Risoluzione parlamentare su enti di previdenza obbligatoria – 15 gennaio 2016

E’ stata presentata una Risoluzione in Commissione Lavoro a firma PD (prima firmataria On. Di Salvo), in materia di enti di previdenza obbligatori a seguito della loro trasformazione in enti di diritto privato.

Analisi
I firmatari elencano gli enti e casse privatizzate operanti in Italia, che erogano essenzialmente trattamenti previdenziali obbligatori in forma sostitutiva rispetto alla previdenza pubblica, ad eccezione di Enasarco, che eroga prestazioni aventi natura di previdenza complementare e l’Onaosi, che eroga prestazioni di natura assistenziale.

Nel corso della risoluzione vengono poi elencati gli interventi normativi che hanno inciso sul settore, e che sottopongono gli enti previdenziali di diritto privato a diversi tipi di controllo. A tal proposito, si rileva che l’esperienza maturata in venti anni di applicazione della normativa di settore mostra come vi sia bisogno di una concentrazione dei controlli in capo ad un unico soggetto, che eserciti sia i poteri di vigilanza che quelli sanzionatori, al fine di evitare l’appesantimento delle procedure e rendere più tempestivi i controlli.

Tale organismo di vigilanza dovrebbe, secondo i firmatari, disporre di un elevato grado di specializzazione finanziaria che gli consenta di controllare adeguatamente anche l’attività che i gestori professionali operanti sul mercato finanziario, anche per il risparmio non previdenziale, svolgono per conto e su incarico degli ente previdenziali del settore privato.

A conferma di tale tesi, i firmatari citano i risultati emersi dall’attività svolta dalla commissione parlamentare sugli enti gestori, che ha affrontato attraverso numerose audizioni tutte le problematiche connesse agli enti, non da ultima la necessità di maggiore controllo sugli investimenti – compresi quelli immobiliari-. In considerazione di questo, si impegna il Governo, tra le altre cose:
• ad assumere un’iniziativa normativa per la redazione di un testo unificato per il settore degli enti di previdenza privata, al fine di procedere ad una revisione e aggiornamento della legislazione in materia di enti previdenziali privati;
• a riaffermare in tale iniziativa la natura di enti privati delle casse professionali;
• ad assumere iniziative per provvedere ad una loro razionalizzazione e semplificazione, finalizzata al rafforzamento degli stessi, in termini di efficienza, pervasività e tempestività;
• ad assumere iniziative volte a prevedere che con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze siano dettati i criteri di carattere generale ed i limiti qualitativi e quantitativi per la tipologia degli investimenti da parte degli enti previdenziali privati, al fine di garantire la solidità economico-finanziaria degli investimenti e l’equilibrio di gestione degli enti stessi;
• a favorire l’ulteriore razionalizzazione del settore, promuovendo un processo di accorpamento delle casse;
• ad assumere iniziative per sviluppare ulteriormente le forme di forme di previdenza complementare, con l’obbligo della gestione separata, e forme di tutela sanitaria integrativa, nel rispetto degli equilibri finanziari di ogni singola gestione, da parte degli enti previdenziali privati.