Risposta del Gov. a interrogazione FdI su beneficiari ottava salvaguardia – 14 settembre 2017

È pervenuta la risposta del Governo all’interrogazione 5-11470 Rizzetto (FdI, Comm. Lavoro) sui soggetti non rientranti nell’ambito di applicazione delle disposizioni in materia di salvaguardia rispetto all’applicazione dei requisiti per l’accesso al pensionamento introdotti dal decreto-legge n. 201 del 2011, contenute nella legge n. 232 del 2016.

Di seguito il testo della risposta:

Dai dati forniti dall’INPS – e contenuti nella tabella (All. 1 ) – si evince che il numero complessivo dei soggetti esclusi dalla ottava salvaguardia per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita è di 273 unità (di cui 115 donne e 158 uomini). Di questi soggetti: 
   52 sono lavoratori con contratto a tempo determinato e prosecutori volontari senza versamenti che matureranno il diritto a pensione in data successiva al 6 gennaio 2018; 
   221 sono soggetti appartenenti ad altre categorie che matureranno il diritto a pensione in data successiva al 6 gennaio 2019.

  Dalla tabella emerge, inoltre, che le donne escluse dalla salvaguardia, nate dopo il 31 luglio 1956, sono 1.359 mentre 1.774 sono i lavoratori collocati in mobilità privi dei requisiti per il diritto a pensione entro 36 mesi dalla fine del periodo di mobilità. 
  Ciò posto, con riferimento al quesito relativo al numero dei cosiddetti esodati ex Postali – categoria avente decorrenza pensionistica oltre il 2018 e costituita da soggetti cessati dal lavoro con accordi individuali di esodo con Poste Italiane Spa, entro il 31 dicembre 2011 – l’INPS ha precisato che in caso di cessazione individuale del rapporto di lavoro, né il lavoratore né il datore di lavoro sono tenuti ad alcuna specifica comunicazione all’istituto; non è, pertanto, possibile distinguere le cessazioni unilaterali da quelle avvenute a seguito di accordo tra le parti. 
  L’INPS non è quindi in grado di fornire il numero esatto dei lavoratori rientranti nella categoria che qui interessa. L’Istituto, tuttavia, ha fornito un dato approssimativo, individuando una platea pari a 82 lavoratori. Tale dato si ricava prendendo in considerazione i lavoratori di Poste Italiane cui l’INPS ha respinto, per assenza del requisito anagrafico o contributivo, la domanda di salvaguardia per cessazione del rapporto di lavoro derivante da accordo individuale sottoscritto entro il 31 dicembre 2011. Dal numero così ottenuto sono stati esclusi i lavoratori deceduti, i titolari di pensione, nonché i lavoratori cessati dopo il 31 dicembre 2012. 
  L’INPS ha, infine, precisato che la platea si riferisce esclusivamente ai lavoratori che hanno presentato domanda di salvaguardia. 
  Da ultimo, per quanto riguarda i cosiddetti esodati ex Alitalia occorre precisare, preliminarmente, che l’articolo 1 della legge n. 147 del 2014 ha previsto l’accesso ai benefici della cosiddetta seconda salvaguardia in favore dei soggetti per i quali le imprese avessero stipulato – in sede governativa e entro il 31 dicembre 2011 – accordi finalizzati alla gestione delle eccedenze occupazionali, con utilizzo di ammortizzatori sociali. 
  Con specifico riferimento ai lavoratori Alitalia, per i quali risulta essere stato stipulato un accordo in sede governativa in data 11 marzo 2011, doveva risultare la cessazione dell’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014 – con conseguente messa in mobilità – unitamente alla comunicazione dei nominativi del lavoratori licenziati al Ministero che rappresento. Tuttavia, dai riscontri effettuati è emerso che, per i lavoratori in parola, non è pervenuta alcuna istanza aziendale di accesso alla seconda salvaguardia.

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