Interrogazione SI-SEL su politiche per la digitalizzazione dell’industria – 17 luglio 2016

E’ stata presentata un’interrogazione a risposta scritta a firma SI-SEL (prima firmataria On. Ricciatti, Comm.ne Attività Produttive) che chiede al Governo se, con riferimento al tema Industria 4.0, intenda implementare politiche di sostegno alla digitalizzazione.

Analisi
Gli interroganti rilevano che molte regioni italiane, fra cui le Marche, scontano un ritardo che le pone al di sotto della media nazionale per quanto riguarda la digitalizzazione dell’economia e dell’industria. Si citano a tal proposito i dati del CNA, secondo i quali solo il 16% della popolazione regionale viaggia su banda larga e solo il 10% delle imprese presenti sul territorio fa vendite on line. Alla luce di questo, si chiede di sapere:

  • come il Ministro interrogato intenda agevolare e sostenere le regioni italiane nello sviluppare gli obiettivi di Industria 4.0;
  • se il Ministro interrogato non intenda sviluppare politiche dedicate alla digitalizzazione.

Di seguito il testo dell’interrogazione:

RICCIATTI, FERRARA, FOLINO, FRANCO BORDO, SCOTTO, MELILLA, DURANTI, PIRAS,QUARANTA, NICCHI e SANNICANDRO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
industria 4.0 è la sfida che oggi l’Italia deve saper cogliere per diventare competitiva sul piano internazionale ed ottenere un aumento di produttività grazie all’uso delle nuove tecnologie. Fra queste – nel contesto di Industria 4.0 – si annovera anche la banda ultra larga;
molte regioni italiane – fra cui le Marche – su questo tema sono in netto ritardo, ponendo l’Italia nell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società al 25o posto tra i 28 Paesi della Unione europea e le Marche sono addirittura al di sotto della media nazionale;
nel 2015 i marchigiani che viaggiavano in banda larga (30 mega al secondo) erano il 16,3 per cento contro il 35,4 per cento del resto d’Italia;
secondo il Centro studi della Confederazione nazionale dell’artigianato e delle piccole e medie imprese (CNA), le famiglie italiane raggiunte dalla banda larga dovrebbero raddoppiare (67 per cento) ma si rimarrà bloccati sul 16,3 per cento e bisognerà aspettare fino al 2018 per arrivare al 62,1 per cento di copertura del territorio, mentre l’Italia arriverà all’88,4 per cento. Solo nel 2020 si centrerà il 100 per cento;
da larga ad ultra larga la questione si complica: è sempre la CNA a monitorare in rete la velocità di crociera: solo l’1 per cento del territorio marchigiano è tarato per procedere a 100 mega al secondo, rispetto ad una media nazionale che si assesta sul 10,1 per cento;
nella regione, secondo l’stat, le imprese che dispongono di un sito o di una pagina web sono il 78,4 per cento ma solo il 10,4 per cento di queste imprese nel 2015 ha fatto vendite on line, il 28,8 per cento ha acquistato on line e solo l’11,6 per cento in rete coi fornitori;
il Ministro allo sviluppo economico, Carlo Calenda, ha descritto Industria 4.0 come un obiettivo ed una cultura industriale cui l’Italia dovrà uniformarsi in segno di sfida –:
come il Ministro interrogato intenda agevolare e sostenere le regioni italiane nello sviluppare gli obiettivi di Industria 4.0;
se il Ministro interrogato non intenda sviluppare politiche dedicate alla digitalizzazione. (4-13819)