Riforma portuale: audizioni del 14 giugno 2016

Si è svolta in Senato l’audizione informale di Assiterminal, Federagenti, Fedespedi, Confitarma, Fedarlinea, Angopi, Federimorchiatori, Assorimorchiatori, Fedepiloti e Unione Piloti, Confetra e Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti Settore Marittimo-Portuale, nell’ambito dell’esame dell’atto del governo n. 303 – Riforma della governance dei porti.

Analisi

ASSITERMINAL
Il presidente di Assiterminal, Marco Conforti, ha espresso approvazione sugli obiettivi generali del dlgs di riforma delle Autorità portuali, come l’accorpamento, il mantenimento della forma centrale per la pianificazione purché sia pubblica e stabile nel tempo, la sburocratizzazione dell’impianto delle pubbliche amministrazioni. Secondo l’Associazione italiana terminalisti portuali, possono essere rafforzati i poteri del coordinamento del presidente dell’autorità di sistema e può essere definito meglio lo sportello unico amministrativo. Altro punto critico sollevato da Conforti è la rappresentanza delle imprese. È stato deciso, con il dlgs, di elidere la presenza dell’impresa dagli organi governo dell’autorità di sistema. Si rispetta la decisione politica, ma si chiede che in alternativa la voce degli operatori, degli investitori e dell’impresa sia comunque garantita. Infine, Conforti si è detto contrario al richiamo nel testo al potere regolatorio dell’Autorità dei trasporti, oltre a quelle che già intervengono sul tema, perché sarebbe contrario all’obiettivo di sburocratizzare.

FEDERAGENTI
Il parere generale è positivo, anche se non mancano criticità come l’inquadramento delle autorità portuali all’interno della PA. L’assoggettamento delle autorità portuali alle norme della PA rappresenta una criticità non affrontata con il giusto peso. Tra i problemi, il rallentamento nella presa delle decisioni e la possibile difficoltà nella selezione di figure professionali specifiche. Tra le altre criticità sollevate, la limitazione del ruolo dell’autorità marittima ai soli oggetti di sua competenza, mettendo dubbio quali siano oggetti di competenza marittima rispetto a quelli del sistema portuale; la composizione del tavolo di partenariato del sistema autorità portuale: il dlgs avrebbe necessità di essere più preciso nella definizione dei soggetti che devono far parte dei tavoli. Molto favorevole è invece il giudizio di Federagenti, allo sportello unico messo sotto il coordinamento dell’Agenzia delle dogane perché hanno dimostrato di essere una delle organizzazione che ha saputo meglio interpretare il cambio dei tempi e adeguarsi a un sistema moderno. Infine, l’auspicio è che i temi del lavoro portuale, come la competitività internazionale, che non è toccato, vengano affrontati subito dopo che questa riforma andrà in porto.

 FEDERSPEDI
La valutazione su questa parte di riforma è positiva, anche se si potevano ridurre le autorità portuali in un numero inferiore a 15. Sulla composizione dei tavoli partenariato, tema toccato anche da altri soggetti auditi, la preoccupazione non è tanto sulla composizione, quanto sul loro funzionamento, ha commentato il rappresentante della Federazione delle imprese di spedizioni internazionali.

CONFETRA
Il dlgs sui Porti appare coerente con l’introduzione di due nuovi strumenti di pianificazione e programmazione quali il Piano generale dei trasporti e della logistica (Pgtl) e il Documento pluriennale di pianificazione (Dpp) e interviene su molti degli aspetti che hanno contribuito alla stagnazione dei volumi di traffico da/per il nostro Paese. Lo ha detto il presidente di Confetra, Nereo Marcucci. Si auspica che l’articolo 11-ter che tratta del Tavolo nazionale di coordinamento delle Adsp e delle sue funzioni strategiche possa essere integrato con la previsione che, a seconda della materia trattata, il ministero possa disporre la partecipazione delle organizzazioni imprenditoriali rappresentative delle più importanti realtà economiche e logistiche.

CONFITARMA
Quello che preoccupa non è l’accorpamento, ma il rischio che il processo possa compromettere la competitività degli scali che sono più competitivi di altri che fanno parte dello stesso sistema. Se non si dà uno stimolo efficiente a garantire il mantenimento dei livelli di competitività commerciale e operativa si corre il rischio di appiattire realtà operative portuali dello stesso sistema su parametri meno competitivi. Nessuna contestazione sulla scelta degli accorpamenti, ma il rischio di perdere competitività suscita perplessità e preoccupazione. Su altri punti del dlgs, preoccupa che il tavolo del partenariato rischia di avere una funzione consultiva poco incisiva e di scarso contenuto, ha sottolineato ancora Confitarma. Per quanto riguarda la sua composizione, sarebbe auspicabile richiamare le categorie già presenti nei comitati portuali.

Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti
Ulteriori rinvii della riforma della legislazione portuale potrebbero pertanto comportare una inesorabile marginalizzazione del sistema italiano rispetto a quello euro/mediterraneo. Si condivide pertanto l’urgenza di rimuovere i vincoli e gli ostacoli che sino ad oggi hanno frenato l’evoluzione del sistema portuale e riformare il settore adeguandolo alle esigenze prioritarie di sviluppo del Paese. In particolare, è inderogabile individuare soluzioni normative che traguardino un disegno politico più ampio, che coniughi politiche coerenti di riequilibrio modale e programmazione infrastrutturale in un’ottica di sistema. Corre pertanto l’obbligo di ribadire (così come già richiamato dal Consiglio di Stato) come vada superato qualsiasi tentativo di diluire, oltre il ragionevole, i tempi di creazione delle costituende Adsp. Il processo di riforma delle autorità portuali non può essere una fusione a freddo, ma deve essere il risultato dell’analisi complessiva del sistema, al fine di valorizzare e mettere a fattor comune le potenzialità e le specialità di ogni scalo portuale ed è per questo motivo che la riforma della governance portuale non può avvenire disgiuntamente dall’attuazione del Piano strategico nazionale della portualità e della logistica. Condividendo l’istituzione di una cabina di regia a livello nazionale attraverso il coordinamento delle Autorità portuali di sistema (Adsp) presso il Mit, si ritiene necessario integrare tale coordinamento con le rappresentanze sociali ed economiche su temi specifici e di strategia nazionale per il sistema portuale e logistico, e in quest’ottica, qualsiasi riconfigurazione della governance portuale non può prescindere dalla salvaguardia occupazionale e del mantenimento delle tutele dei lavoratori. E’ prioritario aprire un confronto sui temi legati al lavoro, attualmente non interessati dal provvedimento, in quanto è proprio dalla qualificazione lavoro portuale che sarà possibile ancora maggiore stimolo ed efficienza alle imprese e quindi alla portualità italiana.
Fedarlinea ha apprezzato l’impostazione della riforma, avevamo anche ipotizzato e proposto che le Autorità portuali non fossero nemmeno 15 ma in numero inferiore. Ma il governo è caduto in contraddizione: non c’è ragion d’essere per le Regioni di una proroga amministrativa per poter avere un regime transitorio per 3 anni. Un altro punto che preoccupa è che la riforma non è all’interno di quella costituzionale. Così si rischiano contrasti di competenza tra Stato e Regioni. Infine, i rappresentanti dell’associazione di cabotaggio nazionale si sono detti perplessi sull’utilità del tavolo partenariato.