Mozione PD e Autonomie su opzione donna – 24 febbraio 2016

E’ stata presentata al Senato una mozione congiunta da parte dei gruppi PD e Autonomie (prima firmataria, Sen. D’Adda, PD, Comm. Lavoro) su alcuni problemi relativi all’applicazione del regime dell’”opzione donna” per le lavoratrici dipendenti del quarto trimestre 2016.

Analisi
Ricostruendo la normativa di riferimento, si richiama la Legge Fornero che aveva stabilito che, per l’accesso al trattamento pensionistico anticipato, al requisito anagrafico dei 57 anni per le lavoratrici dipendenti e 58 per quelle autonome si introduce l’incremento (3 mesi) legato all’aumento dell’aspettativa di vita.

La legge di stabilità per il 2016 ha posticipato di un anno il limite entro cui raggiungere i requisiti per conseguire il diritto all’accesso al trattamento pensionistico: essendo stato confermato il requisito relativo all’incremento legato all’aumento dell’aspettativa di vita pari a 3 mesi, le lavoratrici dipendenti nate nell’ultimo quadrimestre del 1958 non riescono a raggiungere i requisiti richiesti entro il termine del 31 dicembre 2016.

I senatori concludono che tenendo conto della natura del regime “opzione donna”, sperimentazione che si sarebbe dovuta applicare secondo le direttive che l’hanno originata, l’aspettativa di vita di fatto esclude le donne del quarto trimestre 2016 dall’optare per una scelta loro consentita dalla legislazione.

Si impegna il Governo ad assumere le iniziative normative necessarie affinché gli eventuali risparmi economici derivanti dall’attuazione della sperimentazione “opzione donna” vengano utilizzati in modo certo per coprire le lavoratrici dipendenti nate nell’ultimo quadrimestre del 1958, in modo da correggere tale distorsione.