Linee programmatiche MEF: audizione Ministro dell’Economia Tria

Si è da poco conclusa, presso la Commissione Finanze del Senato, l’audizione del Ministro dell’Economia Tria, sulle linee programmatiche del suo dicastero. Il Ministro ha sottolineato che le azioni del Governo si concentreranno sulla riduzione debito/PIL, sul rafforzamento della crescita economica e sulla realizzazione di riforme incisive per attrarre investimenti e combattere l’evasione fiscale. Tra le altre cose, ha precisato che la data di entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica non subirà altre modifiche.

Analisi
Nella seduta odierna della Commissione Finanze del Senato, il Ministro Giovanni Tria ha esposto il quadro economico in cui si inseriranno le riforme del Governo, sottolineando che nel 2018 l’economia italiana ha mostrato tassi di crescita positivi, anche se inferiori rispetto al 2017. Sarebbe quindi ancora possibile conseguire una crescita non lontana da quella programmata, nonostante alcuni fattori indichino un rallentamento dell’economia, comunque previsto per tutti i Paesi dell’Unione Europea.
Il Ministro ha annunciato che entro il 27 settembre sarà redatta la nota di Aggiornamento al DEF, prodromica alla successiva legge di bilancio. La legge di bilancio dovrà essere comunicata dal Governo entro il 15 ottobre alla Commissione europea nelle sue linee generali, e presentata al Parlamento entro il 20 ottobre. Il Ministro ha quindi sottolineato che le azioni del Governo si inseriranno all’interno di un percorso graduale di riduzione debito/PIL e saranno incardinate su due fronti: da un lato attivare la crescita economica, dall’altro realizzare riforme incisive. Poiché le grandi economie mondiali si stanno attrezzando per migliorare la capacità produttiva, occorre che anche l’Italia si muova in questa direzione, garantendo stabilità e certezza per attrarre investimenti esteri, adottando riforme strutturali che rendano la tassazione favorevole alla crescita, realizzando meccanismi efficaci di tax compliance, e portando in aggiunta ad una concreta riduzione fiscale. Tria ha chiarito inoltre che la task force istituita per analizzare gli obiettivi di gettito in vista di una possibile flat tax, da realizzare in armonia con i principi costituzionali di progressività, sarà incentrata su tre punti fondamenti: la lotta evasione, l’equità e la riduzione della pressione fiscale. Il Ministro ha quindi dichiarato che il Governo eviterà l’aumento degli oneri amministrativi per i contribuenti, già elevati, che favoriscono le attività sommerse.

Successivamente, ha ricordato che dal 1° gennaio 2019 entrerà in vigore la fatturazione elettronica e si abrogherà lo spesometro. La fatturazione elettronica rappresenterebbe, secondo il Ministro, uno strumento sia di controllo sia di alleggerimento degli oneri per i contribuenti. L’Agenzia delle Entrate metterà quindi a disposizione un pacchetto di servizi digitali per favorire il passaggio al nuovo regime. Inoltre, la data di introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica non subirà ulteriori modifiche. Altri temi su cui si focalizzeranno le azioni dell’esecutivo riguarderanno la semplificazione del prelievo fiscale, la riduzione costi di compliance, la tutela dei diritti contribuente e l’efficienza amministrazione finanziaria. Il Ministro ha elogiato l’indagine riguardante il rapporto contribuenti-fisco, che la Commissione Bilancio del Senato si appresta a deliberare. La semplificazione della struttura del prelievo e degli adempimenti tributari avrebbe, secondo lui, un ruolo centrale nella capacità di attrarre capitali esteri. La riforma fiscale è infatti mirata ad aumentare la crescita, orientando la propria azione verso la riduzione fiscale di cittadini e imprese. Il Ministro Tria ha quindi chiarito che l’attenzione della riforma sarà indirizzata verso le attività produttive marginali, affinché siano sgravate dai costi più elevati ed in maniera da ridurre i costi amministrativi dei controlli. Sarebbe infatti necessario un fisco vicino al contribuente che abbia come obiettivo non solo la riscossione delle tasse, ma anche il benessere e la crescita del paese.

Riguardo al settore bancario e finanziario, il caposaldo sarà la tutela del risparmio. L’azione del Governo sarà quindi legata alle decisioni prese a livello europeo su unione bancaria e monetaria in materia di:
 Pacchetto di nuove regole in ambito bancario e finanziario;
 Riduzione rischi sistemici;
 Riforma del Meccanismo Eeuropeo di Stabilità.
Secondo il Ministro, l’Italia deve essere un attore principale nella definizione delle linee dell’Eurozona. Inoltre, il Ministro ha aggiunto che il quadro istituzionale dovrebbe da una parte contenere l’azzardo morale del bail out, dall’altra salvaguardare la stabilità finanziaria e quindi il meccanismo di bail in. A tal proposito, il MES dovrà essere valutato con gli strumenti di cui sarà dotato, con una governance equilibrata. Infine, vi sarebbe la necessità di rafforzare il sistema nel suo complesso riducendo il numero di crediti deteriorati, il cui flusso si è oggi stabilizzato a livello pre-crisi e la cui consistenza è progressivamente diminuita. Un altro aspetto rilevante sarà quello del Fintech, la cui promozione necessita di un forte impegno di materia di cooperazione internazionale, e quindi di partecipazione attiva a organismi competenti Ue. In conclusione, Tria ha spiegato che le azioni sinteticamente descritte contribuiranno a migliorare il clima di fiducia per le imprese e ad aumentare la crescita, favorendo l’azione di risanamento complessiva.