Mozione CoR su riforma sistema pensionistico – 8 giugno 2016

E’ stata presentata una mozione a firma CoR (prima firmataria Sen. Bonfrisco, Comm.ne Finanze) che impegna il Governo a intervenire già in sede di predisposizione della legge di stabilità per il 2017, al fine di dare piena ed effettiva attuazione alla sentenza n. 70 del 2015 della Corte costituzionale l’integrale restituzione degli importi maturati per effetto del ripristino della perequazione e la ricostruzione del trattamento pensionistico e ad attuare una riforma pensionistica che tenga conto delle caratteristiche del mercato del lavoro di oggi.

Analisi
Nel corso dell’atto i firmatari rilevano la non congruenza tra la sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015 e le disposizioni di cui al decreto-legge n. 65, segnalando come la parziale ottemperanza della sentenza è stata motivata con la difficile situazione della finanza pubblica e con la necessità di mantenere gli equilibri di bilancio.

In considerazione del fatto che le sentenze della Corte costituzionale devono trovare piena attuazione ai sensi dell’articolo 136, primo comma, della Costituzione, e che il decreto-legge n. 65 emanato successivamente alla sentenza della Corte costituzionale, teso a disapplicare o applicare solo parzialmente detta sentenza, rappresenta un escamotage pericoloso che mina la fiducia che i cittadini devono avere nello Stato, nei suoi organi costituzionali e nelle istituzioni, si impegna il Governo:

  •  ad intervenire già in sede di predisposizione della legge di stabilità per il 2017, pur con un criterio di gradualità e tenuto conto degli obiettivi di finanza pubblica, al fine di dare piena ed effettiva attuazione alla sentenza n. 70 del 2015 della Corte costituzionale, prevedendo, a favore dei titolari di pensione colpiti dal blocco l’integrale restituzione degli importi maturati per effetto del ripristino della perequazione e la ricostruzione del trattamento pensionistico;
  •  garantire agli istituti di patronato legittimati ad operare, in base alla legge 30 marzo 2001, n. 152, la piena tutela degli interessi della parte debole, cioè i pensionati, secondo i principi e i criteri fissati dalla citata legge e dalle successive normative in materia;
  •  riformare il sistema pensionistico secondo le caratteristiche del mercato del lavoro di oggi, mettendo in sinergia le politiche a favore dell’occupazione, delle imprese e delle famiglie;
  • aumentare, tenuto conto degli obiettivi di finanza pubblica ed in relazione al reale costo della vita, la misura delle maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici;
  • ridurre, tenuto conto degli obiettivi di finanza pubblica ed in modo graduale, la tassazione sui trattamenti pensionistici minimi, o comunque inferiori a quelli sino a 3 volte il minimo.