Interrogazione SI-SEL su lavoratori marittimi – 20 marzo 2017

E’ stata presentata una interrogazione a firma dell’On. Paglia (SI-SEL, Comm. Finanze) in cui si chiede al Governo come intenda adoperarsi affinché lo Stato Italiano adotti una normativa di recepimento più favorevole ai propri lavoratori marittimi.

Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

PAGLIA. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
uno dei requisiti affinché i lavoratori marittimi possano svolgere il proprio lavoro sulle navi consiste nel possesso del certificato di competenza Imo Stcw;
   tale certificato, rilasciato e rinnovato dalle capitanerie di porto, suggella le competenze specifiche che i lavoratori marittimi debbono possedere;
   nel corso degli ultimi mesi e anni, attraverso emendamenti alla convenzione Stcw del 1978, direttive europee, decreti legislativi promulgati e attuati nei vari Paesi, circolari del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si è prodotta una confusione normativa che sta creando diffuse preoccupazioni nel comparto dei lavoratori marittimi;
   in particolare, la circolare del 13 ottobre 2016 pone una serie di paletti piuttosto discutibili, che stanno generando esitazioni nelle capitanerie di porto e incertezza tra i lavoratori, laddove raccomanda tempi piuttosto esigui (entro il primo trimestre del 2017) «per l’adeguamento dei certificati ai marittimi impiegati sul traffico internazionale», ponendo come base obbligatoria per il rinnovo un «corso direttivo per primi ufficiali, comandanti e direttori di macchina», che in concreto vuol dire frequentare corsi tra le 300 e le 570 ore per poter vedersi rinnovato il certificato di competenza;
   la regolare durata dei certificati in oggetto consta di 5 anni ed è stata recentemente ribadita da una sentenza del Tar del Lazio (n. 06619/2016) che ha stabilito che i certificati conformi ai requisiti «abilitanti alle funzioni di comandante, direttore di macchina, ufficiali di coperta e di macchina ed il relativo rinnovo hanno validità di sessanta mesi o fino a quando gli stessi sono revocati, sospesi od annullati»;
   tale situazione ha prodotto una mobilitazione dei lavoratori marittimi e dei sindacati di categoria che esigono una maggiore sburocratizzazione del sistema anche al fine dei necessari adeguamenti alle disposizioni internazionali, una diversa concezione dei percorsi di formazione che tenga conto delle esperienze e delle competenze maturate dai lavoratori sul campo nel corso degli anni, una comparazione con quel che accade in altri paesi europei sullo stesso versante –:
   come intenda adoperarsi affinché lo Stato Italiano adotti una normativa di recepimento più favorevole ai propri lavoratori marittimi;
   se non sia il caso di garantire un congruo riconoscimento all’importanza strategica del lavoro marittimo per il nostro Paese, anche attraverso la dotazione di un dipartimento specifico interno al Ministero che si occupi esclusivamente di questo settore in funzione di una sua valorizzazione. (4-15961)