Interrogazione On. Mucci su delibera CIPE per voucher digitalizzazione PMI

E’ stata presentata un’interrogazione a risposta in Commissione a firma dell’On. Mucci (CI, Comm.ne Agricoltura) che chiede ai Ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia quali iniziative intendano adottare affinché venga al più presto emanata la delibera del Cipe per determinare l’ammontare delle risorse destinate alle misure per favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento delle piccole e medie imprese.

Analisi
L’interrogante ricorda che l’articolo 6, comma 1, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 prevede l’adozione di interventi per il finanziamento a fondo perduto, tramite voucher di importo non superiore a 10.000 euro, concessi per le piccole e medie imprese per l’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il miglioramento dell’efficienza aziendale e la modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, la connettività a banda larga e ultralarga, la formazione qualificata del personale. Si rimette ad un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze la determinazione dell’ammontare dell’intervento nella misura massima di 100 milioni di euro, ripartita dal Cipe tra le regioni in misura proporzionale al numero delle imprese registrate presso le camere di commercio di ciascuna regione.

Con decreto ministeriale 7 luglio 2016 è determinato in poco più di 32 milioni di euro l’ammontare delle risorse per la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologiche delle piccole e medie imprese a carico della programmazione 2014-2020, ripartite dal Cipe tra le regioni «meno sviluppate» e «in transizione». L’individuazione delle restanti risorse per le altre regioni, a valere sul fondo sviluppo e coesione, è demandata ad apposita delibera del Cipe che ne definisce anche le modalità di ripartizione. Alla luce di questo, si chiede di sapere:

 quali iniziative i Ministri interrogati intendono adottare affinché venga al più presto emanata la delibera del Cipe per determinare l’ammontare delle risorse destinate alle misure per favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento delle piccole e medie imprese nelle restanti regioni italiane e rendere finalmente operativi i suddetti finanziamenti non solo nel Mezzogiorno ma anche nelle regioni del centro-nord.

Di seguito il testo dell’interrogazione.

MUCCI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
   l’articolo 6, comma 1, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, al fine di favorire la digitalizzazione, la connettività e l’ammodernamento tecnologico delle piccole e medie imprese, nell’ambito di apposito programma operativo nazionale della programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari, prevede l’adozione di interventi per il finanziamento a fondo perduto, tramite voucher di importo non superiore a 10.000 euro, concessi per le piccole e medie imprese per l’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il miglioramento dell’efficienza aziendale e la modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, la connettività a banda larga e ultralarga, la formazione qualificata del personale;
   i commi 2 e 3 del medesimo articolo 6 intervengono sulle modalità attuative dell’erogazione dei contributi;
   in particolare, il comma 2 rimette a un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la coesione sociale, il Ministro per gli affari regionali e il Ministro dello sviluppo economico, la determinazione dell’ammontare dell’intervento nella misura massima di 100 milioni di euro, a valere sulle risorse della programmazione 2014-2020 o della collegata pianificazione dei fondi strutturali comunitari (fruibili solo a seguito dell’approvazione da parte della Commissione europea del programma operativo nazionale relativo alla competitività di competenza del Ministero dello sviluppo economico), previa verifica della coerenza con le linee di intervento previste dalla medesima programmazione. La somma così individuata è ripartita dal Cipe tra le regioni in misura proporzionale al numero delle imprese registrate presso le camere di commercio di ciascuna regione;
   il successivo comma 3 prevede che, con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, siano stabiliti lo schema standard di bando e le modalità di erogazione dei suddetti contributi;
   con decreto ministeriale 23 settembre 2014 sono stabilite le modalità di attuazione relative al contributo di cui al citato articolo 6 del decreto-legge «Destinazione Italia». In particolare, l’articolo 8 di tale decreto ministeriale rinvia ad un decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello sviluppo economico la definizione dei moduli da utilizzare per presentare la domanda di accesso al contributo e dei termini di apertura dello sportello telematico, oltre all’indicazione del riparto su base regionale delle risorse finanziarie disponibili;
   con decreto ministeriale 7 luglio 2016 è determinato in poco più di 32 milioni di euro l’ammontare delle risorse per la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologiche delle piccole e medie imprese a carico della programmazione 2014-2020, ripartite dal Cipe tra le regioni «meno sviluppate» e «in transizione». L’individuazione delle restanti risorse per le altre regioni, a valere sul fondo sviluppo e coesione, è demandata ad apposita delibera del Cipe che ne definisce anche le modalità di ripartizione;
   l’ufficio investimenti per l’ambiente, le imprese e le aree urbane del Cipe, a quanto risulta all’interrogante, ha reso noto che la delibera attesa da parte del Cipe era prevista all’ordine del giorno del 3 marzo 2017, dal quale però è stata espunta –:
   quali iniziative i Ministri interrogati intendono adottare affinché venga al più presto emanata la delibera del Cipe per determinare l’ammontare delle risorse destinate alle misure per favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento delle piccole e medie imprese nelle restanti regioni italiane e rendere finalmente operativi i suddetti finanziamenti non solo nel Mezzogiorno ma anche nelle regioni del centro-nord. (5-11586).