Piano impresa 4.0: mozione FdI

E’ stata presentata una mozione a firma dell’on. Silvestroni (FdI) con la quale si intende impegnare il Governo ad adottare iniziative per confermare e rifinanziare il piano nazionale impresa 4.0, al fine di stabilizzare i segnali di crescita dell’economia e scongiurare una frenata degli investimenti già all’inizio del 2019.

Analisi
Nella seduta dell’Aula della Camera del 14 settembre è stata annunciata la presentazione di una mozione a firma dell’on. Silvestroni e altri (tutti FdI) 1-00034 sul rinnovo del Piano industria 4.0 in vista della prossima legge di bilancio. In particolare, con tale atto si intende impegnare il Governo:
 ad adottare iniziative per confermare e rifinanziare il piano nazionale impresa 4.0, al fine di stabilizzare i segnali di crescita dell’economia e scongiurare una frenata degli investimenti già all’inizio del 2019.

La Camera,
   premesso che:
    il piano nazionale industria 4.0 (ridenominato Impresa 4.0) intende promuovere le imprese italiane attraverso la previsione di un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti e lo sviluppo tecnologico del tessuto imprenditoriale italiano, caratterizzato in prevalenza da realtà produttive piccole e medie;
    la modernizzazione dei processi produttivi è, infatti, uno strumento essenziale attraverso cui le piccole e medie imprese possono guadagnare competitività sui mercati internazionali;
    in particolare, le misure adottate con la legge di bilancio 2018 e il cosiddetto «decreto fiscale» (decreto-legge n. 148 del 2017) fanno leva prevalentemente su incentivi automatici a vantaggio delle piccole e medie imprese che investono e che ogni azienda può attivare senza ricorrere a bandi o sportelli e, soprattutto, senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali;
    secondo i dati forniti dal Ministero dello sviluppo economico, nel 2017 le imprese che hanno investito in ricerca e sviluppo sono più che raddoppiate (+104 per cento rispetto al 2016); gli ordinativi interni dei beni 4.0 sono incentivati da super e iperammortamento; il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese ha garantito 17,5 miliardi di euro di crediti aggiuntivi; i contratti di sviluppo hanno attivato 4 miliardi di euro di investimenti creando o salvaguardando 58 mila posti di lavoro e l’export è cresciuto dell’8 per cento, più di Francia e Germania;
    alla fine del 2018 tali incentivi scadranno, o resteranno comunque senza risorse;
    l’attuale Governo non è andato oltre dichiarazioni generali a sostegno del programma Industria 4.0 e una generale incertezza al momento caratterizza il futuro delle politiche industriali, così come emerge dallo stesso contratto di Governo: si parla di favorire nuove competenze e si prevedono generiche «misure di sostegno alle micro e piccole imprese nel rinnovamento dei loro processi produttivi», anche per favorire la diffusione delle tecnologie avanzate;
    già in vista della manovra in autunno, però, bisognerà passare dai principi ai fatti: se si volesse lasciare intatto l’attuale quadro di policy per l’industria, alla fine dell’anno andrebbero rifinanziate misure per circa 3 miliardi di euro;
    l’iperammortamento e il superammortamento fiscale, cuore del piano Industria 4.0, valgono da soli 1,1 miliardi di euro l’anno di impegno per le casse pubbliche e in entrambi i casi gli investimenti in beni e macchinari dovranno essere effettuati entro il 31 dicembre 2018;
    è vero che l’ultima legge di bilancio ha previsto una proroga fino al 2019, al 30 giugno per il superammortamento e al 31 dicembre per l’«iper», ma tale previsione vale solo per le consegne effettuate se, comunque, si è versato un acconto pari ad almeno il 20 per cento entro il 2018;
    l’impatto sulla crescita è stato stimato nell’ultimo documento di economia e finanza (Def): considerando la parte centrale del capitolo Impresa 4.0, quindi le misure per gli investimenti innovativi e le competenze, il Ministero dell’economia e delle finanze ha calcolato un potenziale scostamento del prodotto interno lordo dello 0,7 per cento in cinque anni;
    l’Istat stima invece che «super» e «iperammortamento», uniti al credito di imposta per la ricerca (coperto finanziariamente fino al 2020) producano una crescita complessiva degli investimenti dello 0,1 per cento annuo;
    i risultati raggiunti fin qui sono positivi, anche a livello microeconomico, ma si è soltanto all’inizio di un percorso che deve portare a dove l’Italia era prima della crisi e a migliorare: oggi la produzione industriale è in ritardo rispetto al fatturato, segnale del fatto che finora si sono abbattute le scorte, e questo vuol dire che gli spazi di miglioramento ancora ci sono,
impegna il Governo
1) ad adottare iniziative per confermare e rifinanziare il piano nazionale impresa 4.0, al fine di stabilizzare i segnali di crescita dell’economia e scongiurare una frenata degli investimenti già all’inizio del 2019.
(1-00034) «Silvestroni, Meloni, Delmastro Delle Vedove, Prisco, Lollobrigida, Donzelli».