Interrogazione M5S su alternanza scuola/lavoro – 18 aprile 2017

Presentata ieri, 18 aprile, una interrogazione a firma dell’On. D’Ambrosio (M5s, Comm. Affari costituzionali) in cui si chiede al Governo se, considerate le varie denunce e le normative vigenti, si intendano porre in essere iniziative dirette di monitoraggio e controllo dei progetti di alternanza scuola/lavoro, valutando la possibilità di un cambio di destinazione dei luoghi di lavoro o di esclusione preventiva di tutte quelle attività che non rientrano nel quadro formativo degli studenti o che posso essere soggette a inchieste giudiziarie in merito al mancato rispetto delle disposizioni di legge in materia di sicurezza e salute.

Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

  D’AMBROSIO. — Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
   l’articolo 2 del decreto-legge n. 77 del 15 aprile 2005, stabilisce che l’alternanza scuola-lavoro, nell’ambito del sistema dei licei e del sistema dell’istruzione e della formazione professionale, persegue le seguenti finalità: «attuare modalità di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, rispetto agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l’esperienza pratica; arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l’acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro; favorire l’orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali; realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile, che consenta la partecipazione attiva dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 2, nei processi formativi; correlare l’offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio»;
   con una nota del 28 marzo 2017, n. 3355, il direttore generale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha maggiormente chiarito al punto e) che, rientrano nelle attività di alternanza scuola-lavoro, esperienze coerenti con i risultati di apprendimento previsti dal profilo educativo dell’indirizzo di studi frequentato dallo studente;
   in questi mesi sono state denunciate presso i vari organi di stampa nazionali diverse esperienze negative legate a tale progetto. Una fra tutte riguarda la denuncia proveniente dagli studenti dell’I.I.S.S. Pacinotti di Taranto, chiamati a svolgere il loro percorso di alternanza scuola-lavoro presso l’Ilva, azienda da anni ormai oggetto di varie inchieste giudiziarie, nonché responsabile dei gravi problemi ambientali, occupazionali e di sicurezza che attanagliano la città di Taranto;
   tali esperienze, unite a tanti altri episodi oppugnabili emersi soprattutto nella regione Puglia, destano molta preoccupazione sui criteri di scelta, che paiono essere del tutto incoerenti rispetto al quadro formativo degli studenti e dei loro rispetti diritti/tutele. Si parla infatti di ore lavorative superiori rispetto al previsto, condizioni igienico-sanitarie scarse, mansioni inidonee e per nulla affini al percorso scolastico –:
   se, considerate le varie denunce e le normative vigenti, si intendano porre in essere iniziative dirette di monitoraggio e controllo, valutando la possibilità di un cambio di destinazione dei luoghi di lavoro o di esclusione preventiva di tutte quelle attività che non rientrano nel quadro formativo degli studenti o che posso essere soggette a inchieste giudiziarie in merito al mancato rispetto delle disposizioni di legge in materia di sicurezza e salute.