E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 203 del 31 agosto 2016 il Decreto Legislativo 4 agosto 2016, n. 169 (“Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, in attuazione dell’articolo 8, comma 1, lettera f, della legge 7 agosto 2015, n. 124”), con cui si è conclusa la riforma della governance dei Porti italiani.

Il provvedimento si inserisce nell’ambito delle politiche e delle azioni intraprese dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, con il Piano strategico nazionale per il rilancio della Portualità e della Logistica (approvato il 7 agosto 2015 dal Consiglio dei Ministri) ed è giunto ad approvazione dopo il recepimento delle osservazioni del Consiglio di Stato e delle Commissioni Parlamentari competenti.

Il Decreto riorganizza il sistema portuale italiano attraverso una forte semplificazione fondata, innanzitutto, sulla riduzione del numero delle Authority, che passano da 24 a 15 Autorità di Sistema Portuale (AdSP), le quali coordinano gli altri Porti di rilevanza nazionale (57 Porti complessivamente). Le nuove AdSP avranno sede presso i Porti più importanti – definiti “core” secondo la normativa europea – e, sul modello dei maggiori porti nordeuropei, verranno guidate da un board snello e da un Presidente con ampia facoltà decisionale.

Viene, inoltre, introdotta una significativa semplificazione delle procedure per facilitare il transito di merci e passeggeri, con l’istituzione di due sportelli con l’obiettivo di abbassare drasticamente i tempi di attesa, lo Sportello Unico Doganale per il controllo sulla merce e  lo Sportello Unico Amministrativo per tutti gli altri procedimenti e per le altre attività produttive in Porto non esclusivamente commerciali.

L’Autorità di Sistema Portuale sarà guidata da un “Comitato di gestione” ristretto a  poche persone,  da 3 a 5, con il ruolo di decisore pubblico  istituzionale. Il Comitato di gestione è  guidato da un Presidente manager, di comprovata esperienza nell’economia dei trasporti e portuale e con ampi poteri decisionali che viene scelto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con la Regione o le Regioni interessate dall’Autorità di sistema.

I rappresentanti degli operatori e delle imprese  faranno parte, invece, degli  “Organismi di partenariato della Risorsa Mare” con funzioni consultive, potendo partecipare al processo decisionale ma senza votare atti amministrativi. Per garantire la coerenza con la strategia nazionale verrà istituita anche una “Conferenza Nazionale  di coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale”, istituzionalizzata e presieduta dal Ministro dei Trasporti, che si occuperà della programmazione nazionale delle scelte strategiche e infrastrutturali, fino a definire un Piano regolatore portuale nazionale.

In questo quadro, in cui si pongono i presupposti affinché i Porti italiani assumano un ruolo strategico per il progetto di riorganizzazione complessiva della logistica italiana e lo sviluppo del nostro sistema di trasporti, aveva destato perplessità l’inserimento del provvedimento di riforma del Sistema Portuale nell’ambito della riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche (Riforma Madia), qualificando le nuove Autorità di Sistema Portuale (AdSP) come Enti pubblici non economici.

A tale proposito, la Federazione aveva espresso una forte critica alle disposizioni del provvedimento che inquadravano i rapporti di lavoro dei dipendenti dei Porti, inclusi i dirigenti, in una visione pubblicistica, per cui anche i rapporti di lavoro della dirigenza sarebbero stati assoggettati alla normativa sul pubblico impiego (D.lgs. 165/2001).

Tale previsione avrebbe escluso, infatti, l’applicazione della disciplina contrattuale privatistica che, per quanto riguarda la dirigenza portuale, viene regolata dal CCNL sottoscritto tra Federmanager e Assoporti, apparendo incompatibile con le finalità di semplificazione ed efficacia gestionale che ispirano la riforma.

Sulla base delle posizioni contrarie a tale inquadramento espresse anche nel parere delle competenti Commissioni Parlamentari, che il Governo ha recepito nel testo definitivo del Decreto in esame (art. 7, comma 5), si è confermato, infine, un ordinamento speciale per le Autorità di Sistema Portuale che si concilia con la natura privatistica dei rapporti di lavoro del personale dipendente, i quali continuano ad essere regolati dai vigenti contratti collettivi di lavoro.

Nello specifico, si è stabilito che siano applicabili solo i principi ispiratori della normativa pubblica  (Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165), senza incidere sulla disciplina dei rapporti di lavoro del personale dipendente delle AdSP, che rimane inclusa nell’ambito privatistico, per cui le stesse Autorità adeguano i propri ordinamenti ai predetti principi adottando semplicemente modalità per il reclutamento del personale dirigenziale e non dirigenziale secondo criteri di trasparenza ed  imparzialità.

Ciò ci consente a Federmanager di mantenere la rappresentanza della dirigenza del settore e dare piena attuazione alle disposizioni del Protocollo d’Intesa  sottoscritto il 22 dicembre 2015 con Assoporti, in cui  si regolamenta specificatamente la disciplina contrattuale per la dirigenza portuale.