Risposta del Gov. a interrogazione FI su aziende creditrici ILVA – 5 ottobre 2017

È pervenuta  la risposta del Governo all’interrogazione a prima firma dell’On. Polidori (FI, Comm. Attività produttive) in cui si chiede al Governo quali urgenti e opportune iniziative intenda assumere per garantire al più presto il pagamento dei crediti scaduti maturati nei confronti delle aziende dell’indotto nonché dei crediti correnti, per ridurre i ritardi nel pagamento dei crediti in maturazione e futuri.

Di seguito il testo completo della risposta.

Il decreto-legge n. 1 del 2015, nel novellare l’articolo 3, comma 1-ter, del decreto-legge n. 347 del 2003 (cosiddetta Legge Marzano), ha previsto che «Per le imprese che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale e che sono ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria, i crediti anteriori all’ammissione alla procedura, vantati da piccole e medie imprese, relativi a prestazioni necessarie al risanamento ambientale, alla sicurezza e alla continuità dell’attività degli impianti produttivi essenziali nonché i crediti anteriori relativi al risanamento ambientale, alla sicurezza e all’attuazione degli interventi in materia di tutela dell’ambiente e della salute previsti dal piano ambientale sono prededucibili ai sensi dell’articolo 111 della legge fallimentare, ossia sono pagati con priorità rispetto agli altri crediti ammessi al passivo».
  Con recente disposizione a carattere interpretativo del citato articolo 3, (articolo 8, comma 1-bis del decreto-legge n. 91 del 2017, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2017, n. 123), è precisato altresì che «…nella categoria dei crediti prededucibili ai sensi dell’articolo 111 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, rientrano quelli delle imprese di autotrasporto che consentono le attività ivi previste e la funzionalità degli impianti produttivi dell’ILVA».
  Tali disposizioni consentono il pagamento in prededuzione non soltanto dei crediti correnti maturati in corso di procedura di amministrazione straordinaria, ma anche di quelli maturati prima dell’inizio della medesima, se rispondenti ai criteri indicati dalla legge (risanamento ambientale, sicurezza e continuità degli impianti produttivi essenziali).
  Il riconoscimento della prededucibilità dei crediti avviene mediante accertamento da parte del Giudice Delegato alla procedura, previa valutazione dei Commissari straordinari della rispondenza del credito vantato ai citati criteri.
  Lo stato passivo di Ilva SpA in Amministrazione Straordinaria è stato reso esecutivo in data 30 giugno 2017 e nel corso del mese di settembre scorso sono state completate le comunicazioni ai creditori.
  Complessivamente, sono stati riconosciuti crediti in prededuzione per fornitori per un ammontare pari a circa 80 milioni di euro, di cui circa 10 milioni di euro relativi all’indotto di Taranto, a fronte di richieste complessive di circa 500 milioni di euro (66 milioni di euro per l’indotto di Taranto). I creditori, nel termine di 30 giorni dalla comunicazione, potranno contestare in sede giudiziaria le decisioni del Giudice Delegato al fine di veder riconosciute le loro pretese.
   Relativamente ai crediti correnti, cioè i crediti maturati durante la procedura, Ilva in Amministrazione Straordinaria sta provvedendo al pagamento dei propri debiti nei confronti dei fornitori, con l’obiettivo di una progressiva riduzione dello scaduto fino al suo azzeramento.
  A tal riguardo, i Commissari hanno comunicato di aver avviato da tempo un confronto con la Confindustria di Taranto (da ultimo, si è tenuto un incontro il 14 settembre) e di aver presentato uno specifico piano di recupero, secondo forme e modalità idonee a garantire uniformità nei pagamenti. I Commissari hanno altresì confermato e rinnovato il proprio impegno ad assicurare un costante colloquio con le imprese creditrici, anche al fine di superare eventuali criticità che dovessero emergere.
  Si precisa che i crediti derivanti da investimenti della Procedura finalizzati all’attuazione degli interventi ambientali saranno pagati a valere sui fondi assegnati ad Ilva dalla legge 4 marzo 2015 n. 20.
  Infine, rappresento che ad oggi non è pervenuta al Ministero dello sviluppo economico alcuna richiesta di accesso al fondo di garanzia (di cui al decreto-legge n. 1 del 2015) e al Fondo di garanzia per le PMI, quale misura di sostegno al settore dell’indotto.
  Il motivo della inoperatività di tale strumento è da attribuire, come già riferito, alla circostanza che il riconoscimento della prededucibilità dei crediti avviene, mediante l’accertamento da parte del Giudice Delegato alla procedura, dei presupposti indicati dalla legge (risanamento ambientale, sicurezza e continuità degli impianti produttivi essenziali), previa valutazione e attestazione dei Commissari straordinari.