Risoluzione MDP su meccanismo di adeguamento delle pensioni alla speranza di vita – 13 luglio 2017

E’ stata presentata una risoluzione del Gruppo MDP (prima firmataria On. Martelli, Comm. Lavoro) che impegna il Governo a neutralizzare l’adeguamento dell’età pensionabile previsto con decorrenza dal 1o gennaio 2019 e ad aumentare la gradualità del sistema di adeguamento dell’età pensionabile all’incremento della speranza di vita, armonizzando il requisito anagrafico richiesto in Italia con il requisito di cui alla media dell’Unione europea (che è di 64 anni 4 mesi per i lavoratori e i 63 anni e 4 mesi per le lavoratrici).

Di seguito, il testo della risoluzione.

La XI Commissione,premesso che:
    nel sistema previdenziale italiano, con due successivi interventi normativi effettuati nel 2009 e nel 2010, è stato introdotto un meccanismo permanente di adeguamento dei requisiti pensionistici, agganciando il requisito anagrafico all’incremento della speranza di vita accertato dall’Istat;
    la riforma attuata con il decreto-legge n. 201 del 2011 ha radicalmente e drasticamente modificato il sistema previdenziale. Il conseguimento dell’obiettivo del contenimento della spesa e dell’impatto di questa sui conti pubblici è stato ritenuto dal Governo dell’epoca prioritario rispetto alle rilevanti conseguenze sociali prodotte;
    la riforma così detta Fornero, tra l’altro, ha prodotto un considerevole aumento dell’età richiesta alle lavoratrici private per accedere alla pensione di vecchiaia; è inoltre intervenuta a modificare la normativa vigente in materia di adeguamento del requisito anagrafico alla speranza di vita, accelerandone la cadenza dell’aggiornamento e trasformandola da triennale a biennale;
    in applicazione della normativa vigente sono già stati operati due adeguamenti dell’età pensionabile, rispettivamente con decorrenza dal 1o gennaio 2013 e dal 1o gennaio 2016, che hanno prodotto in totale un elevamento di 7 mesi dell’età anagrafica richiesta per accedere alla pensione di vecchia;
    se si effettua un’analisi comparata dell’età di pensionamento tra l’Italia gli altri Paesi europei emerge il dato che vede in Italia già oggi prevista l’età più alta per accedere alla pensione. I 66 anni e 7 mesi per i lavoratori del settore pubblico e privato e i 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici del settore privato sono ben al di sopra della media dell’Unione europea che è di 64 anni 4 mesi per i lavoratori e i 63 anni e 4 mesi per le lavoratrici. Il divario con i requisiti anagrafici richiesti in Italia risulta evidente anche se ci si limita a confrontarli con quelli di alcuni dei principali Paesi europei, quali la Francia, il Regno Unito o la Germania (ove rispettivamente sono richiesti per i lavoratori e le lavoratrici 62 anni per entrambe, 65 anni e 62 anni e 4 mesi, 65,4 anni per entrambe);
    l’attuale sistema di incremento periodico del requisito anagrafico denota un’evidente carenza di gradualità; se a questo si aggiunge un meccanismo di calcolo della pensione esclusivamente basato sui contributi versati, il risultato prodotto è un sistema previdenziale particolarmente penalizzante nei confronti delle lavoratrici donne che, avendo in media carriere contributive che non superano i 25 anni, contro le carriere contributive dei lavoratori uomini che in media si attestano sui 39 anni, hanno come unica via di accesso alla pensione l’opzione della pensione di vecchiaia;
    considerato che il nuovo adeguamento dell’età pensionabile, con l’elevamento di questa a 67 anni per i lavoratori e a 66 per le lavoratrici, dovrà avere decorrenza dal 1o gennaio 2019 ed, in base alle norme vigenti, perché ciò accada, è previsto che il decreto direttoriale del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sia adottato almeno un anno prima del termine di decorrenza, entro il prossimo 31 dicembre dovrà essere varato il provvedimento che disporrà un ulteriore incremento dell’età pensionabile,
impegna il Governo:
   ad assumere quanto prima le iniziative di competenza al fine di neutralizzare l’adeguamento dell’età pensionabile previsto con decorrenza dal 1o gennaio 2019;
   ad assumere iniziative per aumentare la gradualità del sistema di adeguamento dell’età pensionabile all’incremento della speranza di vita, anche valutando di armonizzare il requisito anagrafico richiesto in Italia per l’accesso alla pensione con il requisito di cui alla media dell’Unione europea.