Risposta del Gov. a interrogazione M5s su lavoratori marittimi- 8 giugno 2017

È pervenuta ieri, 8 giugno, la risposta del Governo all’interrogazione 4-15791 circa l’opportunità di dispensare i marittimi già in possesso di certificati di competenza a livello direttivo di effettuare il corso direttivo di cui al decreto direttoriale 3 dicembre 2013.

Analisi
Con riferimento all’atto di sindacato ispettivo in esame, la Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per le vie d’acqua interne ha comunicato che il corso direttivo è stato istituito al fine di chiudere la procedura di infrazione n. 2012/2210, aperta dalla Commissione europea a seguito dell’Audit di implementazione della direttiva 2008/106/EC effettuato dall’Emsa nel novembre 2007.

Nel corso del suddetto Audit, l’Emsa rilevò che i programmi degli istituti nautici (progetti Orione e Nautilus) non garantivano tutte le competenze richieste dalla convenzione Stcw’78, come emendata.

Inoltre, il conseguimento del diploma degli ex Istituti tecnici nautici (oggi Istituti tecnici logistica e trasporti) consentiva solamente l’iscrizione nelle matricole della gente di mare con la qualifica «allievo ufficiale di coperta o di macchina» che è il primo gradino della carriera marittima.
Pertanto, dopo l’acquisizione di tale qualifica, il marittimo doveva (e ancora deve effettuare un periodo di navigazione a bordo (12 mesi) e sostenere un esame presso la direzione marittima al fine di ottenere il certificato di competenza da ufficiale, di coperta o di macchina.

Una volta ottenuto il suddetto certificato da ufficiale, che consente all’ufficiale di esercitare le proprie funzioni a livello operativo, deve effettuare un ulteriore periodo di navigazione e sostenere un ulteriore esame al fine di ottenere un certificato che lo abilita alle funzioni di I ufficiale, di coperta e di macchina a livello direttivo.

Con il decreto ministeriale 30 novembre 2011, l’amministrazione aveva considerato come acquisita la competenza a livello direttivo, semplicemente con il periodo di navigazione. Tale disposizione, però non è stata ritenuta sufficiente dalla Commissione europea che ha aperto la procedura di infrazione succitata.

Con il decreto dirigenziale a firma del comandante generale del corpo delle capitanerie di porto del 4 dicembre 2013 no 1365 recante: Disciplina del corso di formazione per il conseguimento delle competenze di livello direttivo per gli ufficiali di coperta e di macchina, venivano definiti i programmi per l’acquisizione delle competenze direttive come previste dalla regola II/2 e III/2 della convenzione Stcw nella sua versione aggiornata.

La Commissione europea riteneva, quindi, soddisfacente per quanto attiene il gap di formazione l’emanazione del decreto sopra citato, entrato in vigore in Italia in data 14 gennaio 2014; da tale data tutti gli ufficiali di navigazione e di macchina accedono al «corso» al fine di conseguire l’abilitazione di livello direttivo e, quindi, essere arruolati con la qualifica di primo ufficiale (coperta e macchina).

Successivamente, alla luce di una rilevata incertezza circa l’obbligatorietà della frequenza ed al fine di dare compiuta risposta ai quesiti posti dalle associazioni sindacali e dal cluster marittimo, il comando generale del corpo delle capitanerie di porto – 6o reparto – formulava specifico quesito alla Commissione europea che in data 6 marzo 2017, comunicava quanto segue:

  • la non conformità evidenziata da Emsa si riferisce al rilascio della certificazione di competenza di livello direttivo senza che i candidati avessero completato il relativo programma di formazione (quindi il periodo di imbarco non può sostituire la formazione);
  • né l’Emsa né la Commissione hanno raccomandato un’applicazione retroattiva per il conseguimento dei requisiti del livello direttivo (il termine «retroattiva» è inteso come applicazione prima dell’entrata in vigore degli emendamenti 95 alla convenzione Stcw);
  • i marittimi provenienti da altri Stati membri sono stati sottoposti ai requisiti di formazione e certificazione rilevanti molti anni fa (a far data infatti dalla data di entrata in vigore degli emendamenti 95 alla convenzione Stcw);
  • i marittimi europei subiscono uno svantaggio concorrenziale sleale rispetto ai loro colleghi italiani.

Il comando generale delle capitanerie di porto fa presente che dallo scambio di email con la Commissione appare chiaro che la formazione del personale marittimo con ruoli dirigenziali avrebbe dovuto coinvolgere gli stessi dalla entrata in vigore degli emendamenti 95 entrati in vigore a livello internazionale nel 1997. L’Italia, invece, avvalendosi della regola transitoria 1/15 della convenzione Stcw/95, ha posticipato l’entrata in vigore dei citati emendamenti al 2 febbraio 2002.

Pertanto, con la circolare titolo: personale marittimo – serie: formazione no 033 del comando generale del corpo delle capitanerie di porto non si è estesa l’applicazione in modo retroattivo ma si è esclusivamente colmata la mancata formazione dei marittimi che hanno conseguito il titolo tra il 2 febbraio 2002 (data a partire dalla quale tutti i marittimi avrebbero dovuto conformarsi agli emendamenti Stcw del ’95) e fino alla sessione estiva di esami dell’anno 2014 per il conseguimento delle abilitazioni di cui sopra.
Pertanto sono esclusi, sia dalla frequenza del percorso formativo che dall’esame finale, coloro i quali hanno conseguito la certificazione prima del 2 febbraio 2002.