Presentazione documento conclusivo indagine conoscitiva sul sistema bancario – 19 gennaio 20117

Il presidente della Commissione Finanze Marino ha presentato  la proposta di documento conclusivo relativo all’Indagine conoscitiva sulle condizioni del sistema bancario e finanziario e sulla tutela del risparmio.

Analisi
Dalla bozza, che dovrebbe essere aperta a modifiche dei gruppi parlamentari e votata il 25 gennaio, in vista dell’istituzione di una commissione d’inchiesta sul sistema bancario, emergono i seguenti punti:

• In merito alla collocazione di prodotti finanziari, non può sfuggire il dubbio che le reti di vendita abbiano dovuto rispondere a indirizzi dei vertici, e che quindi sia a quel livello che vada ricercata una responsabilità, fermo restando che il dolo, la malafede o l’imperizia costituiscono elementi di responsabilità personale. La commissione ha piena fiducia che i collocamenti eventualmente avvenuti in violazione della normativa vigente saranno sanzionati dalle autorità competenti e ritiene che l’azione della magistratura rappresenti il più valido ausilio per azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori delle banche coinvolte.

• La commissione ritiene che le informazioni esposte nei prospetti siano adeguate e complete, ma occorre migliorarne il carattere sotto il profilo dell’immediatezza della percezione e della chiarezza espositiva, evitando di ricorrere a riferimenti normativi o indicazioni legislative o a acronimi di difficile comprensione anche mediante l’utilizzo di elementi grafici sintetici. Comunque, dall’analisi delle azioni poste in essere dalla Consob sui prodotti finanziari illiquidi, tra cui le obbligazioni bancarie, non risultano particolari negligenze nel predisporre indicazioni valide per regolare la condotta degli intermediari, avendo l’autorità raccomandato agli intermediari di astenersi dal suggerirne o consigliarne la vendita alla clientela retail.

• Oltre alla crisi economica e all’accumularsi di crediti deteriorati si sono aggiunte, come avvenuto in più casi, strategie poco prudenti e di sottovalutazione del rischio. Dal combinarsi dei due fattori è derivato l’aggravarsi del deterioramento degli attivi bancari, che prende atto dell’attività di vigilanza per prevenire l’insorgere di una crisi profonda e generalizzata ma individua possibili elementi di contesto di natura regolamentare, di mercato e di settore che avrebbero condizionato l’azione dell’autorità.

• Per quanto riguarda la valutazione dei crediti deteriorati e del progressivo peggioramento degli attivi degli istituti, lo strumento dello stress test costituisce un ausilio analitico di straordinario valore. Tuttavia va ribadito che la costruzione degli scenari avversi nei quali calare l’esercizio di stress può essere non neutro rispetto agli esiti. Va anche ribadita l’opinione che la verifica a livello europeo della qualità degli attivi bancari debba essere condotta con oggettiva valutazione delle differenti pratiche e delle diverse scelte operate dalle singole banche dei Paesi membri. La commissione richiama inoltre l’esigenza di porre sullo stesso piano, ai fini della vigilanza, il rischio di credito e il rischio di mercato.

• L’educazione e l’istruzione relativa ai più importanti concetti e strumenti degli investimenti finanziari e assicurativi è strategica, anche per favorire la trasmissione delle risorse private dal portatore in surplus alle imprese in deficit. Con riferimento al ddl sulla cittadinanza economica, la bozza ricorda che la commissione Finanze ha espresso un parere in cui si condivide ampiamente l’impianto del provvedimento.

• In linea teorica la riservatezza delle informazioni sulle condizioni economico-finanziarie di banche e intermediari risulta essenziale, anche per evitare fenomeni di vendite incontrollate o ritiro dei depositi. Ma, contemporaneamente, la conoscenza delle effettive condizioni di una banca e di un intermediario costituisce un presidio fondamentale per gli investitori e per la gestione ordinata e tutelata del risparmio. La questione della conoscenza delle reali condizioni economico-finanziarie delle banche e degli intermediari è divenuta poi ancora più pressante una volta entrata in vigore la disciplina della risoluzione bancaria, del burden sharing e del bail-in.

• A proposito del dissesto delle quattro banche poste in risoluzione (Carichieti, Cariferrara, Etruria e Banca Marche), la profonda erosione di redditi, di utili, di patrimonio che ha colpito l’economia reale si è riflessa in maniera incisiva sui bilanci delle banche; ma nello stesso tempo comportamenti e gestioni non corretti o discutibili hanno indebolito le banche che sono state commissariate. In particolare, si sottolinea una sottovalutazione del rischio nell’erogazione del credito e la differenziazione tra prenditori con scelte non sempre correlate a fattori squisitamente economico-finanziari, bensì a elementi di relazione che sono diventati penalizzanti.

• Appare ragionevole che i detentori di obbligazioni subordinate con una concentrazione rispetto al patrimonio superiore al 50 per cento possano essere oggetto di misure di indennizzo a carattere straordinario. Per coloro che, invece, detengono obbligazioni subordinate con concentrazione tra il 50 e il 30 per cento, si chiede che la data di acquisto possa assumere un valore discriminante, anche per accertare eventuali violazioni della rete distributiva. Il documento precisa che rispetto al totale delle obbligazioni subordinate emesse dalle vecchie banche la percentuale dei clienti retail detentori è di circa l’1 per cento; di questi 10559 clienti, 1010 presentano una percentuale di concentrazione di obbligazioni subordinate detenute rispetto al proprio patrimonio superiore al 50 per cento, mentre 1484 hanno una percentuale di concentrazione tra il 50 e il 30 per cento.