interrogazione SI-SEL-POS su criticità programma alternanza scuola-lavoro – 6 giugno 2017

E’ stata presentata una interrogazione a risposta scritta da parte del Gruppo SI-SEL-Pos (prima firmataria, On. Brignone, Comm. Affari sociale) che, riprendendo l’inchiesta de L’Espresso sui meccanismi di alternanza scuola-lavoro, evidenzia i limiti dell’attuale sistema, i divari esistenti tra il Nord e il Sud del Paese e l’impossibilità per i docenti di valutare correttamente le competenze degli allievi poiché non dotati di strumenti adeguati.

Di seguito, il testo dell’interrogazione.

BRIGNONE, CIVATI, ANDREA MAESTRI e PASTORINO. — Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
   il piano «alternanza scuola-lavoro» da 200 ore per ogni studente del liceo e da 400 ore per gli studenti degli istituti tecnici e professionali, con l’obiettivo di portare i ragazzi in azienda, è stato introdotto con la riforma della scuola di cui alla legge n. 104 del 2015;
   l’alternanza scuola-lavoro è stata avviata lo scorso anno con 653 mila alunni; nel 2018 una volta a regime il programma riguarderà un milione e mezzo di studenti;
   tuttavia, da un’inchiesta pubblicata nei giorni scorsi dal settimanale L’Espresso, emerge che l’alternanza scuola lavoro non ha prodotto i risultati desiderati in termini di occupazione dopo il conseguimento del diploma di maturità;
   inoltre, viene evidenziato che solo nelle regioni del Nord, in qualche caso, i neo diplomati sono riusciti a inserirsi nel mondo del lavoro, mentre nelle regioni del Centro-sud, i giovani, sono costretti a dover ripiegare su una occupazione che non consente né garanzie future di lavoro né tanto l’ottenimento dei diritti dei lavoratori;
   in quasi tutti i casi di alternanza scuola-lavoro, gli studenti vengono impiegati per mansioni superflue o vengono loro affidati compiti di bassissimo rilievo che quindi non consentono di acquisire le conoscenze e l’approfondimento necessario per introdursi nel mondo del lavoro;
   va sottolineato che la legge n. 104 del 2015, in merito all’alternanza obbligatoria tra studi ed esperienze lavorative per gli enti degli ultimi tre anni delle superiori, dall’anno scolastico 2017/2018, sarà materia dell’esame di Stato;
   pur accogliendo positivamente la decisione del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di mettere a disposizione circa cento milioni di euro per la formazione dei professori-tutor inserendo, tra l’altro, tra le strutture che possono ospitare i ragazzi associazioni del terzo settore, enti ecclesiastici e sportivi, che si vanno ad aggiungere ad aziende, camere di commercio e ordini professionali, purtroppo ad oggi gli effetti non sono stati quelli prefissati –:
   se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
   se trovi conferma quanto emerso dall’inchiesta pubblicata dall’Espresso per quanto attiene all’alternanza scuola-lavoro introdotta con la legge n. 104 del 2015;
   quali siano i motivi che hanno fatto emergere un divario tra Nord e Centro-sud in riferimento alle opportunità di occupazione post diploma di maturità;
   se non si ritenga opportuno avviare uno studio sull’effettivo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro, in modo da garantire agli studenti la giusta attribuzione di mansioni in relazione al tipo di studio scelto finalizzata all’acquisizione dell’esperienza e delle conoscenze necessarie per l’avviamento nel mondo del lavoro;
   quali iniziative intenda intraprendere per consentire alla scuola di valorizzare e valutare le competenze, considerato che gli insegnanti devono effettuare una valutazione sulle competenze, ma, allo stato attuale, ciò risulta quasi impossibile, poiché l’attuale alternanza scuola-lavoro non offre gli strumenti necessari ai docenti per dare valutazioni nel merito. (4-16834)