Interrogazione PD sul processo di riforma del fondo di garanzia per le Pmi – 31 marzo 2016

E’ stata presentata alla Camera dei Deputati  una interrogazione a risposta orale in Commissione a firma dell’On. Taranto (Pd – Comm. Attività produttive) che chiede al Ministro dello Sviluppo economico quali siano le linee guida, le modalità e i tempi previsti per il processo di riforma del fondo di garanzia per le Pmi, con particolare riferimento alla valorizzazione della controgaranzia, anche alla luce delle prospettive del recente contratto tra detto fondo ed il Fondo europeo per gli investimenti (Fei).

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Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

TARANTO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
il Fondo europeo per gli investimenti (Fei) e il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese hanno firmato in data 4 marzo 2016, un contratto di controgaranzia che, nell’ambito del programma Cosme, si avvale del sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis), fulcro piano di investimenti per l’Europa;
attraverso il contratto di controgaranzia – secondo quanto emerge dal comunicato ufficiale diffuso a margine della sua stipula – il Fondo di garanzia per le Pmi potrà sostenere «finanziamenti per oltre 1 miliardo di euro a favore di 20.000 piccole e medie imprese (PMI) italiane nel corso dei prossimi dodici mesi. Il Fondo di Garanzia sosterrà le PMI italiane tramite i confidi (società di mutua garanzia che forniscono garanzie alle PMI in Italia)»;
Jyrki Katainen vicepresidente della Commissione europea responsabile per il portafoglio «Occupazione, crescita, investimenti e competitività», ha così dichiarato: «L’Italia è molto impegnata nella conclusione delle convenzioni di finanziamento per le PMI nel quadro del Piano di investimenti: il numero di quelle stipulate in Italia è di gran lunga superiore a quelle concluse negli altri Stati membri. Si tratta di uno sviluppo particolarmente positivo in quanto le PMI sono la spina dorsale dell’economia italiana e non dovrebbero avere difficoltà di accesso ai finanziamenti necessari per i loro progetti. Spero che l’accordo firmato oggi e che gode del sostegno del FEIS consenta alle 20.000 piccole imprese di concretizzare le loro idee»;
in data 17 febbraio 2016, si è inoltre tenuto, presso il Ministero dello sviluppo economico, l’evento celebrativo dal titolo «500 mila garanzie. Il Fondo di garanzia per le PMI: un’eccellenza italiana»;
nella circostanza, Massimo Vivoli, presidente di Rete imprese Italia, ha così sintetizzato, in sede di intervento, i «punti cardine» dell’attesa riforma del Fondo di garanzia: «a) l’ampliamento della platea delle imprese beneficiarie anche mediante il passaggio al modello di rating interno, calibrando così gli accantonamenti; b) l’articolazione delle coperture del Fondo prevedendo misure crescenti all’aumentare della rischiosità dell’impresa; c) il ripristino del principio di neutralità del Fondo rispetto alla forma tecnica della garanzia rilasciata a Banche e Confidi»;
al riguardo, risultano di particolare interesse dati e valutazioni esposti nella «Relazione sugli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive», del settembre 2015, predisposta dal Ministero dello sviluppo economico – direzione generale per gli incentivi alle imprese, ove, tra l’altro, così si legge: «Nel periodo considerato (2008-2014), il Fondo… ha accolto complessivamente n. 368.692 operazioni finanziarie, con un corrispondente importo garantito dal Fondo superiore ai 32 miliardi di euro, che ha attivato un volume di nuovi finanziamenti per oltre 56 miliardi di euro»;
quanto all’evoluzione delle modalità di concessione delle garanzie, il ridimensionamento della controgaranzia a vantaggio della garanzia diretta è dovuto «ad una molteplicità di fattori – prosegue la Relazione – di diversa natura. In primo luogo, l’elevata operatività negli anni della crisi economica ha maggiormente esposto i confidi alle escussioni e all’assottigliamento del patrimonio, riducendone gradualmente il raggio di azione. La necessità di contrastare il restringimento del credito per le imprese, in secondo luogo, ha reso necessario un intervento del policy maker (Cfr. decreto Salva Italia in tema di coperture, importo massimo garantito, costi dell’operazione) che, se da un lato ha facilitato l’accesso al credito per le PMI, dall’altro lato ha reso più conveniente la modalità di concessione mediante “Garanzia diretta”. In terzo luogo, infine, per le banche, in virtù della ponderazione al 100 per cento della garanzia dei confidi (in virtù del duplice downgrading del rating sull’Italia), in termini generali, in assenza dell’intervento del Fondo, diventa meno apprezzabile, in ottica comparativa, il valore della garanzia dei confidi»;
la relazione sintetizza, inoltre, l’esercizio di valutazione sul fondo di garanzia condotto, nel corso del 2014 e nei primi mesi del 2015, dal dipartimento di economia e statistica della Banca d’Italia, così annotando: «Sulla scorta dei risultati dell’esercizio valutativo, lo studio condotto da Banca d’Italia avanza tre principali indirizzi di policy, in termini di cambiamenti nel funzionamento dello strumento. In primo luogo, adottare criteri di accesso alla garanzia meno stringenti al fine di estendere ad un numero più ampio di imprese gli effetti positivi osservati. Introdurre meccanismi volti a favorire un beneficio in termini di minor tasso di interesse applicati ai finanziamenti garantiti dal Fondo. Rafforzare, infine, gli strumenti di valutazione del rischio di credito delle imprese e raffinare i meccanismi di selezione utilizzati dalle banche rispetto ai beneficiari»;
i dati relativi all’esercizio 2015 segnalano, ancora, oltre 100 mila domande di finanziamento accolte ed oltre 66 mila imprese garantite; oltre 15 miliardi di finanziamenti ed oltre 10 miliardi di importi garantiti;
nel complesso, dunque, attività ed esigenze di riforma del fondo di garanzia si confermano questioni decisive nel contesto di uno scenario in cui, in Italia, «… l’uscita graduale dalla recessione – come si legge nel Rapporto sulla stabilità finanziaria, pubblicato, a novembre 2015, da Banca d’Italia – favorisce un graduale ritorno alla crescita del credito al settore privato; se valutato in rapporto al prodotto, tale credito rimane tuttavia assai inferiore ai valori medi di lungo periodo» –:
quali siano le linee guida, le modalità e i tempi previsti per il processo di riforma del fondo di garanzia per le Pmi, con particolare riferimento alla valorizzazione della controgaranzia, anche alla luce delle prospettive del recente contratto tra detto fondo ed il Fondo europeo per gli investimenti (Fei). (5-08286).