Rinnovo CCNL per i Dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi

Lo scorso 30 luglio Federmanager e Confindustria hanno sottoscritto l’accordo di rinnovo del CCNL per i dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi 30 dicembre 2014. Il nuovo accordo ha decorrenza dal 1° gennaio 2019 (salve le specifiche decorrenze indicate nei singoli articoli) e scadrà il 31 dicembre 2023.

Il primo punto qualificante è proprio quello di essere intervenuti su tutti gli aspetti chiave del rapporto di lavoro per ridare al contratto, nella sua interezza, un quadro di regole più adeguato alla figura del manager, con significativi miglioramenti.

Sul welfare, in particolare, caro a tutti noi, abbiamo previsto delle novità che trovano espressa menzione nell’accordo e che saranno di grande impatto per garantire la sostenibilità dei nostri enti e renderli ancora più solidi in futuro.

Debuttano finalmente le politiche attive, alle quali sarà interamente dedicata l’apposita contribuzione aziendale di 100 euro per ciascun dirigente in servizio. Ad occuparsene sarà 4.MANAGER, il recente ente bilaterale, al quale il rinnovo dedica ampio spazio e risalto proprio per realizzare iniziative in tema di politiche attive, orientamento, promozione e sviluppo della parità di genere in ambito manageriale e anche per diffondere una nuova cultura d’impresa.

Altra grande novità riguarda il tema delle differenze di genere, su cui Federmanager ha condotto importanti iniziative, con l’introduzione di un apposito articolo sulle pari opportunità con particolare attenzione all’equità retributiva tra uomini e donne manager. Sempre a 4.MANAGER, attraverso il suo Osservatorio, viene affidato il compito di raccogliere le best practices su cui costruire iniziative di diffusione sulla rilevazione, nei periodi di congedo, delle forme più idonee a consentire il sereno svolgimento della funzione genitoriale e la piena ripresa del rapporto con l’azienda al momento del rientro al lavoro. A questo proposito le aziende, se tenute per legge, dovranno illustrare alla RSA dirigenti e trasmettere a 4.MANAGER il rapporto biennale sulla situazione del personale.

La formazione si conferma un pilastro del CCNL con, anche qui, un’estensione della gamma di interventi nell’ottica di realizzare il passaggio dal principio di long-life learning a quello di employability, grazie al ruolo centrale svolto da Fondirigenti.

Una pluralità di interventi riguarda la parte contrattuale dedicata allo svolgimento del rapporto di lavoro. Un primo punto molto importante è l’aver diviso, anche formalmente, la malattia dalla tutela della maternità e paternità. Una misura che ha un significato profondo anche di tipo sociale, oltre che contrattuale, dando maggior peso alla disciplina.

Significativi interventi migliorativi sono stati apportati alle tutele sulla persona e sulla professione anche con la previsione di introdurre coperture cumulative già a partire dal 2020, tramite polizze assicurative collettive che cercheremo non solo di rendere più vantaggiose, ma anche più accessibili attraverso un’estensione degli ambiti applicativi con la società IWS SpA, recentemente costituita tra le parti e il FASI, strumento operativo della nuova GS FASI “non autosufficienza”.

In continuità con le suddette innovazioni, una grande rilevanza assume l’accordo di reciproca collaborazione tra FASI e ASSIDAI, finalizzato a rafforzare il ruolo di entrambi nel panorama della sanità integrativa attraverso la presentazione di una proposta unica in grado di consolidare la posizione di leadership su un mercato molto competitivo, di mettere in sicurezza i due enti, e salvaguardare il patto intergenerazionale tra dirigenti in servizio e pensionati.

Il Previndai è stato oggetto di novità importanti anche per la valenza economica delle risorse che ad esso affluiscono. L’incremento del massimale contributivo, l’eliminazione del requisito dei 6 anni di anzianità aziendale per l’applicazione del minimale contributivo a carico dell’azienda, nonché l’inserimento di un criterio di flessibilità che consentirà di fare della previdenza complementare ancora di più uno strumento gestionale della politica retributiva, attribuendo alle aziende la facoltà di aumentare la contribuzione a proprio carico fino al 7%, costituiscono tre misure che vanno tutte a vantaggio del dirigente.

Sulla risoluzione del rapporto di lavoro sono due le novità: la prima innalza da 2 a 4 mesi di preavviso l’indennità supplementare con anzianità aziendale fino a 2 anni; la seconda elimina il riferimento all’età fissa di 67 anni per la non applicazione della disciplina contrattuale, che si mantiene solo con riferimento al possesso dei requisiti di legge per la pensione di vecchiaia ordinaria.

Sulla parte economica, naturalmente, il significativo incremento del TMCG, che da 66.000 euro arriverà all’importo di 75.000 euro, con ben 9.000 euro di incremento, restituisce dignità alla figura e al ruolo del dirigente, su cui in pochi avrebbero scommesso. Non si è riusciti nell’intento di allargare il perimetro di obbligatorietà della parte variabile della retribuzione, e da qui occorre ripartire.

In conclusione, il lungo e costante lavoro di ricostruzione di rapporti ora fluidi e di interlocuzione con i massimi livelli di Confindustria ha creato un clima certamente più disteso, ma chiudere questo rinnovo è stato comunque molto faticoso e ha richiesto sei mesi di intenso confronto che, in esito, hanno consentito , con grande soddisfazione, di portare a casa un buon risultato.