Le proposte dei manager per la Legge di Bilancio 2018

Nel 2018 l’impresa 4.0 avrà ancor più bisogno di manager esperti di innovazione per essere competitiva. Da questa premessa partono le proposte di intervento sulla Legge di Bilancio 2018 che Federmanager ha presentato il 27 ottobre scorso a Roma.

Un pacchetto di 40 milioni di euro che, se inseriti nella prossima manovra, potrebbero essere sufficienti a rilanciare il sistema attraverso l’investimento su figure manageriali chiave.

Il documento predisposto dalla Federazione dei manager industriali propone 3 strumenti possibili da utilizzare allo scopo: una prima ipotesi di agevolazione consiste nel conferimento alle imprese di un contributo a fondo perduto sotto forma di voucher per l’acquisizione di servizi manageriali per l’innovazione, oppure si propone un credito d’imposta sulle nuove assunzioni di innovation manager, oppure, infine, una forma di decontribuzione degli oneri previdenziali per le PMI che assumono personale con qualifica dirigenziale in stato di disoccupazione con profilo orientato all’innovazione delle piccole e medie imprese, anche sotto forma di Temporary Management, con precedenza per chi dispone di certificazione delle competenze manageriali.

«Incentivare l’ingresso di manager innovativi nelle Pmi è una priorità per il Paese», ha affermato il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla. «Noi lo stiamo facendo con le nostre risorse per consentire alle aziende di fare un salto di qualità. Oggi che parliamo di Legge di Bilancio ci auguriamo che non solo si tenga conto delle nostre proposte, ma che venga difeso anche l’investimento sulla formazione 4.0 nella misura più ampia possibile».

«L’innovation manager è quel professionista che sa stimolare la ricerca di soluzioni legate alla digital transformation e che sa favorire culturalmente l’introduzione e il consolidamento di idee innovative in azienda», ha spiegato Cuzzilla. «In questa fase storica – ha avvertito – abbiamo bisogno di una spinta pubblica che permetta alle imprese, in particolare alle Pmi, di dotarsi in tempi brevi di persone capaci di gestire processi e sistemi nuovi e altamente complessi».

«Sul tema delle competenze si gioca il destino del Paese», ha rilanciato il direttore generale Federmanager, Mario Cardoni. «Per questo motivo è fondamentale che, accanto alle agevolazioni già esistenti per sostenere gli investimenti in macchinari, si favorisca il percorso verso una connotazione più manageriale del tessuto produttivo italiano».

 

Ponendo il tema 4.0 tra i principali fattori responsabili delle condizioni di positività economica, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta ha concluso la riunione nella sede Federmanager dichiarando che «finalmente i dati di crescita ci confortano e sono convincenti e misurabili».

In una panoramica di scenario economico europeo, il sottosegretario Baretta ha invocato il consolidamento dell’economia come obiettivo della presente manovra e ha indicato i due ostacoli da superare: la preoccupazione espressa da molti osservatori economici circa il carattere di congiunturalità della ripresa e il fatto che essa non sia ancora ben percepita da famiglie e imprese, soprattutto quelle di piccola dimensione. «Se lasciamo fuori fasce importanti della popolazione – ha dichiarato – prima o dopo la ripresa inciampa su se stessa».