Interrogazioni MDP su alternanza scuola/lavoro – 30 marzo 2017

Presentate due interrogazioni a prima firma dell’On. Duranti (MDP, Comm. Difesa) e Piras (MDP, Comm. Affari esteri) in cui si chiede al Governo quali iniziative intenda adottare al fine di evitare che venga scongiurato l’uso scorretto della norma su alternanza scuola/lavoro contenuta nella legge n. 107 del 2015.

Di seguito i testi completi delle interrogazioni.

  DURANTI, NICCHI, RICCIATTI, PIRAS, SANNICANDRO, CARLO GALLI, D’ATTORRE e ROBERTA AGOSTINI. — Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
 la cosiddetta alternanza scuola-lavoro è stata introdotta — e resa obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, anche nei licei — con la legge n. 107 del 2015; entrerà a regime durante l’anno scolastico 2017/2018 e prevede un monte ore obbligatorio di 200 ore nei licei e di 400 negli istituti tecnici e professionali;
   a quanto si apprende da organi di stampa, come ad esempio la Repubblica online in edizione regionale della Puglia, il sindacato studentesco «UDS» di Bari sta elaborando un vero e proprio dossier sulla alternanza scuola/lavoro – attenzionando oltre 50 scuole della regione Puglia — da presentare dopo Pasqua all’Ufficio scolastico regionale;
   come si evince dalle prime risultanze del dossier, rese appunto pubbliche per mezzo stampa, vi sono diversi episodi che evidenziano criticità nella applicazione del piano alternanza scuola-lavoro;
   nello specifico e fra gli altri vi è: il caso dei ragazzi di un istituto alberghiero – come racconta anche il coordinatore dell’UDS, Davide Lavermicocca — che sono stati costretti a spillare birra per tutta la notte di Capodanno; il caso di Nadia, che si è trovata a fare la hostess in una fiera specializzata, «distribuendo volantini per aziende di arredamento per dodici ore consecutive con una breve pausa, senza che ciò avesse nulla di formativo; il caso dei ragazzi di un istituto professionale di Lecce, sfruttati come manovalanza in una officina e senza il rispetto delle minime misure di sicurezza, come i caschi anti infortunio»;
   nella provincia jonica invece si registrano due casi particolarmente critici e degni di menzione. I ragazzi dell’istituto tecnico Pacinotti, infatti, sarebbero stati destinati allo stabilimento Ilva per le ore di alternanza, mentre quelli dell’Istituto artistico sarebbero stati impiegati per scartavetrare le barche della Lega Navale, come denuncia il coordinatore UDS del capoluogo tarantino, Michael Tortorella. Il Preside del Pacinotti, inoltre, conferma le criticità esposte, dichiarando come l’Istituto abbia stretto intese — per rispettare gli obblighi ministeriali — con (fra gli altri) Ilva e Marina Militare;
   a quanto si evince inoltre dal dossier le criticità sopra evidenziate non sarebbero attribuibili tanto ai docenti tutor, quanto al sistema stesso della alternanza scuola-lavoro, concentrato troppo sulla quantità di ore e non sulla effettività qualità — e funzionalità anche in ottica futura — della esperienza;
   la bontà della iniziativa messa in campo dalla associazione UDS di Bari è tale che sarà, a quanto si apprende, ripetuta in diverse altre regioni nei prossimi mesi;
   per quanto di conoscenza, l’ufficio scolastico regionale — nella persona della direttrice Anna Cammalleri — avrebbe avviato le prime indagini sui casi esposti, manifestando anche la volontà di ascoltare i rappresentanti dell’UDS –:
   se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;
   se non intenda avviare, nell’immediato, delle iniziative — anche partendo dalle risultanze del dossier di cui in premessa — al fine di scongiurare ogni possibile ripetizione di casi come quelli evidenziati e che nulla hanno di formativo, prevedendo oltremodo degli strumenti normativi che impediscano in futuro convenzioni con imprese ed aziende che possano in qualsiasi modo essere poco attinenti ad un percorso formativo adolescenziale e che possano mettere a rischio la salute dei ragazzi. (5-11003)

PIRAS. — Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
   come si apprende da fonti di stampa, in tutto il territorio nazionale – da ultimo con una manifestazione a Sassari svoltasi il 27 marzo 2017 – si moltiplicano le rimostranze degli studenti delle scuole medie di secondo grado sulle modalità di attuazione attraverso le quali viene applicata la cosiddetta alternanza scuola/lavoro, resa obbligatoria con la legge n. 107 del 2015 e già operativa – nella misura di 200 ore/anno nei licei e di 400 per gli istituti tecnici e professionali – seppur in previsione della sua entrata a regime a partire dall’anno scolastico 2017/2018;
   le molteplici denunce delle organizzazioni studentesche – fra cui anche quella dell’UDS – vertono su di una molteplicità di situazioni, a giudizio dell’interrogante assolutamente grottesche, se non ai limiti dello sfruttamento gratuito di manodopera: casi di utilizzo per 12 ore consecutive intervallate da brevi pause, casi di utilizzo per mansioni dequalificate ed estranee al percorsi di studio (pulizia di bagni, fotocopie, pulitura di mitili) seguito dai ragazzi;
   appare di tutta evidenza, quindi, come lo spirito della norma del 2015 sia contraddetto da queste denunce. In particolar modo sembra lesa la necessaria relazione di coerenza fra il percorso formativo e l’esperienza lavorativa, che dovrebbe preparare gli studenti ad un futuro impiego;
   ad avviso dell’interrogante, inoltre, si ravviserebbe una palese contraddizione con il dettato dell’articolo 36 della Costituzione, nella parte riguardante il diritto di ogni lavoratore ad essere retribuito –:
   se il Ministro interrogato e specificamente il Governo siano informati di quanto accade nell’attrazione della disciplina in questione;
   quali iniziative intenda intraprendere affinché sia nell’immediato scongiurato l’uso scorretto della norma in oggetto contenuta nella legge n. 107 del 2015.
(5-11011)