Risposta ad Interrogazione CI su implementazione Industria 4.0 per PMI

E’ pervenuta la risposta del Sottosegretario Antonio Gentile all’interrogazione Oliaro (CI) sul sostegno alle PMI nel processo di trasformazione digitale.

Analisi
Il Sottosegretario ha specificato che il Piano Industria 4.0 prevede la realizzazione di un network nazionale per il trasferimento tecnologico e l’alta formazione articolato in diverse modalità. Insieme alle Camere di commercio è stato dato il via ai «Punti di impresa digitale» e insieme alle associazioni di categoria ai «Digital innovation hub», al fine di arrivare in modo capillare a rispondere alla domanda di innovazione e competenze specialistiche del tessuto produttivo, soprattutto di piccola e media dimensione. Tale network prevede la creazione di pochi e selezionati competence center poli di eccellenza a livello nazionale per l’alta formazione e la realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, per la costituzione dei quali, tuttavia, si stanno registrando alcuni ritardi dovuti all’iterdi registrazione presso la Corte dei conti del decreto interministeriale autorizzativo della costituzione oltre che alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il Sottosegretario ha osservato, tuttavia, che soltanto i competence center prevedono l’apertura di un bando ed il finanziamento attraverso risorse pubbliche, mentre i digital innovation hub sono realtà coordinate e gestite dalle principali associazioni datoriali che saranno tenute ad operare nel rispetto delle linee guide condivise con la cabina di regia.

I «Punti di impresa digitale», in capo alle Camere di commercio, vengono finanziati attraverso l’incremento del 20 per cento del diritto annuale e, come deliberato dalle singole Camere di commercio, affiancheranno le imprese a livello locale nella formazione di base sulle competenze e sulle tecnologie in ambito Industria 4.0 e supporteranno economicamente, attraverso appositi voucher, le imprese nello sviluppo e nella realizzazione di progetti di innovazione digitale. I bandi per l’assegnazione dei voucher e la gestione dei costi per l’erogazione dei servizi di formazione saranno competenza delle Camere di commercio, ma sotto la supervisione del MISE, che avrà il compito di verificare il corretto utilizzo delle risorse prevedendo la revoca, in caso di inadempienze o mancato rispetto delle linee guida. Ciò premesso, si sottolinea come obiettivo primario del MISE sia quello di contribuire allo sviluppo di un ambiente favorevole agli investimenti diffondendo, al contempo, le competenze indispensabili per massimizzare i benefici connessi alle nuove tecnologie, al fine di sostenere le piccole e medie imprese nello sviluppo dei propri potenziali di innovazione.

Il testo integrale dell’interrogazione e della risposta del Sottosegretario:

OLIARO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
in un mercato profondamente cambiato negli ultimi anni e in continua evoluzione, caratterizzato da consumatori con nuove esigenze, anche le micro e piccole imprese artigiane hanno ampi margini di crescita e ottime chance per far crescere il proprio business, ma per farlo devono compiere al più presto un salto di qualità in termini di diffusione e utilizzo del digitale nei processi produttivi e nella comunicazione. Infatti, al fine di perseguire i nuovi livelli di produttività e flessibilità richiesti dal mercato, occorre far leva sulle potenzialità dell’Industria 4.0, cioè la capacità di integrare in modo armonico nuove tecnologie digitali e nuovi approcci manageriali con le tecnologie e i metodi tradizionali di fare impresa;
l’Industria 4.0, sostenuta anche da una serie di incentivi fiscali, tra cui super e iperammortamento, per chi investe in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, rappresenta una vera e propria «rampa di rilancio» fondamentale soprattutto per le piccole realtà imprenditoriali;
infatti, grazie all’Industria 4.0 anche i processi produttivi delle micro e piccole imprese artigiane possono migliorare in efficacia ed efficienza, consentendo all’impresa non solo di essere più competitiva sui mercati, ma anche di entrare a far parte di quell’economia del pezzo unico «su misura» che caratterizza la nuova manifattura nell’era della tecnologia e soddisfa le esigenze più sofisticate e particolari;
ci sono straordinari e crescenti esempi di come le tecnologie digitali e il saper fare artigiano possano incontrarsi e produrre risultati straordinari, a prescindere dalle dimensioni delle imprese. La sfida, oggi, è rendere queste buone pratiche prassi comune e fare crescere la digitalizzazione dell’intero sistema produttivo;
il sistema produttivo italiano è composto per il 99,4 per cento da micro e piccole imprese diffuse in ogni settore dell’economia, dalla manifattura ai servizi, dai settori tradizionali a quelli più innovativi. Alla luce di ciò è importante non solo digitalizzare le imprese esistenti ma anche preservare la biodiversità produttiva italiana. Industria 4.0 deve quindi saper valorizzare le varie eccellenze produttive nel mondo digita mantenendone sempre intatta la «biodiversità» e salvaguardando le specificità di ciascuna. Grazie alle tecnologie digitali, le straordinarie competenze e la flessibilità e creatività degli artigiani possono creare nuovi prodotti, conquistare nuovi mercati, raggiungere grazie alle reti obiettivi prima preclusi alle realtà di piccole dimensioni. Tutto senza perdere le loro specificità –:
quali iniziative intenda il Governo intraprendere per sostenere e agevolare le piccole e medie imprese nello sviluppo del proprio potenziale di innovazione e guidarlo nei processi di trasformazione tecnologica e digitale che rappresenta per le medesime una vera occasione di rinascita e di crescita;
quali iniziative intenda adottare, anche mediante un confronto con soggetti pubblici e privati, per orientare e implementare a tutti i livelli le politiche di Industria 4.0, perché possano realmente conseguire l’obiettivo della trasformazione digitale delle imprese artigiane italiane, precondizione per la trasformazione digitale della nostra economia.
(4-16514)
Risposta. — Con riferimento all’interrogazione in esame, si rappresenta quanto segue.
Il Piano Industria 4.0 ha previsto la realizzazione di un network nazionale per il trasferimento tecnologico e l’alta formazione articolato in diverse modalità. Insieme alle Camere di commercio è stato dato il via ai «Punti di impresa digitale» e insieme alle associazioni di categoria ai «Digital innovation hub», al fine di arrivare in modo capillare a rispondere alla domanda di innovazione e competenze specialistiche del tessuto produttivo, soprattutto di piccola e media dimensione.
Tale network prevede la creazione di pochi e selezionati competence center poli di eccellenza a livello nazionale per l’alta formazione e la realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, per la costituzione dei quali, tuttavia, si stanno registrando alcuni ritardi dovuti all’iterdi registrazione presso la Corte dei conti del decreto interministeriale autorizzativo della costituzione oltre che alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Si osserva, tuttavia, che soltanto i competence center prevedono l’apertura di un bando ed il finanziamento attraverso risorse pubbliche, mentre i digital innovation hub sono realtà coordinate e gestite dalle principali associazioni datoriali che saranno tenute ad operare nel rispetto delle linee guide condivise con la cabina di regia, composta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dai dicasteri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, dell’istruzione, dell’università e della ricerca, del lavoro e delle politiche sociali, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, oltre che da una rappresentanza degli atenei tecnici, dei centri di ricerca, dell’imprenditoria e delle organizzazioni sindacali.
I «Punti di impresa digitale», in capo alle Camere di commercio, vengono finanziati attraverso l’incremento del 20 per cento del diritto annuale e, come deliberato dalle singole Camere di commercio, affiancheranno le imprese a livello locale nella formazione di base sulle competenze e sulle tecnologie in ambito Industria 4.0 e supporteranno economicamente, attraverso appositi voucher, le imprese nello sviluppo e nella realizzazione di progetti di innovazione digitale. I bandi per l’assegnazione dei voucher e la gestione dei costi per l’erogazione dei servizi di formazione saranno competenza delle Camere di commercio, ma sotto la supervisione del Ministero dello sviluppo economico, che avrà il compito di verificare il corretto utilizzo delle risorse prevedendo la revoca, in caso di inadempienze o mancato rispetto delle linee guida.
Ciò premesso, si sottolinea come obiettivo primario del Ministero dello sviluppo economico sia quello di contribuire allo sviluppo di un ambiente favorevole agli investimenti diffondendo, al contempo, le competenze indispensabili per massimizzare i benefici connessi alle nuove tecnologie, al fine di sostenere le piccole e medie imprese nello sviluppo dei propri potenziali di innovazione.
Il Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico: Antonio Gentile.