Interrogazione PD su contribuzione volontaria dei dipendenti privati – 7 giugno 2017

E’ stata presentata  una interrogazione a risposta in Commissione da parte del PD (prima firmataria On. Gnecchi, Capogruppo Comm. Lavoro) in merito alle difficoltà nel riconoscimento al momento del pensionamento dei lavoratori dipendenti del settore privato di tutta la contribuzione che verrebbe in ogni caso riconosciuta loro al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia.

Di seguito, il testo dell’interrogazione.

GNECCHI, PATRIZIA MAESTRI, BARUFFI, BOCCUZZI, INCERTI, CASELLATO, GIACOBBE, PARIS e MIOTTO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
   l’unica gradualità per l’accesso a pensione nell’articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011 (la cosiddetta manovra «Salva Italia») è definita dal comma 15-bis:
    «15-bis. In via eccezionale, per i lavoratori dipendenti del settore privato le cui pensioni sono liquidate a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima: a) i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 i quali avrebbero maturato, prima dell’entrata in vigore del presente decreto, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012 ai sensi della tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, possono conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento di un’età anagrafica non inferiore a 64 anni; b) le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia oltre che, se più favorevole, ai sensi del comma 6, lettera a), con un’età anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino entro il 31 dicembre 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla medesima data conseguano un’età anagrafica di almeno 60 anni»;
   le circolari dell’INPS 35/2012 e 196/2016 ne hanno limitato la possibilità di utilizzo; è stato previsto obbligatoriamente l’essere occupati nel privato il 28 dicembre 2011; con la successiva circolare è stato stabilito che per il raggiungimento del requisito contributivo sono esclusi dal computo i periodi di contribuzione volontaria, di contribuzione figurativa maturata per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato e da riscatto non correlato ad attività lavorativa, limitazioni che non sono presenti nel testo della norma e quindi nella volontà del legislatore;
   di seguito si riportano casi concreti di respingimento di domanda di pensione presentate ai sensi della norma eccezionale citata in premessa: signora P.I. – Codice fiscale: PLTVNI 52P68A059R – età 64 anni – 20 anni di contribuzione (1041 settimane), esclusa perché ha 10 settimane di contribuzione volontaria, ha solo contribuzione da lavoratrice dipendente nel privato e l’autorizzazione alla contribuzione volontaria è ovviamente prevista per la dipendente come prosecutrice volontaria nel settore privato; signor C.G. – codice fiscale: CNTGNN 52L13E573Z – età 64 anni – 38 anni di contribuzione, escluso perché ha 65 settimane di contribuzione per servizio militare obbligatorio;
   i casi citati servono solo come esempi verificabili, ma ve ne sono tanti, anche esclusioni per maternità fuori dal rapporto di lavoro; si è sicuri che questa non fosse la volontà del legislatore; la norma peraltro aveva previsto una platea di 55000 persone e ad oggi solo 17000 sono state le domande accolte;
   la prosecuzione volontaria viene autorizzata in base alla contribuzione versata nei vari settori di lavoro, quindi è riconducibile alla tipologia di lavoro il riscatto del periodo di laurea fino al 2008 si poteva chiedere solo se già occupati, la contribuzione figurativa per disoccupazione esiste solo per il settore privato fino alla nascita della «Discoll» –:
   se non ritenga il Ministro interrogato di intervenire urgentemente nei confronti dell’Inps, affinché sia considerata al momento del pensionamento dei lavoratori dipendenti del settore privato tutta la contribuzione che verrebbe in ogni caso riconosciuta agli stessi al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia. (5-11526)