Piano occupazionale Ilva: Interrogazione PD

Presentata un’interrogazione a firma dell’on. Ubaldo Pagano (PD) con la quale si chiede al Ministro dello sviluppo economico di verificare l’operato della nuova proprietà dell’Ilva relativamente al piano occupazionale, al fine di garantire l’applicazione dei criteri di individuazione dei lavoratori da assumere a tempo indeterminato previsti dall’accordo tra ArcelorMittal e le organizzazioni sindacali.

Analisi
Nella seduta dell’Aula della Camera del 12 novembre è stata annunciata la presentazione di un’interrogazione a risposta scritta a firma dell’on. Ubaldo Pagano (PD) 4-01619, in merito alla prima fase di realizzazione del piano occupazionale dell’Ilva e il rispetto dell’accordo siglato dalla nuova proprietà dello stabilimento, ArcelorMittal, con le organizzazioni sindacali in data 6 settembre 2018.
L’interrogante ha riportato le segnalazioni dei sindacati relativamente a gravi anomalie emerse nella scelta dei lavoratori, già alle dipendenze Ilva, da assumere a tempo indeterminato. In particolare, ArcelorMittal avrebbe compiuto una selezione dei lavoratori attraverso criteri unilaterali che esulano, dunque, dall’accordo che era stato siglato presso il Ministero dello sviluppo economico.
L’interrogante ha quindi chiesto al Ministro dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali:
 se il Governo ritenga di verificare, per quanto di competenza, l’operato di ArcelorMittal rispetto alla prima fase di realizzazione del piano occupazionale e il rispetto dei termini dell’accordo del 6 settembre 2018;
 se, in contraddizione con l’accordo del 6 settembre 2018, ArcelorMittal abbia agito unilateralmente, ignorando l’ordine di priorità dei criteri di selezione del personale;
 se il Governo intenda adoperarsi al riguardo e quali iniziative di competenza intenda intraprendere per garantire l’applicazione dei criteri di individuazione dei lavoratori cui destinare la proposta di assunzione a tempo indeterminato presso ArcelorMittal come indicati dall’accordo siglato dalla stessa e dalle organizzazioni sindacali presso il Ministero dello sviluppo economico in data 6 settembre 2018.