Rilancio produttivo Ilva: interrogazione on. Benamati (PD) – 6 giugno 2018

E’ stata presentata un’interrogazione dell’on. Benamati (PD) con la quale si chiede al Ministro dello Sviluppo economico quali siano i suoi orientamenti riguardo al futuro dell’Ilva e quali misure intenda intraprendere per assicurare la continuità occupazionale e il rilancio produttivo dell’impianto.

Analisi
Nella seduta della Camera del 6 giugno 2018 è stata annunciata la presentazione di un’interrogazione a risposta in Commissione dell’on. Benamati (PD) 5-00034 in merito al rilancio produttivo dell’impianto Ilva di Taranto. In particolare, l’interrogante ha ripercorso le tappe del commissariamento dell’acciaieria di Taranto e la successiva aggiudicazione di Ilva ad Am Investco, che ha presentato un piano industriale che prevede investimenti finalizzati ad interventi tecnologici per ammodernare gli impianti. Am Investco dovrebbe subentrare nella proprietà entro fine giugno, ma, allo stato attuale, non c’è l’accordo con le organizzazioni sindacali. L’interrogante ha poi rilevato come nei giorni precedenti alla formazione del Governo, alcuni esponenti del Movimento 5 stelle hanno prospettato la «chiusura programmata» dello stabilimento, dichiarando che l’impianto «si riconvertirà» non in «sei mesi ma nemmeno in venti anni», mettendo così in discussione il piano di rilanci e mettendo a rischio 14mila posti di lavoro diretti, oltre a quelli dell’indotto.

Pertanto, l’interrogante ha chiesto al Ministro dello sviluppo economico:
• quali siano i suoi orientamenti in merito ai fatti esposti in premessa e quali azioni intenda intraprendere per assicurare la continuità occupazionale e il rilancio produttivo dell’impianto dell’Ilva di Taranto

Fonti
BENAMATI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
   l’impianto Ilva di Taranto è il più grande stabilimento siderurgico d’Europa e anche uno dei più moderni;
   da luglio 2012 vari interventi della magistratura hanno disposto il sequestro dell’acciaieria e l’arresto di alcuni suoi dirigenti, tra cui i proprietari, per violazioni ambientali;
   essendo uno stabilimento di interesse strategico nazionale, l’impianto di Taranto è stato oggetto di una speciale disciplina che ne ha disposto il commissariamento, prevedendo la prosecuzione dell’attività produttiva funzionale alla conservazione della continuità aziendale, nonché la predisposizione di un piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria;
   la successiva ricollocazione sul mercato del complesso industriale Ilva è stata strutturata secondo un procedimento complesso idoneo a garantire, nel rispetto della compatibilità con le regole europee, l’esigenza di realizzazione di un piano di misure ambientali con le finalità della amministrazione straordinaria;
   nell’operato dei Governi pro tempore Letta, Renzi e Gentiloni è stata data massima centralità al tema di coniugare la tutela ambientale e sanitaria del territorio e dei suoi abitanti con i livelli produttivi e occupazionali dell’Ilva e dell’indotto, anche attraverso l’utilizzo di un ingente ammontare di risorse pubbliche (fino ad oggi, circa 900 milioni di euro);
   il 5 giugno 2017 il Ministro dello sviluppo economico pro tempore ha firmato il decreto che ha autorizzato i commissari straordinari dell’Ilva a procedere all’aggiudicazione degli asset del gruppo Ilva ad Am Investco (cordata formata da ArcelorMittal e la Marcegaglia);
   il piano industriale presentato da Am Investco prevede investimenti per 2,4 miliardi di euro finalizzati al risanamento ambientale della fabbrica, alla copertura dei parchi minerari, all’adozione nuove tecnologie per ammodernare gli impianti a cui si aggiungono 1,8 miliardi di euro che servono anche a rimborsare lo Stato e i creditori;
   Am Investco dovrebbe subentrare nella proprietà entro fine giugno, ma, allo stato, non c’è l’accordo con le organizzazioni sindacali;
   nei giorni precedenti alla formazione del Governo, alcuni esponenti del Movimento 5 stelle, durante un incontro con le organizzazioni sindacali del territorio, hanno prospettato la «chiusura programmata» dello stabilimento, dichiarando che l’impianto «si riconvertirà» non in «sei mesi ma nemmeno in venti anni», mettendo così in discussione il piano di rilancio;
   nel «contratto per il Governo» si afferma l’intenzione di «concretizzare i criteri di salvaguardia ambientale, […] proteggendo i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla progressiva chiusura delle fonti inquinanti»;
   a causa dell’attuale situazione di incertezza e nell’attesa di un chiarimento da parte del Ministro interrogato, è stato rinviato l’incontro tra il gruppo Arcelor Mittal e le rappresentanze sindacali previsto per il 5 giugno;
   chiudere l’Ilva potrebbe costare la perdita di 14 mila posti di lavoro diretti più quelli dell’indotto e la fine della produzione dell’acciaio a Taranto, con conseguenze negative anche negli altri siti italiani appartenenti al gruppo Ilva e per tutto il sistema industriale italiano –:
   quali siano gli orientamenti del Ministro interrogato in merito ai fatti esposti in premessa e quali azioni intenda intraprendere per assicurare la continuità occupazionale e il rilancio produttivo dell’impianto dell’Ilva di Taranto.
(5-00034)