direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si forniscono i seguenti elementi di risposta.
  L’articolo 9, comma 1, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, come novellato dal decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169, indica tra i componenti del comitato di gestione un componente designato dalla regione o da ciascuna regione, un componente designato dal sindaco di ciascuna delle città metropolitane, un componente designato dal sindaco di ciascuno dei comuni ex sede di autorità portuali. Il comma 2, ultimo periodo del medesimo articolo recita che a detti componenti si applicano i requisiti di cui all’articolo 8, comma 1, previsti per il presidente dell’autorità di sistema portuale (AdSP), ovvero il possesso di comprovate esperienze e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale.
  Il che dimostra da un lato che il legislatore ha voluto che all’interno del comitato di gestione ci fossero non i sindaci, come era espressamente previsto, nel comitato portuale, dalla citata legge n. 84/1994, istitutiva delle autorità portuali, ma designati da essi e dall’altro che essi devono avere gli stessi requisiti richiesti al presidente dell’AdSP ovvero competenze specifiche e distintive nei settori dello shipping e della portualità e logistica.
  Analoghe considerazioni valgono per il designato della regione che, pur potendo essere il presidente, deve presentare gli stessi titoli professionali del presidente che, certamente, non si acquisiscono per il solo fatto di essere stato componente del comitato portuale delle ex autorità portuale.
  A seguito dell’entrata in vigore del citato decreto legislativo n. 169/2016, la competente direzione generale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al fine di dirimere possibili dubbi interpretativi in merito alle prescrizioni dell’articolo 9, con circolare del 13 dicembre 2016, ha rilevato che – conseguentemente – anche i componenti dei comitati di gestione debbono necessariamente essere in possesso di una comprovata esperienza e qualificazione nei settori dell’economia dei trasporti e portuale riconducibile alla tipologia di esperienze e qualificazione «professionale», che non possono discendere certamente dall’esperienza legata ad incarichi politici e/o istituzionali.
  A supporto di questa interpretazione, il Consiglio di Stato, nell’adunanza della commissione speciale del 27 aprile 2016, nell’espressione del parere sullo schema di decreto legislativo di riforma, ha richiamato l’attenzione del governo-legislatore a valutare l’opportunità – non escludendone la possibilità – di mantenere una composizione del comitato di gestione di soggetti aventi una «omogenea competenza professionale», che investe, evidentemente, il profilo tecnico e non politico dei rappresentanti degli enti locali.
  Così anche l’Anac, con le delibere n. 179 e n. 180 del 2017, in merito alle valutazioni relative alla comprovata esperienza ed alle qualificazione dei sindaci di Civitavecchia e Genova nel settore dell’economia dei trasporti e portuale, nel rimettere tale valutazione in capo ai presidenti delle rispettive Autorità di sistema portuale o, eventualmente, al Ministero vigilante, richiama l’attenzione circa il ruolo, ancora una volta, tecnico piuttosto che politico dei componenti del Comitato di gestione.
  Tenuto conto dei sopra indicati atti, l’AdSP del mare Adriatico orientale come si evince dalla lettura del decreto presidenziale n. 1522 del 27 marzo 2017 (pubblicato sul sito dell’AdSP) di costituzione del comitato di gestione ha proceduto ad una attenta disamina del curriculumpresentato tanto dal presidente della regione Friuli-Venezia Giulia quanto dal sindaco di Trieste a seguito della loro autocandidatura e ha ritenuto che le esperienze riportate nei curricula dei due rappresentanti delle istituzioni locali «siano rivelatrici di una competenza professionale specifica omogenea a quella del presidente dell’autorità di sistema portuale, in quanto trascendono incarichi meramente politici istituzionali e sono direttamente riferite ai settori dell’economia dei trasporti e portuale».
  Mentre l’autorità di sistema del Mar ligure occidentale, per le vie brevi, ha comunicato di aver inserito nel comitato di gestione il sindaco di Genova dopo il parere dell’Anac n. 180 del 2017 che non lo escludeva.
  Da ultimo, si fa presente che è in fase di perfezionamento il correttivo al decreto legislativo n. 169/2016. Lo scorso 8 settembre il Consiglio dei ministri ha, infatti, approvato in esame preliminare il decreto di modifica al citato decreto legislativo n. 169/2016: nel testo approvato si è intervenuti sul secondo comma dell’articolo 9 della legge 28 gennaio 1994 nell’intento di specificare che ai componenti del comitato di gestione designati da regioni e sindaci si applicano le disposizioni del decreto legislativo 8 aprile 2013 n. 39, recante disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico.
  Sempre al secondo comma, si è ulteriormente specificato che gli stessi non possono rivestire incarichi di componente di organo politico amministrativo sia di livello regionale sia locale e che, se rivestono i predetti incarichi, decadono di diritto alla data di entrata in vigore della presente disposizione.
  Tale previsione si è resa necessaria nell’intento di rendere la riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali in linea con le disposizioni normative in tema incarichi, presso le pubbliche amministrazioni.
Il Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti: Riccardo Nencini.