Interrogazione Pd su alternanza scuola/lavoro – 27 giugno 2017

E’ stata presentata una interrogazione a prima firma dell’On. Gribaudo (Pd, Comm. Lavoro) in cui si chiede al Governo se non ritenga di assumere iniziative per favorire da parte delle imprese l’adozione di contratti di lavoro formativo maggiormente strutturati e che garantiscano maggiori diritti e tutele, quale ad esempio l’apprendistato, nonché una più equa retribuzione basata su quanto stabilito dalla contrattazione collettiva, al contempo rivedendo la disciplina sui tirocini curriculari, al fine di dare alla stessa maggiore uniformità e proficuità a beneficio degli studenti che necessitano di orientamento e di partecipare ad attività realmente formative per i loro percorsi scolastici, accademici e professionali.

Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

  GRIBAUDO, GNECCHI, PARIS, PATRIZIA MAESTRI, ARLOTTI, ALBANELLA e CINZIA MARIA FONTANA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
   il 25 maggio 2017 la Conferenza Stato-regioni ha approvato le nuove «Linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento», ai sensi dell’articolo 1 commi da 34-36, della legge n. 92 del 2012;
   tali linee guida prevedono che il tirocinio di formazione e orientamento attivabile da neolaureati e neodiplomati nei primi 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio abbia una durata che passa dai 6 mesi della precedente normativa a ben 12 mesi, con un importo minimo dell’indennità di partecipazione per il tirocinante di soli 300 euro;
   viene previsto inoltre che sia possibile attivare un tirocinio anche nell’ipotesi in cui il tirocinante abbia svolto prestazioni di lavoro accessorio per il medesimo soggetto ospitante per non più di 30 giorni, anche se non consecutivi, nei sei mesi precedenti l’attivazione;
   viene esclusa la cumulabilità di tirocini extra-curriculari con tirocini curriculari, permettendo così un’espansione imprevedibile dei tirocinanti nelle aziende, vista anche la desueta normativa oggi in vigore per i tirocini curriculari; vengono inoltre sommati (dipendenti a tempo determinato ai dipendenti a tempo indeterminato per il calcolo dei tirocinanti ammessi nello stesso soggetto ospitante, con ulteriori clausole di deroga ai limiti nel caso di assunzione di precedenti tirocinanti;
   il monitoraggio previsto all’articolo 13 e contenuto anche nell’accordo del 24 gennaio 2013 è stato completamente disatteso in questi anni e non esistono oggi dati nazionali sul numero di tirocinanti attivi, ad esclusione dei report di «Garanzia Giovani»; viene inoltre indicata nel suddetto articolo la partecipazione di Italia Lavoro alla redazione del report nazionale, la cui denominazione è oggi Anpal-Servizi e vede oggi a rischio 800 unità a tempo determinato;
   il tirocinio si prefigura così come un taglio del costo del lavoro per le imprese e come uno strumento alternativo ai più strutturati e coerenti percorsi previsti dai contratti di apprendistato, mancando inoltre il naturale legame di questa normativa con l’alternanza scuola-lavoro e risultando assente una revisione dei tirocini curriculari –:
   se non ritenga di assumere iniziative per la modifica delle norme sopra descritte, nell’ottica di favorire da parte delle imprese l’adozione di contratti di lavoro formativo maggiormente strutturati e che garantiscano maggiori diritti e tutele, quale ad esempio l’apprendistato, nonché una più equa retribuzione basata su quanto stabilito dalla contrattazione collettiva, al contempo rivedendo la disciplina sui tirocini curriculari, al fine di dare alla stessa maggiore uniformità e proficuità a beneficio degli studenti che necessitano di orientamento e di partecipare ad attività realmente formative per i loro percorsi scolastici, accademici e professionali.