Interrogazione MDP su joint venture Thyessen Krupp e Tata Steel – 27 settembre 2017

E’ stata presentata una interrogazione a risposta scritta del Sen. Candiani (LN, Comm. Agricoltura) in merito alla joint venture paritaria tra Thyessen Krupp e Tata Steel, che avrebbe escluso la Acciai speciali Terni (Ast).

Di seguito il testo dell’interrogazione.

CANDIANI – Al Ministro dello sviluppo economico – Premesso che:
la probabile fusione, attraverso una joint venture in Europa, tra Thyssen-Krupp e Tata è destinata a cambiare l’assetto mondiale del mercato dell’acciaio;
l’accordo dovrebbe perfezionarsi entro il 2018 con la nascita di un gruppo europeo dell’acciaio, secondo dopo Arcelor Mittal, con 15 miliardi di euro di ricavi presunti e 21 milioni di tonnellate di acciaio prodotte annualmente;
la fusione tra i due gruppi, che prevede sinergie annuali tra i 400 e i 600 milioni di euro, porterà a 4.000 tagli di personale, ripartiti a metà tra Thyssen-Krupp e Tata; in totale il nuovo gruppo conterà 48.000 addetti, divisi in 34 siti produttivi;
in Italia, Thyssen-Krupp è tra l’altro proprietaria dell’Acciai speciali Terni. L’azienda, unica in Italia a produrre laminati, riveste un ruolo strategico per l’economia nazionale ed europea in riferimento alla produzione di acciai speciali, contribuendo da sola al 15 per cento del Pil regionale ed occupando, fra manodopera e indotto, circa 5.000 lavoratori;
al momento il polo siderurgico ternano sembra che sia escluso dalla trattativa in atto ma è evidente, dato il ruolo che lo stesso ricopre nel panorama dell’industria siderurgica, la necessità di un coinvolgimento della città, delle istituzioni locali e dei sindacati;
nell’ultimo decennio, la produzione dell’acciaio in Europa ha registrato un fortissimo calo a fronte della crescita della quantità di acciaio prodotta in altri Paesi come la Cina, favorita dall’applicazione di costi estremamente bassi; per tale ragione sul futuro della siderurgia italiana ed europea aleggia un clima di profonda preoccupazione, che inevitabilmente per l’azienda AST di Terni è amplificato dall’eventuale perfezionamento dell’accordo tra Thyssen-Krupp e Tata;
l’area ternana nel suo insieme è un distretto produttivo con caratteristiche peculiari e strategiche, vista l’integrazione del polo siderurgico e quello chimico e meccanico; appare quindi urgente adottare ogni iniziativa di salvaguardia della realtà produttiva ed occupazionale del polo siderurgico di Terni;
l’eventuale ridimensionamento rappresenterebbe un altro colpo alla politica industriale italiana, mettendo in luce la farraginosità dell’azione del Governo nell’adottare una seria iniziativa di rilancio non solo del settore siderurgico, nel quale l’Italia è sempre stata leader, ma dell’intero sistema industriale del Paese,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per favorire una concertazione tra tutti i soggetti interessati, al fine di fare chiarezza sul futuro dello stabilimento Thyssen-Krupp AST di Terni, alla luce della fusione ormai prossima con il gruppo Tata, a garanzia della salvaguardia del polo industriale ternano, di valore strategico per l’economia italiana, e degli attuali livelli occupazionali;
quali siano gli orientamenti in merito alla necessità di attuare, in tempi rapidi, una seria politica di rilancio della produzione italiana dell’acciaio e alle ricadute che la fusione tra Thyssen-Krupp e Tata possa generare per il sistema industriale ed occupazionale del territorio italiano.