Question time Padoan settore bancario e conti pubblici – 2 febbraio 2017

Si è svolto in Aula al Senato il question time del Ministro Padoan sulle problematiche relative al settore bancario e sullo stato dei conti pubblici.

Analisi

PROBLEMATICHE RELATIVE AL SETTORE BANCARIO
• La bad bank europea è un’idea appena messa sul tavolo dal direttore generale dell’EBA, Enria. Il principio è un’idea interessante ma, come al solito in questi casi, sono i dettagli che vanno esaminati. In generale direi che è un ulteriore tentativo, che io personalmente apprezzo, di introdurre una visione di condivisione del rischio nell’unione monetaria e bancaria e quindi, naturalmente, ne andrà verificata la fattibilità. Siamo ancora alle fasi iniziali.
• Con riferimento alle Assicurazioni Generali, che ovviamente sono un istituito privato, il Governo osserva con molta attenzione l’attività di istituti finanziari italiani così importanti, guardando, allo stesso tempo, sia all’italianità di questi istituti, sia alla loro capacità di avere un’attività internazionale profittevole. Si tratta di due cose assolutamente non in contrasto, che si consolidano a vicenda.
• Il trattamento dei risparmiatori nei salvataggi delle quattro banche commissariate e delle due venete, rispetto a quello di Mps è diverso perché diversa è la condizione in cui si è dovuto – o si è ritenuto – ricorrere a forme di compensazione dei risparmiatori. Monte dei Paschi di Siena è una banca profittevole che sta sul mercato; le quattro banche sono state in situazione di risoluzione (quindi non sono banche che stanno sul mercato); a loro volta, le due banche venete hanno situazioni ancora diverse. Quindi, non è possibile fare una comparazione millimetrica tra questi sistemi perché essi riflettono normative e margini di risposta – che pure ci sono ed è importante che ci siano – tra loro diversi.
• Per quanto riguarda la vigilanza e il riequilibrio tra rischio di mercato e rischio di credito, questo è un campo su cui si esercitano e devono dare risposte le autorità di vigilanza e non i Governi, anche se sicuramente i Governi europei, compreso quello italiano, si inseriscono nel dibattito con una posizione volta a riequilibrare la valutazione diversa del rischio. Questa tematica si intreccia con quella che ho citato prima del dibattito su misure di riduzione del rischio verso misure di condivisione del rischio. La posizione italiana rimane quella della necessità di avere progressi su ambedue i fronti e, non come invece avviene in altri Paesi e soprattutto in Germania, pensando di privilegiare soprattutto la riduzione del rischio.
• Gli interventi pubblici dello Stato in questioni bancarie hanno sempre più di un effetto e un impatto. Le recenti misure introdotte dal Governo e approvate dal Parlamento hanno a che fare con la gestione di effetti sistemici e con la necessità di fronteggiare la possibile posizione di contagio, ma anche quella di proteggere i risparmiatori. Una delle questioni fondamentali è disegnare risposte che possano tener conto di questi aspetti simultaneamente. Naturalmente tutto ciò accanto a misure di tutela del contribuente, laddove si debbano necessariamente utilizzare risorse pubbliche per intervenire in situazioni difficili o di crisi.
• Per quanto riguarda l’opportunità di estendere e rendere permanente la norma transitoria relativa alle banche popolari, al di là dei ventiquattro mesi previsti dalla legge, la permanenza di questa norma vanificherebbe lo spirito della riforma delle banche popolari, che è quella di trasformarne la natura allo scopo di rendere maggiore la loro capacità di patrimonializzazione e di operazione di mercato in un contesto in cui la struttura è evidentemente diversa. Quindi, non andrebbe esteso in misura permanente questa facoltà, anche se ricordo – è un fatto ben noto – che nulla vieta alle banche di deliberare il mantenimento del limite al diritto di voto una volta decorso il termine di ventiquattro mesi con le maggioranze previste per le modificazioni statutarie.
• Circa le misure di garanzia del rischio rese recentemente disponibili nel caso Mps, la banca ha presentato istanza per la concessione di garanzia il 23 dicembre 2016, BCE e Banca d’Italia hanno rilasciato attestazioni e valutazioni tra il 23 e il 27 dicembre, la Commissione europea ha assunto decisione positiva il 29 dicembre e il decreto di concessione è stato perfezionato il 20 gennaio. Per quanto riguarda poi la valutazione specifica dell’onere del rischio, il costo atteso per ciascuna garanzia rilasciata dipende dalla probabilità di insolvenza della banca e dalla perdita attesa in caso di insolvenza. Il costo atteso è comunque di entità trascurabile. Questo significa che bisogna fare una valutazione caso per caso, facendo delle assunzioni sulle probabilità legate alla possibile insolvenza della banca.

STATO DEI CONTI PUBBLICI
• La manovra, che non è estemporanea, e le misure correttive si collocano in un quadro più generale di coerenza della politica del Governo attuale e del Governo precedente; una politica di bilancio orientata al duplice obiettivo di sostegno alla crescita e consolidamento della finanza in un contesto in cui il debito si sta stabilizzando. E questo nel rispetto delle regole, pur nell’utilizzo possibile del margine di flessibilità che le regole europee consentono e che l’Italia ha contribuito a migliorare.
• La richiesta di aggiustamento da parte della Commissione è parte di una procedura consolidata di aggiustamento, una riduzione necessaria dell’indebitamento netto strutturale rispetto al valore tendenziale di 0,2 punti di PIL.
• L’aggiustamento si compone, per circa un quarto, da tagli di spesa selettivi e, per circa tre quarti, da misure sulle entrate. In particolare, un miliardo di euro è atteso da maggiori entrate derivanti dal rafforzamento di misure contro l’evasione che si sono già mostrate efficaci, mentre sono esclusi interventi sull’IVA e sulle agevolazioni fiscali. È escluso l’estensione a questi fini di ulteriori round di voluntary disclosure. Ma a queste misure di contenimento della spesa e di aumento delle entrate, si accompagnano altre misure di segno opposto. Si intende, infatti, stanziare una cifra superiore a un miliardo di euro per affrontare le conseguenze dell’ultima scossa di terremoto e, in generale, dell’attività sismica di questi tragici mesi, per sostenere le popolazioni colpite dal sisma e per far fronte all’emergenza. Queste misure verranno adottate al più tardi entro fine aprile, cioè con i tempi coerenti per l’approvazione del Documento di economia e finanza. È molto probabile che misure saranno prese anche prima di quella scadenza. Realisticamente, le misure di lotta all’evasione verranno adottate verso la fine di questo periodo, anche per tener conto della necessaria approvazione della Commissione e del Consiglio.
• L’ipotesi di possibile procedura di infrazione è estremamente allarmante. Un aggiustamento della dinamica del saldo di finanza pubblica strutturale è quindi indispensabile per evitare l’apertura di tale procedura. Questa procedura comporterebbe una riduzione di sovranità sulle scelte di politica economica e soprattutto comporterebbe costi ben superiori alla finanza pubblica del Paese e quindi sottrazione di risorse per il pubblico, per la crescita e per l’occupazione, a seguito del probabile aumento dei tassi di interesse, che risentono fin qui soprattutto dell’accresciuta instabilità politica.