Interrogazione M5s su SEN e capacity market – 26 settembre 2017

E’ stata presentata  una interrogazione a prima firma del Sen. Girotto (M5S, Comm. Industria) in merito al capacity market, con cui si chiede al Governo di ripensare il meccanismo di remunerazione della capacità da impianti termoelettrici, preferendo un’apertura preliminare alle fonti rinnovabili e tenendo in conto nelle procedure d’asta dei costi per le esternalità ambientali.

Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

GIROTTO, CASTALDI, CAPPELLETTI, LEZZI, GIARRUSSO, NUGNES, PAGLINI, PUGLIA – Al Ministro dello sviluppo economico – Premesso che:
il documento SEN (Strategia energetica nazionale), posto in consultazione pubblica dal 12 giugno 2017, a pagina 15 riporta che “I nuovi obiettivi di crescita delle rinnovabili al 2030 rendono ancora più utile l’avvio del capacity market per garantire l’adeguatezza del sistema, mantenendo la disponibilità della potenza a gas ancora necessaria, con priorità per quella flessibile e sollecitando nuove risorse (rinnovabili, accumuli, domanda attiva) per aumentare la flessibilità del sistema. Il capacity market, che si prevede di avviare nel 2018, permetterà al TSO di approvvigionarsi di risorse a medio-lungo termine con procedure trasparenti, concorrenziali e complessivamente meno onerose per il sistema, garantendo allo stesso tempo agli investitori stabilità nel medio-lungo termine”;
a pagina 99 si legge che: “Il capacity market rappresenta una delle principali soluzioni già messe in campo per garantire l’adeguatezza del sistema e dovrebbe superare le difficoltà di recente incontrate nel mantenimento di adeguati margini di riserva in condizioni di stress (picco di domanda, variazioni di import). Come detto, non sarà riservato solo alla capacità termoelettrica ma aperto ad una pluralità di opzioni tecnologiche, nazionali e cross border”;
il Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, durante il suo intervento al convegno “Efficienza energetica: un’opportunità per il sistema Paese”, organizzato da NENS (Nuova Economia Nuova Società) e Enel il 10 luglio 2017, ha dichiarato che “Il capacity market non fa parte strettamente della SEN, ma ad essa è strettamente collegato. Penso dovremmo riuscire a fare la prima asta a novembre, stiamo avendo un problema di capacità che sta diventando molto significativo e contemporaneamente vogliamo accelerare l’uscita dal carbone” (“staffettaonline”, dell’11 luglio 2017);
la nuova disciplina sul capacity market attualmente è in fase di notifica presso la Commissione europea ed è caratterizzata da diversi integrazioni al testo originario di Terna derivanti, oltre che dal decreto di approvazione del Ministero dello sviluppo economico del 30 giugno 2014, anche dal confronto europeo e da un atto di indirizzo del Ministero stesso a Terna del 25 ottobre 2016. In particolare, il nuovo sistema prevede l’eliminazione del floor price, le modalità di partecipazione delle risorse cross border, della domanda, delle rinnovabili e delle nuove tecnologie (ad esempio le accumuli), la priorità per le risorse con requisiti di flessibilità, la semplificazione delle aste per la prima attuazione;
considerato che:
a giudizio degli interroganti, lo strumento del capacity market, diversamente da quanto dichiarato dal Ministro Calenda, si pone come elemento centrale degli indirizzi di policy indicati dalla SEN, impegnando nel lungo periodo risorse economiche importanti su tecnologie che sono nella fase terminale della propria competitività rispetto alle fonti rinnovabili. Di fatto si affida agli impianti tradizionali termoelettrici e a gas tutta la gestione della flessibilità e sicurezza del sistema, sull’assunto che ora hanno costi di generazione minori delle fonti rinnovabili, pur sapendo che fra due anni non sarà così e che l’eventuale deficit di capacità ben può essere coperto dalla nuova generazione rinnovabile che ormai sta diventando capace di offrire energia a prezzi competitivi rispetto alla generazione termoelettrica;
inoltre, nelle aste da effettuare per la capacità non risulta agli interroganti che si tenga conto delle esternalità ambientali; si tratta dunque di aste che finiranno con il privilegiare le tecnologie alimentate a fonte fossile che (per breve periodo) sono ancora competitive, solo perché esternalizzano sulla collettività i maggiori costi ambientali e sanitari da loro causati;
difformemente dalle indicazioni della SEN, la Commissione europea sostiene una strategia sulla capacità di autoregolamentazione del mercato e sull’ottimizzazione delle prospettive aperte dallo sviluppo della tecnologia e solamente in via residuale al capacity market;
considerato inoltre che:
a più riprese la Commissione europea ha sottolineato come i mercati a breve termine e la formazione di prezzi di mercato che riflettono la disponibilità delle risorse siano sufficienti a garantire la sicurezza del sistema (considerando 10 della Proposta di regolamento sul mercato interno dell’energia elettrica 2016/379 (COD) e ha sottolineato che: “Prima di introdurre meccanismi di regolazione della capacità gli Stati membri dovrebbero valutare le distorsioni normative che gravano sulla questione connessa dell’adeguatezza delle risorse; dovrebbero essere tenuti ad adottare misure volte a eliminare le distorsioni corredandole del relativo calendario attuativo. I meccanismi di regolazione della capacità dovrebbero essere introdotti solo per le questioni che non possono essere risolte con l’eliminazione delle distorsioni di cui sopra” (considerando 28 della Proposta di regolamento sul mercato interno dell’energia elettrica 2016/379 (COD));
non risulta agli interroganti che la suddetta valutazione sia stata effettuata e, in particolare, contrariamente a quanto valutato dalla Commissione europea, si è ritenuto di avviare il mercato della capacità prima di verificare l’impatto positivo che certamente deriverebbe dalla effettiva apertura del mercato del servizio del dispacciamento (MSD) alle rinnovabili non programmabili e alla domanda e prima di stabilire una regolamentazione sui contratti di fornitura a lungo termine;
il ricorso al mercato della capacità è motivato con riferimento a situazioni di picco, che sono adeguatamente gestibili attraverso l’apertura alla domanda e alle non programmabili del MSD;
si sta rinviando, a parere degli interroganti con il ricorso a limitati e poco utili progetti pilota, a tempo indeterminato l’accesso pieno e a regime della domanda e delle rinnovabili non programmabili ai servizi di dispacciamento, che contribuirebbe in modo determinante a dare servizi sufficienti alla sicurezza del sistema, utilizzando tecnologie innovative e non inquinanti, a minori costi per i cittadini;
nel breve periodo a giudizio degli interroganti i costi di generazione da fonti rinnovabili saranno competitivi rispetto a quelli da fonte termoelettrica, (anche senza considerare l’esternalità) e quindi la nuova capacità rinnovabile, se ammessa ad operare su tutti i mercati ivi compreso il mercato del servizio di dispacciamento, potrebbe coprire le esigenze di sicurezza del sistema elettrico risparmiando le risorse per il mercato della capacità;
considerato infine che, a parere degli interroganti, una disciplina che dia adeguate garanzie legali di validità a contratti di fornitura a lungo termine potrebbe costituire un’alternativa più coerente con i segnali di mercato e meno costosa per i consumatori rispetto al mercato della capacità,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno rivedere il meccanismo di remunerazione della capacità da impianti termoelettrici, o di attuarlo soltanto nei casi in cui sia realmente indispensabile, verificando, come chiesto dall’Unione europea, con quali altri meccanismi può essere tenuta la sicurezza del sistema;
se non consideri che sarebbe opportuno preliminarmente aprire alla domanda e alle fonti rinnovabili non programmabili il mercato del dispacciamento, per verificare a regime gli effetti di tale apertura, prima di indire aste per il mercato della capacità;
quali misure si intendano adottare per valutare nelle procedure d’asta i costi per le esternalità ambientali e sanitarie indotte dall’utilizzo di impianti a fonte fossile.