Interrogazione Si-SEL-Pos su mappatura rischio industriale – 7 novembre 2017

E’ stata presentata  una interrogazione a prima firma dell’On. Maestri (Si-SEL-Pos, Comm. Giustizia) in cui si chiedono al Governo i motivi del mancato aggiornamento dell’inventario nazionale degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante e conseguentemente della mappatura del rischio industriale in Italia.

Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

ANDREA MAESTRI, CIVATI, BRIGNONE e PASTORINO. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
   l’aggiornamento della mappatura del rischio industriale in Italia, a livello nazionale e regionale, è un compito dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale);
   la mappa permette di conoscere l’entità e la distribuzione territoriale dei fattori di rischio di incidenti rilevanti legati alle attività industriali e il suo aggiornamento è dunque un presupposto importante alla ricerca e all’attuazione dei diversi strumenti di prevenzione e di controllo dei rischi;
   per l’elaborazione di tale mappa l’articolo 15 del decreto legislativo n. 334 del 1999 predispose – nei limiti delle risorse finanziarie previste – presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che ne curava l’aggiornamento in collaborazione con l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (Anpa) divenuta oggi Ispra, l’inventario degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti. L’inventario si basava sulle informazioni, tratte dalle notifiche e dalle schede d’informazione alla popolazione (Allegato V del decreto legislativo n. 334 del 1999), fornite dai gestori degli stabilimenti e pervenute al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare a partire dall’ottobre 2000 e, successivamente all’entrata in vigore del decreto, è stato continuamente aggiornato mediante le informazioni pervenute da parte anche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, delle regioni, delle prefetture e altro;
   l’inventario, aggiornato, permetterebbe di avere a disposizione una serie di notizie (dati identificativi dell’azienda e dello stabilimento, attività, ubicazione geografica e georeferenziazione, sostanze detenute con i rispettivi quantitativi e altro): importanti elementi preliminari per la determinazione del rischio potenziale per la popolazione e l’ambiente derivante dalla presenza nelle vicinanze di una determinata industria classificata ai sensi dell’articolo 6/7 e dell’articolo 8 del decreto legislativo n. 334 del 1999;
   a seguito dell’entrata in vigore della direttiva 2012/18/UE (Seveso III), il decreto di recepimento della stessa, il decreto legislativo n. 105 del 2015, all’articolo 5 ha stabilito di affidare all’Ispra il compito di predisporre e aggiornare l’Inventario, di cui il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha mantenuto l’indirizzo e il coordinamento. A regime doveva essere utilizzato anche per la trasmissione da parte dei gestori delle notifiche per permettere all’Ispra di verificarne la completezza e la conformità e consentire la comunicazione di informazioni corrette alla Commissione europea ai sensi dell’articolo 21 comma 3 della Direttiva e della decisione europea 895/2014. Il decreto ha anche suddiviso gli stabilimenti in due grandi gruppi, gli stabilimenti di «soglia inferiore» in cui sono presenti cioè quantità inferiori di sostanze pericolose, e stabilimenti di «soglia superiore» in cui le sostanze pericolose sono presenti in quantità più elevate;
   risulta però agli interroganti che sul sito del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare la pagina dedicata all’inventario – diventato Inventario nazionale degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante – sia aggiornata al 31 maggio 2015, nonostante sia riportato che «L’elenco viene aggiornato semestralmente. A seguito dell’entrata in vigore del D.lgs. 105/2015, gli aggiornamenti successivi al 1° giugno 2015 saranno effettuati a partire dal mese di giugno 2016». Così come risulta che sul sito dell’Ispra, la pagina relativa alla Mappatura del rischio industriale in Italia contiene dati aggiornati al 30 aprile 2015 –:
   se il Governo intenda chiarire i motivi del mancato aggiornamento dell’inventario nazionale degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante e conseguentemente della mappatura del rischio industriale in Italia;
   se non ritenga opportuno e urgente assumere iniziative volte a stanziare le risorse necessarie affinché vengano entrambi aggiornati per l’importanza che rivestono ai fini della ricerca e dell’attuazione dei diversi strumenti di prevenzione e di controllo dei rischi.
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