Interrogazione On. Rizzetto (FdI) sui Fondi interprofessionali – 21 giugno 2016

E’ stata presentata in Commissione una interrogazione a risposta orale  a firma dell’On. Rizzetto (FdI – Comm. Lavoro) sui fondi interprofessionali.

Analisi
L’interrogante rileva che, come evidenziato dall’AGCM, risulta evidente la necessità di provvedere ad eliminare le carenze e le procedure distorte del sistema che troppo spesso comportano abusi e pratiche illegittime da parte dei fondi interprofessionali, che pregiudicano spesso aziende ed enti di formazione, e danno luogo ad un utilizzo irregolare, quando non illegittimo, delle risorse destinate alla formazione.

Si chiede quindi al Ministro del Lavoro Poletti quali iniziative di competenza abbia adottato e/o debba ancora adottare il Ministero per porre in essere le misure richieste dall’Antitrust, con il parere pubblicato nel bollettino n. 15 del 9 maggio 2016, per rimuovere le segnalate criticità dal sistema di gestione dei fondi interprofessionali per il finanziamento dei piani formativi aziendali.
Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

RIZZETTO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
l’interrogante con precedenti atti di sindacato ispettivo ha denunciato le gravi criticità che governano il sistema di gestione dei fondi interprofessionali per il finanziamento dei piani formativi aziendali e ha sollecitato l’urgente adozione di interventi normativi che escludano abusi e prevedano: un adeguato sistema di controllo sull’utilizzo delle risorse finanziarie che provengono dalle società iscritte al fondo; la stipula di contratti ad enti ed imprese per regolare il rapporto con i fondi; un sistema più trasparente, che, tra l’altro, stabilisca la possibilità per tutti gli attori coinvolti, aziende comprese, di accedere ai dati; inoltre, l’interrogante, il 3 ottobre 2014, ha presentato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, segnalando le condotte illegittime e distorsive che dominano la disciplina e l’operatività dei fondi interprofessionali. L’Antitrust ha esaminato la predetta denuncia e dopo un’istruttoria, nella sua adunanza del 13 aprile 2016, ha ritenuto di inviare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e all’Inps un parere – pubblicato nel bollettino n. 15 del 9 maggio 2016 ai sensi dell’articolo n. 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, richiedendo in sostanza misure che comportino maggiore trasparenza nel sistema di gestione dei fondi;
il parere dell’Antitrust contiene una serie di misure per eliminare le criticità riscontrate dal punto di vista delle dinamiche concorrenziali, nel mercato dei servizi formativi finanziati dai fondi. Dalle analisi che il Garante ha effettuato è infatti emerso che non tutti i fondi provvedano ad esternalizzare attività di propria pertinenza attraverso meccanismi ad evidenza pubblica in linea con la normativa in materia di appalti pubblici. Al riguardo, è stato evidenziato nel parere che i fondi sono da considerarsi alla stregua di organismi di diritto pubblico, in conformità alla normativa in materia di appalti pubblici; pertanto, ogni rapporto negoziale che vige a titolo oneroso e in regime di esternalizzazione con soggetti terzi, deve essere regolamentato da un contratto scritto di diritto pubblico stipulato a fronte di un’idonea e regolare procedura selettiva ad evidenza pubblica;
l’Antitrust ha riscontrato una serie di lacune nelle procedure dei fondi ai fini dell’approvazione dei piani formativi da finanziare, rilevando che tali criticità hanno un impatto negativo sul complessivo funzionamento del sistema e impediscono un utilizzo efficiente delle risorse destinate alla formazione. A parere del Garante, quindi, i fondi devono prestabilire dettagliatamente: tutti i presupposti richiesti per ottenere l’approvazione dei piani formativi; le modalità e le tempistiche entro cui i fondi si impegnano ad approvare i piani formativi; le modalità e le tempistiche entro cui si impegnano a richiedere eventuali integrazioni e/o a esaminare i riscontri alle integrazioni richieste; le modalità per rendicontare l’esecuzione dei piani formativi autorizzati per la liquidazione dei finanziamenti;
l’Autorità ha rilevato, dunque, l’eccessiva discrezionalità da parte dei fondi in sede di valutazione dei piani proposti che determina disparità e svantaggi competitivi, in mancanza di procedure e tempi certi agli interlocutori negoziali;
in considerazione delle conclusioni dell’Antitrust, è evidente l’urgente necessità di provvedere ad eliminare le carenze e le procedure distorte del sistema che troppo spesso comportano abusi e pratiche illegittime da parte dei fondi, che pregiudicano spesso aziende ed enti di formazione, e danno luogo ad un utilizzo irregolare, quando non illegittimo, delle risorse destinate alla formazione –:
se e quali iniziative di competenza abbia adottato e/o debba ancora adottare il Ministero per porre in essere le misure richieste dall’Antitrust, con il parere pubblicato nel bollettino n. 15 del 9 maggio 2016, per rimuovere le segnalate criticità dal sistema di gestione dei fondi interprofessionali per il finanziamento dei piani formativi aziendali. (5-08937)