Piano per il Sud: le proposte Federmanager al Governo

Al Tavolo con le Parti sociali convocato lo scorso 29 luglio dal Premier Conte a Palazzo Chigi sul tema del “Piano per il Sud”, il Presidente e il Direttore generale Federmanager hanno presentato alcune dettagliate proposte di intervento.

Si è trattato della seconda riunione indetta dal governo per raccogliere le posizioni delle organizzazioni di rappresentanza dopo il primo Tavolo dello scorso 25 luglio, dedicato alla riforma fiscale.

Durante l’incontro con il premier Conte e il vicepremier Di Maio, il presidente federale, Stefano Cuzzilla, ha così introdotto la posizione di Federmanager: «Siamo di fronte a un Paese a due velocità e questa condizione non è più inaccettabile, anche perché il divario tra Nord e Sud si sta accentuando. Occorrono politiche ispirate da una visione di lungo periodo e di tipo sovraregionale. Una crescita significativa dell’intero sistema Paese passa necessariamente per il rilancio del Sud».

Il presidente Federmanager ha considerato il tema della tutela della legalità e della sicurezza come precondizione per qualsiasi rilancio. Prerequisito è anche l’adozione di un piano di investimenti in opere infrastrutturali, che sfrutti la posizione logistica dello Stivale e che passi attraverso il potenziamento del sistema portuale.

Non meno importante, un grande progetto per il rilancio turistico del Sud Italia attraverso un nuovo approccio di tipo più “industriale” che sappia valorizzare l’enorme patrimonio storico-artistico, culturale, enogastronomico e paesaggistico.

Tra gli argomenti affrontati, è stato citato anche il piano strategico che potrebbe disciplinare le modalità di riqualificazione urbana delle zone più degradate, utilizzando efficacemente gli strumenti agevolativi previsti per le ”zone franche urbane” e le “zone ad economia speciale”.

Gli interventi si sono poi concentrati sul tema dell’occupazione e degli investimenti in innovazione.

«Non bastano gli incentivi per le assunzioni, specie se dirette ai disoccupati di lunga durata», ha sostenuto Cuzzilla. «Occorre che gli incentivi siano collegati a un progetto più ampio che favorisca la creazione di lavoro partendo, ad esempio, da interventi tesi al sostegno e allo sviluppo competitivo delle piccole e medie imprese e delle start-up».

Dalla creazione di poli tecnologici su cui far convergere investimenti significativi in ricerca e sviluppo fino all’introduzione di forme di agevolazione per la creazione di nuove imprese, è stata marcata la necessità di inserire nel tessuto produttivo competenze manageriali innovative.

Considerando l’innovazione il driver di sviluppo più valido, Federmanager ha quindi proposto di introdurre una sezione dedicata al Sud nell’ambito del più ampio Piano Impresa 4.0.