Premiati i 10 migliori giovani manager della Lombardia

Si è chiuso a Milano il tour del Premio Giovane Manager 2018, il contest lanciato dal Gruppo Giovani di Federmanager che punta a scoprire e valorizzare le eccellenze professionali under 43. Dopo aver toccato Roma, Firenze e Bologna, il Premio si è fermato a Milano per individuare i dieci manager che hanno superato la selezione tra centinaia di candidati dell’area lombarda.

Si compone così la squadra dei 40 giovani talentuosi che si sfideranno alla finale nazionale del Premio per il titolo di miglior giovane manager d’Italia, in programma il prossimo 12 aprile a Torino allo Juventus Stadium. Ecco i nomi dei 10 premiati della Lombardia: Francesco Assante – TENOVA Spa, Head of Project Management – divisione Melt Shops, Silvia Battigelli – K-DIGITAL, Partner, Sara Cattaneo ABB Spa – Procurement & Logistic Processes Leader, Andrea Cignoli – TECHINT Spa, Commercial Manager, International Area, Michele Dattoli – ABB Spa, Hub Controller Southern Europe, Antonio Ieraci – ENEXIO ITALY General Manager, Alessandra Longoni – FINCHIMICA Spa, Business and Products Development Director, Paolo Nibioli – MACDERMID PERFORMANCE SOLUTIONS ITALIANA SRL – Director of Manufacturing – Europe, Federica Placidi – SAIPEM CONTRACTING NIGERIAN LTD. Procurement and Post Order Manager, Giancarlo Zanoli HUMANITAS Spa Direttore Generale Area Milano.

L’iniziativa del Premio Federmanager è alla sua seconda edizione ed è realizzata in collaborazione con Hays Italia, primaria società di executive search, che offre supporto nelle fasi di selezione dei professionisti d’azienda. La procedura di selezione – eseguita sulla base delle informazioni pubbliche dei candidati e le segnalazioni ricevute da tutti gli iscritti a Federmanager – è stata condotta dalla Commissione di Valutazione del Premio sull’intera popolazione dei giovani manager regolarmente iscritti all’Organizzazione, con età massima di 43 anni.

«Occasioni come questa», dichiara il presidente FedermanagerStefano Cuzzilla, (foto) «contribuiscono a diffondere una cultura del merito che fa bene a tutti, a prescindere dall’età anagrafica. Il mio auspicio è quello di portare i nostri manager under43 a svolgere un ruolo sempre più attivo nella definizione delle politiche di questa Federazione». «Anche in questa tappa milanese, tra colleghe e colleghi si è prodotta una grande energia, la voglia di condividere le esperienze è grande», racconta Renato Fontana, coordinatore del Gruppo  Giovani Federmanager «Questo Premio è partito per dare un riconoscimento ai colleghi che danno un contributo significativo al successo delle loro imprese. Sta diventando molto di più: un network per avere successo nella vita come professionisti e come persone e per partecipare, attraverso la Federazione, alla costruzione di progettualità collettive».

«I manager sono il traino dell’industria italiana e i giovani sono portatori tra noi di energie nuove ed entusiasmo – ha sottolineato Bruno Villani Presidente di ALDAI-Federmanager -. La rivoluzione industriale in atto implica nuove sfide per tutti i dirigenti, di tutte le fasce di età. Se a chi ha più seniority chiede un continuo aggiornamento, ai più giovani chiede di impegnare il proprio patrimonio umano e culturale per il successo delle imprese. Nell’era della digital transformation dobbiamo puntare sull’intelligenza collettiva, essere sempre più leader e meno capi. Il paradigma vincente: dobbiamo e vogliamo essere protagonisti del cambiamento che vogliamo vedere. Mi complimento con questi 10 giovani.   Il convegno sul tema della digital transformation ha visto il contributo come relatore di Marzia Maiorano, Presidente Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi. «L’impatto più importante della Digital Trasformation – ha affermato la Maiorano – si declina nelle tematiche del Capitale Umano. L’espansione delle discipline in quest’ambito è stata stravolta ancor di più nell’ultimo triennio, in particolare lo sviluppo delle Digital Humanities dimostra la necessità di discipline che uniscano la conoscenza degli strumenti digitali per la ricerca, la didattica e la creazione di contenuti al classico sapere umanistico. Oggi più che mai è strategico porsi le domande giuste in ogni contesto per accrescere la propria competitività».