Interrogazione Si-SEL-Pos su stanziamenti risanamento ambientale ILVA – 7 novembre 2017

E’ stata presentata una interrogazione a prima firma dell’On. Pastorino (Si-SEL-Pos, Comm. Bilancio) in cui si chiedono chiarimenti circa lo stanziamento previsto dal Dl 191/2015, destinato al risanamento ambientale di Ilva, che sarà invece utilizzato per il finanziamento di altre misure che nulla hanno a che fare con il piano suindicato, come disposto dal Dl Fiscale.
Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

PASTORINO, BRIGNONE, CIVATI e ANDREA MAESTRI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
   con riferimento allo stanziamento di 800 milioni di euro disposto dal decreto n. 191 del 2015 a favore del Gruppo Ilva, è stato previsto che una somma pari a 534 milioni di euro sarebbe stata da erogarsi tra il 2016 e il 2017 quale prestito ponte destinato al gruppo siderurgico Ilva di Taranto;
   tali somme erano destinate esclusivamente all’attuazione e realizzazione di un Piano di tutela ambientale e sanitaria del gruppo siderurgico;
   tuttavia, si apprende che lo stanziamento, che era destinato al risanamento ambientale di Ilva, sarà invece utilizzato, come previsto dal decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2018, (decreto-legge del 16 ottobre 2017 n. 148) pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 242 del 2017, per il finanziamento di altre misure che nulla hanno a che fare con il piano suindicato;
   in particolare, considerando le disposizioni del suddetto decreto-legge (articolo 20, comma 5, lettere f e g) si apprende che due quote del prestito (200 milioni e 334 milioni) sono state inserite in capitoli di spesa, come la copertura della rottamazione delle cartelle esattoriali;
   nei mesi scorsi, dopo i pareri dei commissari e del comitato di vigilanza, è stato dato il via alla trattativa per la cessione del gruppo Ilva ad Am Investco;
   Il Ministro dello sviluppo economico dava rassicurazioni, oltre che con riferimento al sostegno al reddito dei lavoratori in esubero, anche per il risanamento ambientale dell’Ilva, dichiarando: «useremo tutti i margini previsti per conseguire i risultati migliori in termini occupazionali, ambientali e finanziari», tali affermazioni lasciano alquanto scettici i diretti interessati;
   nel mese di luglio 2017 i nuovi investitori, inoltre, comunicavano che avrebbero messo a disposizione 1,1 miliardi di euro per realizzare il Piano ambientale previsto dal loro piano industriale, per attuare il quale è stato previsto un altro miliardo e 83 milioni di euro provenienti dall’accordo intervenuto con i precedenti proprietari;
   quest’ultima cifra doveva essere utilizzata per bonificare e decontaminare le zone esterne a quelle trasferite ad Am Investco per riportare Ilva a una situazione precedente a quella ivi cui erano avvenuti i danni ambientali causati dalla precedente gestione;
   tuttavia, ai primi di ottobre 2017, il Ministro dello sviluppo economico dichiarava la sua decisione di fermare subito la trattativa su Ilva con il gruppo Arcelor Mittal, azionista leader di Am Investco Italy –:
   quali siano i motivi che inno portato il Governo a dirottare la copertura finanziamento di cui al decreto n. 191 del 2015 destinato al risanamento ambientale del polo industriale Ilva ad altre misure;
   quali forme di tutela del territorio s’intendano mettere in atto in attesa che il polo industriale di Taranto sia ceduto a nuova gestione.
(5-12627)